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IL MANIFESTO 5 gennaio 2003 |
chietinuova 3febbraio.it |
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CONTRORDINE Quella
che viene da Stromboli è una metafora perfetta: prima c'è il crollo e
poi arriva l'onda anomala. Esattamente quello che succede ogni giorno
nella vita politica italiana: prima esce la notizia (quando esce) e poi
siamo sommersi da uno tsunami di cazzate. Il caso recente dei calcoli
sull'inflazione è da manuale: un istituto (privato) mostra le sue cifre e
in men che non si dica il ministro Marzano scatena i suoi sottosegretari,
esperti, giannizzeri e portavoce per inondare i mass media con toni
scandalizzati e inviperiti. Tutto regolare. Testacoda compreso, perché
fino a ieri il privato era sacro e tutto il pubblico era un «carrozzone».
Ora, invece, il governo tifa Istat per il semplice motivo che lo fa
sembrare un po' meno ladro, e di colpo l'istituto di ricerca pubblico è
credibile, mentre quello privato (colpo di scena) «ha un vertice da prima
repubblica». Funziona così, perché stupirsi? Se chi governa comanda
anche la stragrande maggioranza dei media, la coerenza è un optional a
cui si può rinunciare: si può dire tutto e domani il contrario di tutto,
si può cambiare idea a seconda delle convenienze ogni venti minuti. Anzi:
se non cambi idea dopo venticinque minuti sei «un conservatore», dopo
mezz'ora un «nostalgico» e dopo un'ora un «comunista accecato
dall'ideologia». Come insegna il saggio Dell'Utri bisogna essere concavi
con i convessi e convessi con i concavi, operazione che riesce più
facile, capirete, se i telegiornali del regno ti tengono il sacco e se hai
uno Schifani da mandare in onda. Già
ora, nel decidere le posizioni di partenza del grande gioco, la confusione
è immensa. Partiti dal presidenzialismo, i fascisti virano al premierato,
pronti a cambiare idea se mai dovesse convenirgli. Silvio si ritrova
presidenzialista (con se stesso presidente), ma potrebbe convenire sulla
praticabilità di un cancellierato (con se stesso cancelliere) o
addirittura di un premierato (con se stesso premier). Quanto ai raffinati
statisti della Lega, tenteranno di far combaciare la loro devolution con
quello che passerà il convento, avvitandosi su se stessi ad ogni edizione
di telegiornale. Poveretti, come s'offrono. Inutile dire che ogni
giravolta verrà presentata dai famosi media controllati da Silvio come
uno «straordinario segnale di disponibilità» e che nessuno farà notare
le entusiasmanti giravolte della compagine governativa. Dal canto suo
l'Ulivo promette di presentarsi compatto all'appuntamento, mentre già si
delineano al suo interno una decina di posizioni diverse: chi vuole farlo
alla francese e chi vuole farlo alla tedesca, con il giornaletto dalemiano
che, per non sbagliare, dà del cretino a Folena, una specie di attacco
preventivo cui ne seguiranno molti altri. |
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