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Una
guerra contro il diritto
APPELLO INTERNAZIONALE
Giuridicamente
illecita, moralmente ingiustificabile, politicamente inefficace. La guerra
preventiva, una minaccia al futuro della convivenza civile
La minaccia di una guerra preventiva contro l'Iraq è
una minaccia al futuro della convivenza civile sul nostro pianeta fondata
sul diritto internazionale. Più ancora delle altre guerre del passato
decennio, una simile guerra rappresenterebbe una violazione vistosa della
Carta dell'Onu. Non ricorre infatti «un attacco armato contro un membro
delle Nazioni Unite»: che è il solo caso in cui è consentito dalla
Carta l'esercizio del «diritto naturale di autotutela individuale o
collettiva», in deroga al divieto della minaccia e dell'uso della forza
nelle relazioni internazionali. Come hanno più volte affermato il
Consiglio di Sicurezza e la Corte internazionale di giustizia, la «guerra
preventiva», e perfino singole azioni militari intraprese contro
l'astratto pericolo di un'aggressione, sono radicalmente contrarie
all'ordinamento delle Nazioni Unite. La stessa espressione «guerra
preventiva», del resto, è una formula contraddittoria, idonea a
legittimare la guerra di aggressione attraverso la trasformazione
dell'aggredito in aggressore. Ma il pericolo di un crollo del diritto
internazionale deriva soprattutto dall'aperta e insistente rivendicazione,
che accompagna la minaccia di questa guerra, della legittimità della
guerra medesima come strumento di soluzione dei problemi e delle
controversie internazionali. Questa riabilitazione della guerra
equivarrebbe a una dissoluzione dell'Onu, la cui ragion d'essere risiede
precisamente nella messa al bando della guerra e nel mantenimento della
pace, attraverso un complesso sistema di misure che include un uso
regolato e controllato della forza sotto la costante direzione del
Consiglio di Sicurezza. La guerra, in quanto uso sregolato, illimitato e
incontrollato della forza, è d'altro canto la negazione del diritto,
consistendo il diritto nella regolazione e nella limitazione della forza.
E lo sono tanto più le odierne guerre aeree scatenate dalle potenze
occidentali, il cui tratto caratteristico è di svolgersi senza perdite di
vite umane dalla parte degli aggressori e di produrre la quasi totalità
delle vittime tra le popolazioni civili, innocenti delle colpe addebitate
ai loro governanti. Espressioni come «guerra giusta» o «guerra
legittima» a proposito di queste guerre hanno perciò un significato
analogo a quello di espressioni del tipo «giusto massacro», «giusta o
legittima strage di innocenti», «giusta carneficina», «tortura
legittima» e simili.
Non meno incongruo e irrazionale è il ricorso alla guerra come mezzo per
battere il terrorismo globale. Il terrorismo è una forma di violenza
politica che si caratterizza per la sua imprevedibilità e per il
carattere indiscriminato delle sue vittime, immancabilmente innocenti. La
risposta ad esso con la guerra, che è parimenti violenza indiscriminata,
equivale a una sua omologazione ai metodi delle organizzazioni
terroristiche, e perciò a un abbassamento degli Stati che la promuovono
al loro livello. Ne risulterebbe una guerra altrettanto globale, senza
limiti di tempo e di spazio, che anziché sconfiggere il terrorismo
finirebbe per alimentarlo in una spirale senza fine. Al contrario il
terrorismo può essere battuto soltanto con la risposta, rispetto ad esso
asimmetrica, del diritto e della politica, cioè della scoperta e della
cattura dei responsabili, nonché della capacità dei governi di farsi
carico delle sue cause politiche, economiche e culturali.
La rilegittimazione della guerra come strumento di governo del mondo,
preannunciata dal documento strategico americano del 17 settembre,
produrrebbe inoltre una regressione neo-assolutistica e imperiale
dell'ordine mondiale che finirebbe per compromettere le forme stesse dello
stato di diritto e della democrazia. La restaurazione di un potere di
guerra insindacabile e imprevedibile in capo alla superpotenza americana,
e perciò al suo presidente, contraddirebbe infatti il paradigma dello
stato di diritto, che non ammette poteri assoluti e richiede la soggezione
alla legge di qualunque potere. E varrebbe a logorare profondamente le
nostre democrazie, sotto due aspetti: all'interno dei paesi occidentali, a
causa delle leggi liberticide, della disinformazione, della propaganda e
dell'intimidazione del dissenso che sempre si accompagnano all'emergenza
bellica; a livello mondiale perché di fatto l'intera popolazione della
terra risulterebbe virtualmente soggetta a un nuovo sovrano,
rappresentativo nel migliore dei casi del solo popolo del suo paese. Si
avrebbe così il paradosso che una guerra, promossa secondo il documento
strategico statunitense per difendere «libertà, democrazia e libero
mercato», avrebbe raggiunto l'effetto di affossarli. E questa
contraddizione sarebbe drammaticamente aggravata dalla crescita dell'odio
e dello spirito di rivolta nei confronti dell'Occidente e dalla totale
perdita di credibilità, presso i popoli poveri della terra, del suo
intero sistema di valori.
L'imprudenza politica ha di solito conseguenze catastrofiche non soltanto
per chi la subisce ma anche per i politici imprevidenti. Se poi
l'imprudenza è un'imprudenza armata, la catastrofe acquista i caratteri
della tragedia collettiva. Quando infine l'appello moralistico ai valori
umanitari è utilizzato per occultare gli effetti perversi di una guerra,
l'imprudenza politica ha la tendenza ad acquistare, come scrisse Hume, i
caratteri della veemenza e a contribuire alla rapida distruzione dei
medesimi valori che si invocano a sostegno dell'intervento armato. E'
probabile che in futuro l'uso sempre più frequente di un pensiero
bellicista indebolisca i freni della prudenza e favorisca il trattamento
veemente, cioè irriflessivo, dei problemi politico-giuridici. Questo
contribuirà anche a formulare false giustificazioni a sostegno del
raggiungimento egoista e violento di interessi nazionali, a imporre la
pratica di una diplomazia coercitiva informata alla legge del più forte,
a rafforzare gli odii e i pregiudizi ideologici e, last but not least,
a ridurre la fiducia nella possibilità che le relazioni internazionali
siano basate su principi e regole morali di carattere universale. Quando
la guerra si rende accettabile attraverso lo schermo retorico
dell'umanitarismo armato dei «moralisti politici», come li chiamò Kant,
l'uscita dal labirinto della violenza diventa impossibile.
Noi non ci illudiamo, con questa dichiarazione, di convincere i potenti
della terra dai quali dipendono i destini del mondo. Ciò che intendiamo
affermare è che la guerra attualmente annunciata sarebbe giuridicamente
illecita, moralmente ingiustificabile e politicamente inefficace. Il suo
terribile effetto, oltre alle vittime e alle devastazioni che seguono ad
ogni guerra, sarebbe la distruzione dell'attuale ordine internazionale nel
tentativo, a nostro parere irrealistico, di sostituirlo con un nuovo
ordine basato sulla forza e sull'arbitrio. Contribuire a privare questo
nuovo ordine del consenso necessario alla sua legittimazione è il
principale scopo di questo appello.

Suheir Azzouni (Giordania), ex direttrice generale del Women's
Affairs Technical Committe Palestine
Estela Barnes de Carlotto (Argentina), presidente Aduelas de Plaza
de Mayo
Luciana Castellina (Italia), giornalista, ex parlamentare italiana
e europea
Dalmo de Abreu Dallari (Brasile), professore di Diritti Umani
all'Università di San Paolo
Richard Falk (Usa), docente di Dirirtto Internazionale
all'Università di Princeton e di Santa Barbara
Luigi Ferrajoli (Italia), professore di Diritto all'Università di
Camerino
Ernesto Garzòn Valdès (Argentina-Germania), professore emerito di
Filosofia del Diritto all'Università di Mainz
Francois Houtart (Belgio), professore di Sociologia all'Università
di Lovanio
Perfecto Andrés Ibanez (Spagna), giudice alla Corte Suprema di
Madrid
Franco Ippolito (Italia), consigliere alla Corte di Cassazione
Raniero La Valle (Italia), giornalista e scrittore
Freda Messner-Blau (Austria), giornalista, sociologa, ex
parlamentare
Adolfo Perez Esquivel (Argentina), premio Nobel per la pace
François Rigaux (belgio), professore di Diritto internazionale
all'Università di Louvain-La Neuve
Leo Spitzer (Usa), professore di Storia al Darmouth College
Salvatore Senese (Italia), presidente di sezione della Corte di
Cassazione, ex parlamentare
Lea Tsemel (Israele), avvocata.

PRIME ADESIONI: [TESTO] E. Altvater (presid. Fondazione Internazionale
Lelio Basso), L. Bimbi (segret. gen. Fond. Int. Lelio Basso), G. Tognoni (segret.
Tribunale Permanente dei Popoli), L. Zannino (segret. generale Fondazione
Lelio e Lisli Basso-ISSOCO), H. Abellán (Univ. Barcelona), C. Acciarini
(parlamentare), J.M. Adeodato (Univ. Recife), V. Agnoletto (L.I.L.A.), J.
Aguilo Regla (Univ. Alicante), J. Albareda Salvadó (Univ. Pompeu Fabra,
Barcelona), M.A. Alcalá (Univ. Castilla La Mancha), C. Alfonso Mellado (Univ.
Valencia), U. Allegretti (Univ. Firenze), L. Alonso Alvarez (Univ. A Coruña),
F. Amadori (magistrata), F. Amato (magistrato), C. Amorós Puente (Univ.
Madrid), M.J. Añón (Univ. Valencia), J. Aparicio (Univ. Castilla la
Mancha), M. Aparicio Fernández (magistrata), M. Aragó Gassiot
(magistrata), M. Aramburu García-Pintos (magistrato), G. Arangio-Ruiz (Univ.
«La Sapienza», Roma), F. Arce (magistrata), A. Asor Rosa (Univ. «La
Sapienza», Roma), G. Assennato (Univ. Bari), A. Asua Barrita (Univ. País
Vasco), M. Atienza (Univ. Alicante), A. Avelas Nunes (Univ. Coimbra), G.
Azzariti (Univ. «La Sapienza», Roma), G. Baldini (Univ. Milano-Bicocca),
E. Ballarín (Univ. Pompeu Fabra), F. Bandoli (parlamentare), M. Barañano
(Univ. Complutense, Madrid), J. Barcons Palau (Univ. Pompeu Fabra), J.
Baucells Lladós (Univ. Rovira i Virgili), P. Basso (Univ. Milano), E.
Bataner Arias (Univ. Salamanca), A. Baylos (Univ. Castilla la Mancha), J.
C. Bayon (Univ. Autónoma, Madrid), G. Bellini (parlamentare), G. Bellini
(C.C. Agesci), S. Bello (magistrato), E. Beltran (Univ. Autónoma,
Madrid), S. Beltrán García (Univ. Autónoma, Barcelona), A. Bergareche (Univ.
Complutense, Madrid), A. Bernardi (Univ. Ferrara), J. Betegón Carrillo (Univ.
Castilla La Mancha), M.G. Betti (Univ. "La Sapienza"), E.
Betinelli Ernesto (Univ. Pavia), G. Bianchi (parlamentare), S. Boco
(parlamentare), R. Bodas Martín (magistrato), G. Bonacchi (Fondazione
Lelio e Lisli Basso-ISSOCO), D. Bonfietti (parlamentare), P. Borsellino (Univ.
dell'Insubria), N. Bouza Vidal (Univ. Pompeu Fabra), M. Bovero (Univ.
Torino), G. Bronzini (magistrato), C. Caamaño (Univ. Buenos Aires), L.M.
Cabello de Alba (Univ. Castilla La Mancha), M.A. Cabellos Espiérrez (Univ.
Girona), E. Calamai (già console), G. Calvet Jaume (magistrato), R. Calvo
Soler (Univ. Pompeu Fabra), V. Calzolaio (parlamentare), A. Cambrón
Infante (Univ. A Coruña), G. Campo (magistrato), G. Cannella
(magistrato), J.R. Capella Hernández (Univ. Barcelona), J.C. Carbonell
Mateu (Univ. Valencia), M. Carrillo (Univ. Pompeu Fabra), G. Cascini
(magistrato), M. Caso Señal (magistrata), F. Cassano (Univ. Bari), J.M.
Castellá Lidón (Univ. Pompeu Fabra), S. Castellá (Univ. Rovira i
Virigili), L. Castelvetri (Univ. dell'Insubria), G. Cataldi (magistrato),
J. Cató Llorca (Univ. Salamanca), M. Cavallaio (parlamentare), P.
Celentano (magistrato), G. Cerami (Univ. Napoli), A.A. Cervati (Univ. «La
Sapienza», Roma), G. Chan (magistrato), D. Checchi (Univ. Milano), S.
Chiarloni (Univ. Torino), G. Chiesa (giornalista), L. Cima (parlamentare),
M. Cini (Univ. «La Sapienza», Roma), G. Cioffi (Univ. «La Sapienza»,
Roma), don L. Ciotti (Libera e Gruppo Abele), A. Cluny (magistrato), G.
Codrignani (già parlamentare), J. L. Colomer (Univ. Autónoma, Madrid),
P. Comanducci (Univ. Genova), J. Corcuera Atienza (Univ. País Vasco), C.
Cordoñer Merino (Univ. Salamanca), J. Correa (Univ. Valencia), A.
Corrochano Sánchez (Univ. Salamanca), R. Cortés Tovar (Univ. Salamanca),
M. Cossutta (parlamentare), G. Cotturri (Univ. Bari), C. Courtis (Univ.
Buenos Aires), P.R. Crippa (Univ. Parma), L. Curcio (magistrata), M.
D'Amato (Univ. Roma Tre), L. Dainotti (magistrato), A. Dal Piaz (Univ.
Federico II, Napoli), E. Deiana (parlamentare), S. de Carvalho (Univ. di
Sao Paolo), J. de Lucas (Univ. Valencia), L. de Rosa (Univ. Federico II),
J. de Sousa Martins (Univ. Sao Paulo), J. de Sousa Ribeiro (Univ. Coimbra),
T. de Zulueta (parlamentare), P. De Sole Pasquale (Univ. Cattolica,
Milano), S. De Stefano (Univ. Milano), E. Diaz (Univ. Autónoma, Madrid),
E. Diciotti (Univ. Siena), J.L. Díez Ripollés (Univ. Málaga), A. Di
Blase (Univ. Bologna), A. Di Florio (magistrata), P. Di Giulio (Univ.
Torino), V. Di Nicola (magistrato), P. Di Siena (parlamentare), J.A. do
Couto Ferreira (Univ. Coimbra), M. Dogliani (Univ. Torino), M.G. Domanico
(magistrata), J.A. Doñate Martín (magistrato), A. Donati (parlamentare),
A. Dourado (Univ. Coimbra), G. Dragotto (magistrato), B. Dréano (Cedetim),
E. Duca (parlamentare), D. Ducci (Univ. Napoli), M.R. Egidi (Univ. Roma
Tre), G. Escobar Marulanda (Univ. Girona), J. Esquinas (Univ. Complutense,
Madrid), A. Facchi (Univ. Bologna), L. Fadiga (magistrato), E. Fasano
Guarini (Univ. Pisa), F. Fermi (Univ. Parma), F. Fernández Buey (Univ.
Pompeu Fabra), C. Fernández Corte (Univ. Salamanca), J. Fernández
Entralgo (magistrato), E. Fernández Vallina (Univ. Salamanca), G. Ferrara
(Univ. «La Sapienza», Roma), J. Ferrer (Univ. Pompeu Fabra), P. Ferrua (Univ.
Torino), M. Fiorella (magistrato), G. Fonseca (magistrato), R. Gallardo (Univ.
Castilla La Mancha), D. Gallo (magistrato), G. Gallo (Univ. Pisa), F.
Gampiccoli (Federazione Chiese Evangeliche in Italia), N. Gandus
(magistrata), V. García Alarcón (magistrata), J. García Añón (Univ.
Valencia), A. García Figueroa (Univ. Castilla La Mancha), M.A. García
Herrera (Univ. País Vasco), C. García Pascual (Univ. Valencia), F. García
Romo (magistrato), R. Gargarella (Univ. Buenos Aires), E. Gasco (Univ.
Castilla La Mancha), M. Gascón Abellán (Univ. Castilla La Mancha), M.G.
Giammarinaro (magistrata), L. Gianformaggio (Univ. Ferrara), F. Gianfrotta
(magistrato), A. Gianni (parlamentare), J.L. Gil Olmo López (magistrato),
A. Giménez Merino (Univ. Barcelona), C. Ginzburg (Univ. della
California), A. Gomes Martins (Univ. Coimbra), J. Gonçalves da Costa
(magistrato), S. González Marín (Univ. Salamanca), D. Gonzalez Lagier (Univ.
Alicante), J.L. Gordillo Ferré (Univ. Barcelona), A. Grandi
(parlamentare), L. Grassi (magistrato), A. Grillo (magistrata), F.
Grisolia (magistrato), M.J. Gutiérrez del Moral (Univ. Girona), A.
Harfuch (Univ. Buenos Aires), L. Hierro (Univ. Autónoma, Madrid), A. G.
Hinojo (Univ. Salamanca), M. Ibáñez Solaz (magistrata), M. Iglesias (Univ.
Pompeu Fabra), M. Illamola Dausá (Univ. Girona), J. Infante Miguel-Motta
(Univ. Salamanca), N. Iovene (parlamentare), J. Jané Carbó (Univ. Rovira
i Virgili), C. Jiménez Cortés (Univ. Autónoma, Barcelona), L. Jiménez
de Parga Pilar (magistrata), D. Jiménez Schlegl (Univ. Barcelona), J.A
Estévez Araujo (Univ. Barcelona), M. J. Romero (Univ. Castilla La Mancha),
G. Kessler (parlamentare), L. Lacagnina (Comitato Centrale Agesci), P.
Lamberti (magistrato), A. Lamorgese (magistrato), F. Laporta (Univ. Autónoma,
Madrid), F. Lattanzi (Univ. Roma Tre), F. Liberti (magistrato), I. Lifante
(Univ. Alicante), A. Liguori (magistrato), L. López Julia (Univ. Pompeu
Fabra), P. de Lora (Univ. Autónoma, Madrid), F. Lo Piparo (Univ.
Palermo), G. Maestro Buelga (Univ. País Vasco), E. Maia Costa
(magistrato, Lisbona), J. Maier (Unuv. Buenos Aires), F. Maisto
(magistrato), G. Malabarba Gigi (parlamentare), J. Malem (Univ. Pompeu
Fabra), J. R. Manero (Univ. Alicante), G. Maniaci (Univ. Palermo), G.
Marcilla Córdoba (Univ. Castilla La Mancha), M. Maresca García-Estéller
(Univ. Granada), J. Maria Vilajosana (Univ. Pompeu Fabra), C. Mariani (Univ.
«La Sapienza», Roma), L. Mariani (Univ. Cassino), E. Marinari (Univ. «La
Sapienza», Roma), C. Marmo (Univ. Bologna), M. Marmo (magistrata), G.
Marramao (Univ. Roma Tre), J. L. Marti (Univ. Pompeu Fabra), E. Martín
Corrales (Univ. Pompeu Fabra), E. Martín Díaz (Univ. Sevilla), J.A. Martín
Pallín (magistrato), D. Martinez (Univ. Pompeu Fabra), M. Martínez Alarcón
(Univ. Castilla La Mancha), M. Martínez González (Univ. Zaragoza), U.
Martínez Veiga (Univ. Autónoma, Madrid), E. Masina (già parlamentare),
C. Maté (Univ. Pompeu Fabra), S. Mattone (magistrato), T. Mazzarese (Univ.
Brescia), S. Mazzarese (Univ. Palermo), A. Melis (Univ. Siena), C.A.
Mellado (Univ. Valencia), D. Mendonca (Univ. Pompeu Fabra), F. Mercogliano
(Univ. Camerino), S. Meschini (magi strato), G. Michelini (magistrato),
J.I. Miguel-Motta (Univ. Salamanca), G. Minà (giornalista), A. Minisola
(magistrato), M. Mirandola (magistrata), N. Miriano (magistrato), G.
Montagnoli (Univ. Pisa), I. Montalbán Huertas (magistrata), L. Mora
Cabello de Alba (Univ. Castilla La Mancha), I. Moreno (Univ. Sevilla), I.
Moreno Ferrero (Univ. Salamanca), J.J. Moreso (Univ. Pompeu Fabra), J.
Morgado María (magistrata), L. Morgantini (europarlamentare), A. Mota
Salgado (magistrato), J. Mouraz (magistrato), F. Nardelli (Univ. Pisa), F.
Navarro Cardoso (Univ. de Las Palmas), G. Nebbia Giorgio(Univ.Bari), L.C.
Nieto García (magistrato), F. Nisticò (magistrato), E. Olivas (Univ.
Complutense, Madrid), F. Oliveira (Univ. Agostinho Neto), M.A.
Oliver-Rotger (Univ. Pompeu Fabra), M. Ollé Rodríguez (Univ. Pompeu
Fabra), J.M. Ordóñez (Univ. Complutense, Madrid), J.M. Ortega Lorente
(magistrato), J.M. Ortega Terol (Univ. Castilla La Mancha), A. Ojeda Avilés
(Univ. Salamanca), E. Paciotti (europarlamentare), G. Palmisano (Univ.
Camerino), G. Palombarini (magistrato), G. Panattoni (parlamentare), J. M.
Paredes Castañón (Univ. León), D. Pastor (Univ. Buenos Aires), I.J.
Patrone (magistrato), X. Pedrol Rovira (Univ. Barcelona), L. Pepino
(presidente Magistratura Democratica), M. Pérez de Vega Leonor (Univ.
Valladolid), J. A. Perez Lledo (Univ. Alicante), J. Pérez Rey (Univ.
Castilla La Mancha), P. Pertici (Tavola della Pace e della Cooperazione),
O. Peterlini (parlamentare), A. Petrucci (Scuola Normale Superiore, Pisa),
B. Pezzini (Univ. Bergamo), M. Pi Llorens (Univ. Autónoma, Barcelona),
J.L. Pía Iglesias (magistrato), C. Pico Lorenzo (magistrata), F. Pilato
(magistrata), C. Piqueras (Univ. Castilla La Mancha), S. Pisa
(parlamentare), G. Pisapia (parlamentare), G. Pistone (parlamentare), M.
Pivetti (magistrato), A. Pizzinato (parlamentare), S. Pizzini (Univ.
Milano-Bicocca), V. Plandiura (Univ. Pompeu Fabra), A. Policastro
(magistrato), G. Pontara (Univ. Stoccolma), M.P. Pozzato (Univ. Bologna),
J.L. Prado (Univ. Castilla La Mancha), A. Preda (parlamentare), J.A.
Prieto (Univ. Castilla La Mancha), L. Prieto Sanchís (Univ. Castilla La
Mancha), A. Prosperi (Scuola Normale Superiore, Pisa), F. Quesada (Univ.
Madrid), C. Ramón (Univ. Valencia), A. Ramos Guerreira (Univ. Salamanca),
F. Ranieri (magistrato), L. Ravera (giornalista e scrittrice), A. Renteria
Diaz (Univ. dell'Insubria), G.U. Rescigno (Univ. «La Sapienza»), G.
Rigamonti (Univ. Palermo), C. Riolo (Univ. Palermo), A. Rodenas (Univ.
Alicante), J.M. Rodríguez Uribes (Univ. Valencia), M. Rodríguez (Univ.
Castilla La Mancha), M.J. Romero (Univ. Castilla La Mancha), M. Rossanda
(già parlamentare), R. Rossanda (giornalista), F. Rovetta (Univ. Castilla
La Mancha), A. Ruiz E.C. (magistrata), A. Ruiz Miguel (Univ. Autónoma,
Madrid), P. Ruiz Torres (Univ. Valencia), M. Saavedra López (Univ.
Granada), G. Salmè (magistrato), C. Salvi (Vice-presidente del Senato),
E. Salzano (Univ. Venezia), A. Sánchez Legido (Univ. Castilla La Mancha),
L. Sandri (giornalista), R. Sandri (già parlamentare PCI), S. Sastre
Ariza (Univ. Castilla La Mancha), L. Savelli (Univ. Pisa), A. Scarpa
(magistrato), E. Sciso (Univ. Luiss, Roma), A. Segre (Univ. Torino), F.
Serra (Univ. Complutense, Madrid), H.C. Silveira Gorski (Univ. Barcelona),
T. Sodano (parlamentare), S. Sottani (magistrato), M. Spinedi (Univ.
Firenze), (Darmouth College), L. Streck Lenio (magistrato), M.L. Sturani (Univ.
Torino), J.J. Tapia Parreño (magistrato), J.M. Terradillos Basoco (Univ.
Cádiz), L. Togni (parlamentare), M. Torrealta (giornalista), C. Torres
García (Univ. Castilla La Mancha), Torres Mario (magistrato), A. Torrice
(magistrata), A. Tortorella (Associazione per il Rinnovamento della
Sinistra), G. Toscano (magistrato), F. Trillo (Univ. Castilla La Mancha),
R. Troisi (Rete Lilliput), S. Tutino (giornalista), I. Turégano Mansilla
(Univ. Castilla La Mancha), S. Turroni (parlamentare), Trovato Luciano
(magistrato), M. Urso (Univ. Palermo), B. Valdés (Univ. Carlos III de
Madrid), F. Valle Esqués (magistrato), T. Valpiana (parlamentare), J.
Vecina (Univ. Castilla La Mancha), N.E. Veiga (magistrata), S. Ventura Mas
(magistrata), J. Vernet i Llobet (Univetat Rovira i Virgili), R. Viciano
Pastor (Univ. Valencia), J.A. Viera-Gallo (parlamentare del Cile), J.M.
Vilajosana (Univ. Pompeu Fabra), V. Villa (Univ. Palermo), U. Villani (Univ.
"La Sapienza"), T. Vinardell Puig (Univ. Pompeu Fabra), F. Viola
(Univ. Palermo), E. Virgala Foruria (Univ. País Vasco), G.A. Virgilio
Maria Virgina (magistrata), J. Virgolini (Univ. Buenos Aires), don
Vitaliano (sacerdote), A. Walter (Univ. Costa Rica), M. A. Wilhelmi (Univ.
Girona), R. Xavier Pedrol (Univ. Barcelona), P. Yllana Suárez
(magistrato), E.R. Zaffaroni K. Zanotti (parlamentare), D. Zolo (Univ.
Firenze), J. Zornoza (Univ. Complutense, Madrid), F. Zubiri de Salinas
(magistrato).

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