COMUNICATO STAMPA E’ stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la dichiarazione depositata, lo scorso 19 dicembre presso la Corte di Cassazione, da quindici elettrici ed elettori che hanno inteso promuovere la raccolta di almeno 500.000 firme per la richiesta di referendum prevista dall’art. 138 Cost. in relazione alla legge costituzionale concernente “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”, approvata in Parlamento e pubblicata sulla G.U. n. 253 del 30.10.2025. Siamo 15 cittadini che hanno deciso di richiedere la raccolta di 500.000 firme per promuovere il referendum previsto dall’art. 138 della Costituzione in relazione alla legge costituzionale concernente “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale ed istituzione della Corte disciplinare”, recentemente approvata. Siamo consapevoli che il referendum è stato già dichiarato ammissibile ma, poiché la Costituzione lo consente, abbiamo ritenuto di promuovere un’ulteriore richiesta di iniziativa popolare, per sollecitare la partecipazione consapevole del più ampio numero di cittadini e per sviluppare con i tempi necessari la campagna referendaria, formulando un quesito parzialmente diverso da quello suggerito da altri richiedenti. La raccolta delle firme sarà un’occasione in più per spiegare ai cittadini il contenuto effettivo della legge di revisione costituzionale sottoposta a referendum. Ricordiamo che il tecnicismo insito nelle modifiche costituzionali che si intendono introdurre ha bisogno di essere accompagnato da una accurata spiegazione delle conseguenze derivanti dalla loro introduzione e degli effetti inevitabili sull’autonomia e l’indipendenza della magistratura, senza alcun risultato migliorativo per l’efficienza della giurisdizione. In estrema sintesi, la legge costituzionale oggetto di referendum determinerà la modifica di ben sette articoli della Costituzione, prevedendo la istituzione di due Consigli Superiori della Magistratura (uno per i giudici ed uno per i pubblici ministeri), l’estrazione a sorte dei loro componenti, la creazione di una Alta Corte disciplinare per i procedimenti disciplinari dei soli magistrati ordinari, organo esterno a quello di autogoverno. Il nostro obiettivo è quello di collaborare con tutti i Comitati per il NO che si sono sinora formati e con tutte le organizzazioni della società civile mobilitata per la difesa della Costituzione: li invitiamo ad unirsi a noi nello sforzo da compiere per la raccolta delle firme necessarie con l’obiettivo di costruire una fruttuosa campagna referendaria, nell’unico intento di preservare l’indipendenza e l’autonomia della magistratura e, quindi, il principio della separazione dei poteri, pietra angolare di qualsiasi ordinamento ispirato ai valori della democrazia costituzionale.