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I loro guai
di VALENTINO PARLATO
Vacanze preoccupate per i due compari, per Bush e Blair,
entrambi desiderosi di candidarsi assolutamente alle prossime
elezioni: nel 2004 negli Usa e nel 2005 in Inghilterra. Credevano di
aver fatto tombola con la guerra in Iraq e invece non è andata bene.
Per la prima volta da quando è stato eletto e dopo il massimo
storico successivo all'11 settembre, la popolarità di Bush è caduta
sotto il 50 per cento. Oggi come oggi, dice la Gallup, solo il 47
per cento degli americani lo voterebbe. In più il presidente degli
Stati uniti si trova nelle condizioni di doversi assumere tutte le
responsabilità delle bugie sulle armi di distruzione di massa e
sull'uranio del Niger: tanto Condoleezza Rice quanto la Cia si sono
rifiutate di coprire la Casa bianca. Sulle armi di distruzione di
massa il giovane Bush nel suo discorso di ieri - la prima conferenza
stampa dopo la guerra, l'ultima prima delle vacanze, è arrivato a
dichiarare: «Le nostre fonti ci dicevano che Saddam aveva programmi
per la realizzazione di armi». Tra i supposti programmi e la realtà
c'è un abisso, tragicomico. E poi in Iraq la guerra continua, ci
sono i soldati americani che cadono in agguati, l'uccisione
spettacolo dei figli di Saddam non ha giovato a Bush e anche con
Saddam la cosa non è facile: dovrebbero prenderlo vivo e
processarlo, ma l'ex dittatore potrebbe raccontare qualcosa di
sgradito a proposito dei suoi incontri con Rumsfeld. E ancora,
perché non si sa niente di Tareq Aziz? Dov'è? Parla o no? E se parla
cosa dice? Sarebbe interessante sapere qualcosa.
Se Bush non sta bene, Blair non sta meglio: la guerra (che continua)
non ha giovato neppure a lui. Lo scontro con la Bbc è rovente e
l'opinione pubblica inglese, che lo ha seguito quando è andato in
guerra, comincia a sfiduciarlo forse più di quanto gli elettori Usa
sfiduciano Bush.
Il bello, un po' comico, è che i due leader di fronte ai loro guai
si sono ridotti a scimmiottare Fidel Castro e ripetere all'unisono:
«La storia ci darà ragione, ci assolverà». In questi casi il ricorso
alla storia fa pensare all'appello alla Provvidenza. E le ultime
voci di allarme sul ritornante terrorismo islamico rafforzano
proprio questi sospetti.
C'è nei due paesi chiave dell'occidente guerresco una crisi di
governabilità che non può non preoccupare. Il fatto che nel decisivo
e importantissimo Pentagono sia venuta l'idea dei futures -
il progetto di quotare in borsa le scommesse su terrorismo e colpi
di stato nel mondo - fa venire il sospetto che con i nuovi
conservatori siano tornati nei centri del potere Usa molti dottor
Stranamore. E, qui da noi, qualcuno dice che non bisogna lasciarli
soli. Ma per che fare?
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