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Eclissi di sole
di VALENTINO PARLATO
Il fax ha
fatto plaff. La verifica è tutta da rifare e quelli che erano puri
imbrogli si sono disfatti. La famosa cabina di regia, che il povero
Fini aveva dovuto far finta di accettare, è morta prima di nascere.
La maggioranza, direbbe uno psichiatra, è in stato confusionale. E
Berlusconi che se n'è andato a Positano non è affatto il gran Condé
che dormì beatamente prima della battaglia di Rocroi: qualche incubo
dovrebbe averlo. La maggioranza e il governo sono in una crisi
grave, ma che purtroppo può durare a lungo, agendo negativamente sul
declino italiano. La prima causa, prevedibile, di questa crisi è
l'appannamento del sole, cioè del leader Berlusconi, per il quale il
semestre europeo si è rivelato una disgrazia. Berlusconi, pensando a
Bush, ha fatto un po' il kamikaze in Europa mettendosi contro i
paesi che pesano, Germania in testa. Ma Bush è lontano e l'Europa è
vicina e così il sole ha perso un po' della sua forza d'attrazione e
i pianeti e pianetini che gli stanno intorno non hanno resistito
alla tentazione di correre per orbite contrastanti tra loro e anche
con il sole Berlusconi. Sempre, quando c'è un gran capo, il suo
indebolimento provoca disordini imprevedibili.
Ma c'è anche - posso usare la parola - una causa strutturale della
crisi di questa maggioranza. La parola d'ordine «arricchitevi» non
funziona se l'economia va male e se c'è un governo che non è capace
di iniziative forti, ma che crede di poter far contenti gli abbienti
con la detassazione e punire tutti gli altri. Tutto sommato anche
Benito Mussolini aveva più fantasia del nostro Cavaliere, che
vorrebbe fare il populista con gli elettori e il castigatore dei
cittadini. I voti contro che ha avuto in questi giorni sono
rivelatori del trucco. Anche le trovate del ministro Tremonti non
funzionano più come una volta, l'ultima carta sembra quella del
condono edilizio, ma sarà anche lui poca cosa per la prossima
finanziaria. E poi - altro guaio - pare che si sia incrinato l'asse
tra Tremonti e Lega: anche il ministro vuole sopravvivere.
A questo punto tra i componenti della eteroclita maggioranza ha
prevalso il si salvi chi può: ognuno ha pensato al suo elettorato e
alla sua sopravvivenza: An e Lega fanno addirittura i manifesti sui
loro voti contro le proposte del governo, quelli del Cdu navigano
sott'acqua. A questo punto è inevitabile lo stato confusionale e
anche l'irrazionalità dei comportamenti. La fenomenologia di questa
crisi diventa difficile da spiegare. Berlusconi è il tutto e se il
tutto si ridimensiona è facile arrivare al niente.
Ed è qui - a mio sommesso parere - il male oscuro di questa crisi. I
pianeti e pianetini fuori orbita si diranno e si dicono: ma che
saremo noi se il sole tramonta? Perderemo gli ambiti ministeri, ma
non solo, saremo polvere di niente. Quindi, anche se non mancheranno
le tentazioni di disertare, alla fine - a meno che non ci sia un
crollo del sole - si rappattumeranno, ma con tutti i rancori e le
gelosie che sono venute in luce in questa crisi: nessuno si fiderà
più dell'altro. E questo, per il paese, sarà il peggio. Il loro
unico esito sarà quello di prendersela con gli esclusi, tenteranno
di portare avanti la cultura della Bossi-Fini, dell'attacco ai
giovani lavoratori, all'art. 18 e via seguendo. E neppure Berlusconi
può cedere il campo e consentire agli alleati di disertare: fuori
del governo Berlusconi rischia il tribunale. Quindi resisteranno nel
peggiore dei modi e saranno per la democrazia e i cittadini più
pericolosi di quanto non siano stati prima di questa crisi.
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