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IL MANIFESTO del 31 luglio 2003

chietinuova

3febbraio.it

I loro guai
di VALENTINO PARLATO


Vacanze preoccupate per i due compari, per Bush e Blair, entrambi desiderosi di candidarsi assolutamente alle prossime elezioni: nel 2004 negli Usa e nel 2005 in Inghilterra. Credevano di aver fatto tombola con la guerra in Iraq e invece non è andata bene. Per la prima volta da quando è stato eletto e dopo il massimo storico successivo all'11 settembre, la popolarità di Bush è caduta sotto il 50 per cento. Oggi come oggi, dice la Gallup, solo il 47 per cento degli americani lo voterebbe. In più il presidente degli Stati uniti si trova nelle condizioni di doversi assumere tutte le responsabilità delle bugie sulle armi di distruzione di massa e sull'uranio del Niger: tanto Condoleezza Rice quanto la Cia si sono rifiutate di coprire la Casa bianca. Sulle armi di distruzione di massa il giovane Bush nel suo discorso di ieri - la prima conferenza stampa dopo la guerra, l'ultima prima delle vacanze, è arrivato a dichiarare: «Le nostre fonti ci dicevano che Saddam aveva programmi per la realizzazione di armi». Tra i supposti programmi e la realtà c'è un abisso, tragicomico. E poi in Iraq la guerra continua, ci sono i soldati americani che cadono in agguati, l'uccisione spettacolo dei figli di Saddam non ha giovato a Bush e anche con Saddam la cosa non è facile: dovrebbero prenderlo vivo e processarlo, ma l'ex dittatore potrebbe raccontare qualcosa di sgradito a proposito dei suoi incontri con Rumsfeld. E ancora, perché non si sa niente di Tareq Aziz? Dov'è? Parla o no? E se parla cosa dice? Sarebbe interessante sapere qualcosa.

Se Bush non sta bene, Blair non sta meglio: la guerra (che continua) non ha giovato neppure a lui. Lo scontro con la Bbc è rovente e l'opinione pubblica inglese, che lo ha seguito quando è andato in guerra, comincia a sfiduciarlo forse più di quanto gli elettori Usa sfiduciano Bush.

Il bello, un po' comico, è che i due leader di fronte ai loro guai si sono ridotti a scimmiottare Fidel Castro e ripetere all'unisono: «La storia ci darà ragione, ci assolverà». In questi casi il ricorso alla storia fa pensare all'appello alla Provvidenza. E le ultime voci di allarme sul ritornante terrorismo islamico rafforzano proprio questi sospetti.

C'è nei due paesi chiave dell'occidente guerresco una crisi di governabilità che non può non preoccupare. Il fatto che nel decisivo e importantissimo Pentagono sia venuta l'idea dei futures - il progetto di quotare in borsa le scommesse su terrorismo e colpi di stato nel mondo - fa venire il sospetto che con i nuovi conservatori siano tornati nei centri del potere Usa molti dottor Stranamore. E, qui da noi, qualcuno dice che non bisogna lasciarli soli. Ma per che fare?



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