Appello per la storia

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Appello per la storia

La storia è fondamentale perché siamo cittadini, e non solo individui. Il fatto che oggi lo si debba rivendicare è già un segno dei tempi. La storia ci rende infatti coscienti di ciò che siamo e del percorso che abbiamo compiuto per diventarlo, insieme con gli altri, ci mette davanti i nostri errori e i nostri successi e ci costringe a prenderne atto. La vicenda di un popolo, di una nazione, di uno Stato può essere compresa solo conoscendo il suo tracciato, le scelte che l’hanno determinata, i valori che l’hanno ispirata, il contesto che l’ha favorita o condizionata.
È attraverso questa conoscenza che si acquista una nozione del mondo e del suo evolversi, quindi del nostro ruolo in questo paesaggio politico, sociale, culturale.
Senza una coscienza storica la politica è improvvisazione, interpretazione estemporanea del momento, puro istinto, sia da parte di chi la esercita nella cosa pubblica, sia da parte di chi la segue come cittadino, giudicando, prendendo parte, premiando e punendo con il voto.
La storia è di per sé un insegnamento critico, perché mette a confronto esperienze, teorie e politiche diverse tra di loro, sollecitando il giudizio, la passione e l’analisi autonoma di chi la studia. In più, la storia è una vicenda umana, quindi è composta di storie minime che raccontano avvenimenti grandiosi, ricordandoci che la libertà e la responsabilità del singolo sono il nucleo morale di ogni grande avventura collettiva.
Sono questi elementi che creano, insieme, una consapevolezza della cittadinanza e un sentimento repubblicano, nella condivisione del divenire della storia nazionale, nel suo bene e nel suo male, come identità del Paese.
Spesso oggi è proprio questo che manca, nel rifiuto della conoscenza e nella svalutazione del sapere che aprono la strada a cortocircuiti politici, culturali ed esistenziali, fino a giungere alla riproposizione di forme spurie, posture mimetiche e stilemi isolati del fascismo. Possibili proprio per questa ragione: perché fuori dalla storia.

L'appello: la storia è un bene comune, salviamola, La Repubblica, Andrea Giardina, Liliana Segre, Andrea Camilleri