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 IL MANIFESTO 5 gennaio 2003

chietinuova

3febbraio.it

 


«Il governo si rassegni, resistiamo»
Il vice presidente dell'Anm risponde agli attacchi di Fini 

«tanto più gravi perché senza argomenti». 

Pronte le copie della Costituzione che i magistrati mostreranno alle prossime inaugurazioni dell'anno giudiziario
di ANDREA FABOZZI

«Effettivamente, non ci è andato leggero». Gianfranco Fini inaugura l'anno attaccando a testa bassa l'Associazione nazionale magistrati. Per il vice premier è di «enorme gravità» il fatto che i magistrati abbiano deciso di presentarsi alle prossime inaugurazioni dell'anno giudiziario con una Costituzione in mano. Ma giudici e pm non hanno intenzione di fare passi indietro. Anzi, è già pronta in tipografia un'edizione specialissima della Carta. Firmata in copertina dall'Anm. Le copie saranno distribuite già lunedì 13 a Roma, all'inaugurazione in Cassazione, e poi viaggeranno per le 25 sedi di corte d'appello dove si terranno le cerimonie distrettuali sabato 18 gennaio. Insieme a un bel pacco di manifesti che riassumono le ragioni della protesta delle toghe. La parola a Piero Martello, giudice a Milano e vice presidente dell'Anm. E' stato lui a portare nella giunta esecutiva del sindacato dei magistrati la proposta di esibire le costituzioni. Ma Martello, che fa parte di una corrente di sinistra, Movimento per la giustizia, non ci tiene a sottolinearlo. Anzi, dice, «si tratta di una decisione condivisa da tutta la giunta. E devo dire che dai distretti ci arrivavano pressioni per prendere iniziative ancora più clamorose».

Giudice Martello, come risponde a Fini?

Non ha argomenti. Il suo attacco è tanto più pesante quanto per nulla motivato. Non capisco. Dice che la nostra iniziativa sarebbe un gesto politico, e poi non spiega perché richiamarsi alla Costituzione, cioè alle norme fondamentali della Repubblica, sia un gesto politico da parte nostra. Se è vero che anche le riforme, tutte le riforme, si possono fare solo nel rispetto dei principi generali della Carta, allora non vedo perché se la prende tanto con chi ne fa un punto di riferimento. A meno che non ci sia l'intenzione di andare oltre la Costituzione...

Sorpreso di trovare anche Fini tra i critici della magistratura associata, in splendida sintonia con Berlusconi?

Sorpreso non direi. Certo è un fatto importante che va notato. Ma erano già molti i segnali che anche Alleanza nazionale, che in passato era stata attenta alle ragioni della magistratura, stava avvicinandosi alle posizioni più dure della maggioranza di governo. Effettivamente il vice presidente Fini non ci è andato leggero. Ma ormai, parlando di giustizia, chi ci va più leggero? Anche questo è un segno dei tempi. Mi fermo qui, perché voglio aspettare di leggere le proposte di legge, se ci saranno, per giudicare nel merito. Non mi va di alimentare uno scontro tutto verbale.

Lei ammette che parlando di giustizia tutti finiscono sopra le righe. Se la sentirebbe di estendere la critica anche ad alcuni magistrati?

Io parlo per l'Anm. Che ha sempre mostrato rispetto per tutti, a cominciare dai politici. Le nostre critiche sono sempre state responsabili e rispettose, anche quando abbiamo preso una decisione forte come quella dello sciopero. Il comportamento dei singoli è ovviamente censurabile, e spesso censurato, anche se non mi sembra che ci siano mai state manifestazioni scomposte. Casomai critiche vivaci.

Fatto sta che per il secondo anno consecutivo l'inaugurazione dell'anno giudiziario non sarà la classica cerimonia ingessata. E anche stavolta sarete voi magistrati a sollevare le polemiche.

Se possibile quest'anno le preoccupazioni per la sorte dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura sono ancora di più. A cominciare dal clima generale, fatto di continui attacchi verbali. Fini arriva buon ultimo. Il premier aveva già detto che i giudici condannano senza prove e il ministro della giustizia aveva parlato di complotti giacobini. E non dimentichiamoci che il 4 dicembre 2001 è accaduto il fatto più grave per una Repubblica dove ancora vale il principio della separazione dei poteri: una mozione del Senato approvata a maggioranza in cui si criticava un provvedimento del tribunale di Milano. Tutto per le rogatorie!

Quali sono i progetti di legge che più spaventano voi magistrati?

Con la riforma dell'ordinamento giudiziario il ministro Castelli, non so dire quanto consapevolmente, limita con legge ordinaria le funzioni del Csm, che per Costituzione è l'organo posto a tutela dell'autonomia e dell'indipendenza dei giudici. Con la legge Pittelli si introducono talmente tanti ostacoli al processo penale che sarà difficilissimo arrivare a sentenza. E poi il ministro parla tanto di efficienza della giustizia.

Ma l'esigenza di rendere più rapidi i processi è condivisa anche dal presidente della Repubblica. Anche contro queste riforme l'Anm fa muro?

Sono anni che noi facciamo le nostre proposte per favorire la velocizzazione della macchina giudiziaria. Nelle sedi proprie: in parlamento, nelle commissioni. In un anno e mezzo il ministro non ha preso un solo provvedimento in grado di far durare un processo un giorno in meno. Tutto quello che ha saputo fare è stato alzare l'età della pensione a 75 anni, una norma che va nel senso opposto dell'efficienza.

Perché attaccate tanto Castelli, che nel governo è forse l'unico a non parlare apertamente di separazione delle carriere?

Il ministro della giustizia fa parte del governo, io non posso e non voglio fare distinzioni all'interno dell'istituzione. Fra l'altro ogni volta che Castelli fa una proposta accade che la maggioranza la corregga. E non mancano le idee estemporanee. L'ultima è del ministro della funzione pubblica, che vuole ricondurre i magistrati del pubblico ministero in una non meglio precisata authority. Che poi l'intenzione finale del capo del governo sia quella di separare le carriere, non è un mistero. Si è ricordato di ricordarlo persino nella conferenza stampa di fine d'anno.

Va bene tutelare l'indipendenza della magistratura dal potere politico. Ma quando si assiste a dei provvedimenti come quello della procura di Cosenza contro i no global non vi viene il sospetto che ci sia da tutelare anche l'indipendenza dei magistrati da altri poteri, come quello della polizia giudiziaria? Perché l'Anm non ha detto nulla?

Non chiedeteci di intervenire sui singoli provvedimenti. Quelli che si dimostrano sbagliati sono poi riformati nei successivi gradi di giudizio. E' il nostro sistema delle garanzie. Concedo che si possano migliorare i meccanismi con cui vengono presi alcuni provvedimenti esecutivi. Ma certo, i magistrati non sono infallibili. E l'autonomia deve valere nei confronti di tutti. Nei confronti della polizia giudiziaria e anche, per il singolo giudice, nei confronti degli altri magistrati e del dirigente dell'ufficio.

Un'ultima cosa: dopo l'inaugurazione dell'anno giudiziario arriverà la decisione della Cassazione sui processi a Previti e a Berlusconi, e poi la sentenza d'appello di Palermo per Andreotti. fatti che difficilmente renderanno più sereno il clima tra magistratura e politica. Prenda un impegno per il nuovo anno.

Mi auguro sinceramente che si possa iniziare a discutere di giustizia senza polemiche e senza risse. Le riforme servono. Ma il governo fin qui ha dato l'impressione di volerle fare per dispetto, per una rivincita sui giudici. Noi siamo pronti a offrire collaborazione, ma devono cessare gli attacchi da parte di chi non conosce nemmeno il merito delle questioni. I cittadini devono sapere che l'autonomia e l'indipendenza non sono privilegi di casta, ma la garanzia per una giustizia uguale per tutti. E non al servizio solo di pochi potenti. Sa come ha deciso di investire i soldi del ministero della giustizia Castelli? Facendo aggiungere nelle aule dei tribunali alla parola «la legge è uguale per tutti» l'articolo 101 della Costituzione: «La giustizia è amministrata in nome del popolo». Ma si è fermato lì. Il secondo comma ha preferito tacerlo. Dice: «I giudici sono soggetti soltanto alla legge».

   
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