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IL MANIFESTO del 10 luglio 2003

chietinuova

3febbraio.it

Eclissi di sole
di VALENTINO PARLATO


Il fax ha fatto plaff. La verifica è tutta da rifare e quelli che erano puri imbrogli si sono disfatti. La famosa cabina di regia, che il povero Fini aveva dovuto far finta di accettare, è morta prima di nascere. La maggioranza, direbbe uno psichiatra, è in stato confusionale. E Berlusconi che se n'è andato a Positano non è affatto il gran Condé che dormì beatamente prima della battaglia di Rocroi: qualche incubo dovrebbe averlo. La maggioranza e il governo sono in una crisi grave, ma che purtroppo può durare a lungo, agendo negativamente sul declino italiano. La prima causa, prevedibile, di questa crisi è l'appannamento del sole, cioè del leader Berlusconi, per il quale il semestre europeo si è rivelato una disgrazia. Berlusconi, pensando a Bush, ha fatto un po' il kamikaze in Europa mettendosi contro i paesi che pesano, Germania in testa. Ma Bush è lontano e l'Europa è vicina e così il sole ha perso un po' della sua forza d'attrazione e i pianeti e pianetini che gli stanno intorno non hanno resistito alla tentazione di correre per orbite contrastanti tra loro e anche con il sole Berlusconi. Sempre, quando c'è un gran capo, il suo indebolimento provoca disordini imprevedibili.

Ma c'è anche - posso usare la parola - una causa strutturale della crisi di questa maggioranza. La parola d'ordine «arricchitevi» non funziona se l'economia va male e se c'è un governo che non è capace di iniziative forti, ma che crede di poter far contenti gli abbienti con la detassazione e punire tutti gli altri. Tutto sommato anche Benito Mussolini aveva più fantasia del nostro Cavaliere, che vorrebbe fare il populista con gli elettori e il castigatore dei cittadini. I voti contro che ha avuto in questi giorni sono rivelatori del trucco. Anche le trovate del ministro Tremonti non funzionano più come una volta, l'ultima carta sembra quella del condono edilizio, ma sarà anche lui poca cosa per la prossima finanziaria. E poi - altro guaio - pare che si sia incrinato l'asse tra Tremonti e Lega: anche il ministro vuole sopravvivere.

A questo punto tra i componenti della eteroclita maggioranza ha prevalso il si salvi chi può: ognuno ha pensato al suo elettorato e alla sua sopravvivenza: An e Lega fanno addirittura i manifesti sui loro voti contro le proposte del governo, quelli del Cdu navigano sott'acqua. A questo punto è inevitabile lo stato confusionale e anche l'irrazionalità dei comportamenti. La fenomenologia di questa crisi diventa difficile da spiegare. Berlusconi è il tutto e se il tutto si ridimensiona è facile arrivare al niente.

Ed è qui - a mio sommesso parere - il male oscuro di questa crisi. I pianeti e pianetini fuori orbita si diranno e si dicono: ma che saremo noi se il sole tramonta? Perderemo gli ambiti ministeri, ma non solo, saremo polvere di niente. Quindi, anche se non mancheranno le tentazioni di disertare, alla fine - a meno che non ci sia un crollo del sole - si rappattumeranno, ma con tutti i rancori e le gelosie che sono venute in luce in questa crisi: nessuno si fiderà più dell'altro. E questo, per il paese, sarà il peggio. Il loro unico esito sarà quello di prendersela con gli esclusi, tenteranno di portare avanti la cultura della Bossi-Fini, dell'attacco ai giovani lavoratori, all'art. 18 e via seguendo. E neppure Berlusconi può cedere il campo e consentire agli alleati di disertare: fuori del governo Berlusconi rischia il tribunale. Quindi resisteranno nel peggiore dei modi e saranno per la democrazia e i cittadini più pericolosi di quanto non siano stati prima di questa crisi.


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