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Ultimo aggiornamento Martedì 19 Luglio 2016 12:09 Scritto da Administrator Giovedì 24 Marzo 2016 13:47

Nuovo indirizzo della pagina FACEBOOK dell'Associazione CHIETI NUOVA 3 FEBBRAIO


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2 febbraio 1993 - 3 febbraio 2015


Per superare, senza dimenticare, le ragioni che hanno portato ai gravi fatti del 2 febbraio 1993



La democrazia si difende con la democrazia

Loris Campetti


Il Manifesto, 19-X-2011

 


Soltanto la giustizia e la cultura potranno salvare l'Italia e gli Italiani

Enrico Di Nicola

 

www.uominicontro.it


 


24° anniversario della strage di via d’Amelio

Il 19 luglio 1992

l’esplosione di una 126 imbottita di tritolo uccise il magistrato Paolo Borsellino e gli agenti di scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Eddie Walter Cosina e Claudio Traina

Paolo Borsellino, “Verità non vendetta. Via d’Amelio 24 anni dopo, le risposte che mancano”

In occasione del 24° anniversario della strage di via d’Amelio, l’Associazione Culturale Falcone e Borsellino e l’Associazione ContrariaMente-Rete Universitaria Mediterranea hanno organizzato a Palermo la conferenza “Verità, non vendetta. Via d’Amelio 24 anni dopo, le risposte che mancano”. A tanti anni di distanza sono davvero molteplici gli interrogativi che restano su quanto avvenuto in quel. I processi di Palermo e Caltanissetta, in questi anni hanno contribuito a far emergere contorni sempre più evidenti di un accordo, stretto tra Cosa nostra e altri poteri in nome dei medesimi interessi. Anche di questo si parlerà durante il dibattito in cui interverranno in qualità di relatori Salvatore Borsellino, fondatore del movimento Agende Rosse e fratello di Paolo; Giuseppe Lombardo, pm di Reggio Calabria; Antonio Ingroia, ex pm e avvocato; i giornalisti e scrittori Giuseppe Lo Bianco e Stefania Limiti; Giorgio Bongiovanni, direttore della rivista Antimafia Duemila. Modera l’incontro Lorenzo Baldo, vicedirettore di Antimafia Duemila. Durante il dibattito verrà proiettato un estratto del docu-film “A Very Sicilian Justice”.

Il Fatto Quotidiano, 18-VII-2016



Chi c’è dietro il «golpe fasullo» in Turchia, e che cosa succede ora

 

Che cosa si nasconde dietro a un «golpe» durato appena quattro ore. Il ruolo dei vertici militari, quello del nuovo capo del governo, quello di Gulen. E chi ha da guadagnare da quanto accaduto. Le domande e le risposte dell’editorialista del «Corriere», Antonio Ferrari.

(continua nella sezione Rassegna stampa) il Corriere della sera, 16-VII-2016



Gli apocalittici del Sì

 

Referendum costituzionale. Se vince il No nessun diluvio: il Quirinale cercherà un nuovo governo. E le camere una nuova legge elettorale.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Gaetano Azzariti, Il Manifesto, 12-VII-2016



Non sono modifiche, è un’altra Costituzione

La legge di revisione costituzionale Renzi-Boschi investe l’intera seconda parte della Costituzione: ben 47 articoli su un totale di 139. Non è quindi, propriamente, una “revisione”, ma un’altra costituzione, diversa da quella del 1948. Di qui il suo primo, radicale aspetto di illegittimità: l’indebita trasformazione del potere di revisione costituzionale previsto dall’articolo 138, che è un potere costituito, in un potere costituente non previsto dalla nostra Costituzione e perciò anticostituzionale ed eversivo.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Luigi Ferrajoli, Left



Europa, processo destituente

Brexit. Abbiamo superato una soglia nel processo di disgregazione della costruzione europea non a causa del voto britannico, ma perché esso rivela tendenze alla polarizzazione dell’insieme dell’Europa, rivela la sua crisi politica, che è anche morale.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Etienne Balibar, Il Manifesto 28-VI-2016



L’irragionevole ragionevolezza sulla Torino-Lione

Infrastrutture. Il ridimensionamento della grande opera era previsto da anni. Non è un improvviso «Nì Tav» ma la prima ammissione ufficiale della grande truffa perpetrata nei tunnel sotto le Alpi.

Il cantiere di Chiomonte in Val Susa

Commentando una dichiarazione del ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, il manifesto di domenica titola con qualche ottimismo e buona evidenza: «Torino-Lione, il governo diventa Nì Tav».

È proprio così o si tratta dell’ennesima bufala di un governo che privilegia, ancora una volta, la narrazione sulla realtà? Purtroppo la risposta è univocamente la seconda.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Livio Pepino, Il Manifesto, 5-VII-2016



Per non dimenticare

Giuseppe Ferrara, che il 4 giugno 2002 ospitammo a Chieti, nell’auditorium della Biblioteca Provinciale “A. C. De Meis”,  per la presentazione del film “I banchieri di Dio”.

Giuseppe Ferrara, il regista di “Il caso Moro” e “I banchieri di Dio” è morto a 84 anni.

A darne notizia è il sito Cinemaitaliano.info, che comunica che l’anziano regista è deceduto al Policlinico Umberto I, a Roma, dove era ricoverato. Tra i suoi film più famosi,  “Cento giorni a Palermo” del 1984, “Il caso Moro” del 1986 e “Giovanni Falcone” del 1993. Dedicatosi in modo particolare nel cinema d’impegno civile, Ferrara ha raccontato la storia italiana anche in altri pellicole tra cui “I banchieri di Dio – Il caso Calvi” del 2002, in cui descrive lo scandalo del Banco Ambrosiano, e “Segreto di stato” del 1995. Al centro del film, la storia di un funzionario corrotto del Sisde alla quale si collegano l’incidente di Ustica e la strage di Bologna, avvenuti durante l’estate del 1980.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Il Fatto Quotidiano, 25-VI-2016



Dal blog di Marco Imperato

“Mi accorgo che si può essere sovversivi soltanto chiedendo che le leggi dello Stato vengano rispettate da chi ci governa" (Ennio Flaiano)

‎"La Costituzione: ciò che ci siamo dati nel momento in cui eravamo sobri, a valere per i momenti in cui siamo sbronzi." (G. Zagrebelsky)



Il Referendum, tra Democrazia e Populismi

Il cielo plumbeo di Londra e la camminata piegata dal peso del potere di Churchill che ho catturato in questa foto poche settimane fa erano profetici...

La Brexit è diventata realtà con la vittoria, striminzita nelle dimensione ma devastante negli effetti, di coloro che volevano il Regno Unito fuori dall'Unione Europea.

"Attento a quello che desideri perché potresti ottenerlo" ...diceva qualche saggio.

E credo che lo direbbe anche oggi, vedendo un voto che premia la chiusura, i timori e i particolarismi, ignorando un percorso di integrazione storico seppure sinora anche molto deludente.

(continua nella sezione Rassegna stampa) 24-VI-2016, Nonsologiustizia



Richiesta di precisazione inviata al Corriere della Sera dal magistrato Armando Spataro

Caro Direttore, nell’edizione del Corriere della Sera del 16 giugno, è stata pubblicata una breve sintesi di un interessante dibattito organizzato a Roma dal Direttore del quotidiano Il Foglio, con la partecipazione del Ministro Orlando, del Vice Presidente del CSM Legnini, del Presidente della Corte di Cassazione Canzio e del Presidente dell’Anac Cantone. Nella sintesi in questione si afferma che io mi sarei dichiarato d’accordo con gli altri illustri partecipanti all’evento  “nel ritenere inopportuna l’adesione delle toghe ai comitati del Sì o del No sul referendum costituzionale".
Orbene, poiché non c’è niente di peggio dell’incoerenza e del mutamento immotivato di opinioni, Le sarei grato se volesse dare atto che, motivando la mia posizione, io mi sono dichiarato convinto esattamente del contrario di ciò che mi si attribuisce e, cioè, che i magistrati possano impegnarsi nei Comitati predetti, purché evitino di prendere parte (e di questa seconda affermazione si dà atto nella sintesi) a iniziative organizzate da partiti o comunque dalla connotazione politica.

Per precisione, ribadisco di essere componente del Comitato promotore del No al predetto referendum, composto e presieduto da illustri costituzionalisti. Un comitato che non ha connotazione politica, tanto più di fronte ad una politicizzazione del referendum che non gli è certo attribuibile.

Armando Spataro
magistrato



Italicum, “i nostri ricorsi contro la legge elettorale sono fermi”. L’avvocato Besostri: “Sembra che si voglia attendere il referendum Costituzionale”

Lavvocato, regista della strategia giudiziaria denuncia: "Se prosegue questa inerzia, solleveremo la questione facendo presentare interpellanze e interrogazioni in parlamento. Del resto l'Italicum è come il Porcellum. O la Corte Costituzionale rinnega i principi della sentenza n. 1/2014 o la sua sorte è segnata". La Consulta si deve esprimere il 4 ottobre: "Per questo il governo vuole il referendum il 2. E' un segno di debolezza"

(continua nella sezione Rassegna stampa) Piero Ricca, Il Fatto Quotidiano, 19-VI-2016



Pubblichiamo l’articolo di Stefania Ortolano, tratto da Chietitoday, condiviso su facebook

"Il Megalò tra i 10 edifici più pericolosi da abbattere in Italia", il rapporto di Legambiente

Il centro commerciale finisce nella top ten della paura, "un classico esempio della scarsa attenzione degli organi competenti verso i vincoli urbanistici che il rischio idrogeologico dovrebbe imporre" si legge.

(continua nella sezione Rassegna stampa)



Due mandati per Renzi? Uno basta

L’ultima trovata di Renzi c’è stata consegnata in tv: è pronto a firmare una proposta che limiti a un massimo di due i mandati del presidente del consiglio. È davvero divertente, perché evidentemente pensa di farci un favore, e di rassicurarci con la speranza di un futuro migliore. Ma, come accade con Renzi, è pubblicità ingannevole.

Dobbiamo infatti considerare che i mandati di cui parla Renzi sono – è lecito pensarlo – coerenti con il disegno costruito con la legge costituzionale oggetto del referendum di ottobre e con l’Italicum già approvato. Quel disegno vede l’elezione sostanzialmente diretta del leader per un mandato di cinque anni. Parlare di due mandati significa prefigurare un Renzi al potere per dieci anni consecutivi.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Massimo Villone, Il Manifesto, 14-VI-2016



Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità della nazione, andate là, o giovani, col pensiero, perché là è nata la nostra costituzio
ne”.

Piero Calamandrei



Rischio per l’uomo solo al comando

Non vi è certo motivo di meravigliarsi del comportamento di Matteo Renzi in questa fase. Si tratta di forzature a cui siamo ormai avvezzi. Paradigmatico è stato il comizio napoletano. Per Bagnoli daremo tanti soldi, ha promesso al dunque. Ma nel quadro della sponsorizzazione della candidata Pd, con l’implicito che gli investimenti arriveranno solo se il suo partito sarà riuscito a conquistare il Comune…

(continua nella sezione Rassegna stampa) Alberto Burgio, Il Manifesto, 5-VI-2016, pubblicato in “facciamo sinistra.blogspot.it”



REFERENDUM COSTITUZIONALE - La Riforma del Senato

La riforma del Senato? “Ordinata” da JP Morgan, il colosso bancario statunitense che insieme a Goldman Sachs e altre poche banche d’affari con un fatturato superiore a quello di diverse nazioni, è alla base della crisi. JP Morgan qualche mese fa dichiarò, tra le altre cose, che le “costituzioni antifasciste” sono un ostacolo da eliminare…

Jp Morgan cala la maschera: “Liberatevi delle Costituzioni”

Jp Morgan contro la Costituzione italiana che ostacola lo shopping straniero a buon mercato.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Tratto da Il Fatto Quotidiano del 19 giugno 2013



La triste parabola dell’arte politica ha generato mostri

«Secondo Aristotele il governo della polis richiedeva un’abilità superiore a tutte le altre, una continua opera di mediazione. Ma già Platone metteva in guardia dai rischi della demagogia. Bisogna fare attenzione al medico che offre dolci senza preoccuparsi di trovare la cura giusta».

(continua nella sezione Rassegna stampa) Massimo Recalcati, La Repubblica, 5-VI-2016


La lezione di Starace, ad di Enel, l’inerzia dei media italiani


I
l cambiamento non riguarda la verità. Le strategie dell’ad di Enel sono passate inosservate da noi ma hanno dato scandalo dall’altra parte del mondo, in Cile. Il «pensiero unico» qui detta l’agenda indisturbato, e non reagiamo perché non ci piace soffrire
Il  15 aprile scorso l’ad di Enel Francesco Starace, persona di fiducia del nostro premier Matteo Renzi, intervenendo presso l’università Luiss con una lezione sulle sue tecniche aziendali innovative, ha tra l’altro dichiarato: «Per cambiare un’organizzazione ci vuole un gruppo sufficiente di persone convinte di questo cambiamento, non è necessario sia la maggioranza, basta un manipolo di cambiatori. Poi vanno individuati i gangli di controllo dell’organizzazione che si vuole cambiare e bisogna distruggere fisicamente quei centri di potere». «Per farlo – ha proseguito Starace – ci vogliono i cambiatori che vanno infilati lì dentro, dando ad essi una visibilità sproporzionata rispetto al loro status aziendale, creando quindi malessere all’interno dell’organizzazione dei gangli che si vuole distruggere.

Appena questo malessere diventa sufficientemente manifesto, si colpiscono le persone opposte al cambiamento, e la cosa va fatta nella maniera più plateale e manifesta possibile, sicché da ispirare paura o esempi positivi nel resto dell’organizzazione. Questa cosa va fatta in fretta, con decisione e senza nessuna requie, e dopo pochi mesi l’organizzazione capisce perché alla gente non piace soffrire».

(continua nella sezione Rassegna stampa) Carlo Freccero, Il Manifesto, 2-VI-2016



Il Calendario della Repubblica-Il Dovere della Memoria
- XVI  edizion
e

2 giugno 1946 – 2 giugno 2016

Per la festa della Repubblica e della Costituzione

Costituzione della Repubblica

Art. 3

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

Rileggiamola tutta!


Chieti nuova 3 febbraio in collaborazione con l’Istituto Tecnico F. Galiani-R. de Sterlich, l’Istituto Professionale “U. Pomilio”, il Liceo Classico “G. B. Vico”, il Liceo Scientifico “F. Masci”, l’UNITRE



Comitato di Chieti

“Salviamo la Costituzione: Aggiornarla - Applicarla - non Demolirla”

Comunicato stampa del 30 maggio 2016

Da domani, ogni martedì e giovedì, dalle 16:30 alle 17:15

Si firma per i referendum anche in Tribunale

Il Comitato di Chieti “Salviamo la Costituzione: Aggiornarla - Applicarla - non Demolirla” ricorda che da domani sarà possibile firmare i moduli per il Referendum Costituzionale e per quelli che  chiedono l’abrogazione di due articoli della legge elettorale (cosiddetto “Italicum”) anche presso la Segreteria del Tribunale, Palazzo di Giustizia, piazza San Giustino, primo piano, a destra, in fondo al corridoio, tutti i martedì e i giovedì dalle 16:30 alle 17:15.   Il coordinatore Prof. Tommaso Palermo



Riceviamo e pubblichiamo l’articolo di Tiziano Bellelli Campane e campanari,
pubblicato sul giornale Il Dibattito, 15-XII-1971

Domani, domenica 28 novembre 1971, per tre volte le campane di tutta la diocesi suoneranno a festa: lo ha stabilito mons. Capovilla - nel lasciar Chieti – volendo così sottolineare la nomina del Successore, e rendergli omaggio.

L’ascolto mi sarà difficile.

Perché in realtà dentro c’è tanta amarezza.

Perché è andato via. In esilio.

In quel modo.

E per quei motivi.

Sto tentando - è difficile crederlo, ma resta vero - di raccogliere interamente l’invito dell’Apostolo lasciatoci, come consegna del Vescovo esule, per il suo Successore:

“Accoglietelo pertanto nel Signore, con ogni senso di allegrezza e tenetelo in onore” (I Filippesi, 2/29).

Ma non vedo come  - nei fatti - sia possibile far festa.

Dovremmo suonare a morto, perché solo funebri rintocchi possono solennizzare il gelo che è intorno.

Senza nulla togliere a chi sta per venire – Benedetto colui che viene nel nome del Signore! – quel che è avvenuto alle spalle di questo popolo ignaro, è di una estrema gravità.

La “normalizzazione” più spietata e disumana, nel contesto di più vasti inconfessabili disegni di potere…

Chiesa-potere o Chiesa-servizio: fu tema esaltante del tempo conciliare, è la pesante delusione di questo post-Concilio…

Eppure suoneranno a festa

Tutta una finzione?

Solo protocollo?

Non direi: la voce delle campane non è mai bugiarda.

Ci saran pure quelli che faran dire alle campane la festa che hanno dentro.

Non tanto per l’arrivo, quanto per una partenza…

Quanti campanari di lignaggio si fregano le mani, e da tempo!

Peccato che convenzioni e paure (o Carità e fede) impediscono di far cantare – alle campane – nomi cognomi ed indirizzi.


Sulla nostra manifestazione del 25 maggio, conclusiva del XXIII Corso di Educazione alla Legalità nelle Scuole Medie di Chieti e Provincia, riportiamo gli articoli dei quotidiani Il Messaggero (firmato da Francesca Rapposelli) e Il Centro (firmato da Edoardo Raimondi)

Filippo Cogliandro, uomo coraggioso e chef appassionato, ha donato a tutti noi una “lezione di cucina e di vita”. Intervistato da Francesca Rapposelli, (v. Il Messaggero del 26 maggio 2016), ha raccontato “come, nel 2008, è diventato simbolo dell’antiracket. – Mai nessuno aveva denunciato prima di iniziare a pagare…Venti anni prima avevamo vissuto la stessa esperienza con mio padre, ma lui non si era mai piegato ai soprusi della ‘ndragheta. Lo hanno gambizzato, ma ci ha dato un grande esempio: mai piegarsi, La mia denuncia destò molta curiosità: era segno che qualcosa stava cambiando. – Da allora, nonostante le minacce e il calo di affari, Cogliandro ha proseguito senza mai accettare il pizzo, pur fra mille difficoltà… – La mia scelta è stata quella di  essere legale, Ho dimostrato anche allo Stato che ce la posso fare: io non ho ricevuto un centesimo dallo Stato, perché ho presentato in ritardo la domanda. Gli uomini dello Stato, però, sono persone straordinarie: è il meccanismo che non va…”

Il Centro, “Io, il cuoco che ha cucinato il…pizzo”

…E’ Cogliandro a raccontare la sua esperienza nei Centri d’accoglienza, come organizzatore di Corsi di cucina, a Reggio Calabria…ma soprattutto a narrare ai giovanissimi cosa siano le mafie: “Sapete che cos’è la ‘ndragheta?” chiede agli alunni “a Reggio, quando faccio questa domanda, si ha paura a rispondere. Dovete tenere gli occhi aperti. Diventare vittime di un sistema corrotto è molto facile, spesso non ci se ne accorge neppure” prosegue. Poi, attraverso un’empatia e un’umanità disarmanti, il racconto della denuncia: “Appena sono venuti a chiedermi il pizzo, nel mio ristorante, ho denunciato. Dopo gli arresti, nel mio locale si sono concentrate tutte le associazioni antimafia della città. Abbiamo dimostrato di non avere paura”…


Discorso interessanteFrancesco Starace, amministratore delegato dell’Enel

Per chi si fosse perso il video:

“Per cambiare un’organizzazione ci vuole un gruppo sufficiente di persone convinte di questo cambiamento, non è necessario sia la maggioranza, basta un manipolo di cambiatori. Poi vanno individuati i gangli di controllo dell’organizzazione che si vuole cambiare e bisogna distruggere fisicamente questi centri di potere. Per farlo, ci vogliono i cambiatori che vanno infilati lì dentro, dando a essi una visibilità sproporzionata rispetto al loro status aziendale, creando quindi malessere all’interno dell’organizzazione dei gangli che si vuole distruggere. Appena questo malessere diventa sufficientemente manifesto, si colpiscono le persone opposte al cambiamento, e la cosa va fatta nella maniera più plateale e manifesta possibile, sicché da ispirare paura o esempi positivi nel resto dell’organizzazione. Questa cosa va fatta in fretta, con decisione e senza nessuna requie, e dopo pochi mesi l’organizzazione capisce, perché alla gente non piace soffrire. Quando capiscono che la strada è un’altra, tutto sommato si convincono miracolosamente e vanno tutti lì. È facile".

Chi parla è Francesco Starace, amministratore delegato dell’Enel, che risponde a una domanda di uno studente su quale sia “la ricetta di successo del cambiamento in un’organizzazione come l’Enel”. Il contesto è un incontro alla Luiss Business School di Roma, il 14 aprile, per un ciclo di conferenze dal titolo “Ad esempio, i giovani incontrano la classe dirigente del paese”, in cui manager e amministratori delegati raccontano le loro esperienze personali.

L’Enel è una delle più grandi aziende italiane per fatturato e ha quasi settantamila dipendenti. Il principale azionista è lo Stato, che attraverso il Ministero dell’economia controlla il 23,5 per cento del capitale sociale.

È naturale che il suo amministratore delegato sia un esempio per tutti, non solo dentro l’azienda. In questo senso la risposta di Starace è illuminante, perché senza nessuna ipocrisia dà un’idea chiara di cosa il dirigente di un’importante società pensi sia giusto fare per cambiare un’organizzazione, di come interpreti le relazioni aziendali, il clima in un luogo di lavoro, i rapporti tra dipendenti: colpire, distruggere fisicamente, creare malessere, ispirare paura, far soffrire.

Sembra quasi di sentire le parole di Jason Gould, costruttore di ferrovie statunitense vissuto alla fine dell’ottocento: “Posso sempre assumere una metà dei lavoratori perché uccida l’altra metà”.



Il 23 maggio 1992

il magistrato Giovanni Falcone venne assassinato dalla mafia in quella che comunemente è detta strage di Capaci, insieme alla moglie Francesca Morvillo e agli agenti della Polizia di Stato Vito Schifani, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo.



Associazione Nazionale Magistrati- Sez. distrettuale Abruzzese

Associazione Chieti nuova 3 febbraio

XXIII Corso di Educazione alla Legalità nelle Scuole Medie

I fenomeni migratori tra accoglienza e rifiuto, diritti umani e pregiudizi


Mercoledì 25 maggio 2016

Ore 9,30

Auditorium Scuola Media “G. Chiarini”- via Generale Spatocco, 46 - Chieti

Premiazione delle Scuole e degli studenti

Intervento dei magistrati Angelo Bozza, Angelo Zaccagnini, Giuseppe Falasca,  Nicola Valletta

Testimonianza di Filippo Cogliandro - Chef Patron L’A Gourmet, promotore di corsi di cucina nei campi di accoglienza, Ambasciatore Antiracket per la Ristorazione Italiana nel mondo


Ore 19,30

Convitto Nazionale “G. B. Vico” - Corso Marrucino, 135 - Chieti

Cena della Legalità

a cura di Filippo Cogliandro

Hanno partecipato le Scuole Medie di CHIETI V. Antonelli, G. Chiarini-C. De Lollis, Convitto Nazionale G. B. Vico, G. Mezzanotte-R. Ortiz; di FARA FILIORUM PETRI-sedi di Fara Filiorum Petri, Casacanditella, Casalincontrada, Roccamontepiano; di FRANCAVILLA A MARE F. Masci; di ORTONA, Fonte Grande-n.1, via Mazzini-n.2; di RIPA TEATINA-Torrevecchia Teatina M. Buonarroti; di SAN GIOVANNI TEATINO-Sambuceto G. Galilei

Info: www.chietinuova3febbraio.it; www.facebook.com/chietinuova3febbraio.it




Riceviamo e pubblichiamo

Il partigiano Trieste Del Grosso

Trieste Del Grosso è nato a Chieti il 15 ottobre 1915 dal padre Cesare, che aveva una segheria alla Civitella, e da Lucia Miscia, casalinga. Era il primo di sei fratelli, tutti deceduti tranne il più piccolo, di nome Ugo. I genitori gli diedero il nome della città di Trieste perchè quando nacque, l’Italia stava partecipando, dal 24 maggio, alla prima guerra mondiale, considerata la IV guerra d’indipendenza, per liberare le terre irredente (il Trentino Alto Adige, l’Istria e Trieste). La scelta del nome rivela chiaramente l’amore dei genitori per l’Italia, il loro forte sentimento patriottico.

(continua nella sezione Riceviamo e pubblichiamo) Filippo Paziente



Vogliamo una Informazione corretta e paritaria  per il Referendum

 

Durante la campagna per il referendum sulle trivelle ci siamo impegnati per chiedere una informazione adeguata e rispettosa dei dettati democratici: per votare bisogna essere informati. Purtroppo sia il servizio pubblico radiotelevisivo, sia l’intero sistema dell’informazione non hanno garantito lo standard minimo necessario ad una vera partecipazione democratica. Il risultato di questa scarsa informazione, probabilmente, ha influito sul dato dell’affluenza e sul non raggiungimento del quorum. Informazione e democrazia non sono mai disgiungibili.

Oggi abbiamo davanti un nuovo appuntamento referendario, quello sulle riforme istituzionali del prossimo ottobre.

Differentemente dal referendum sulle trivelle la campagna per il SI e per il NO è già partita, ma anche questa volta il sistema dell’informazione non sta svolgendo il suo compito democratico. Infatti, i telegiornali hanno già iniziato a raccogliere la posizione del Presidente del Consiglio e ci informano costantemente del nesso tra il destino del referendum e quello del governo in carica. Spesso, anzi quasi sempre, dimenticandosi delle ragioni del NO o facendole emergere solo come in contrapposizione agli enunciati del premier.

Questa impostazione impedisce una discussione di merito e porta ad un continuo disequilibrio di comunicazione sul prossimo referendum confermativo.

Non vogliamo schierarci in funzione di ciò che vuole o meno il Presidente del Consiglio, ma essere informati sul merito con dettagli precisi su ciò che comporterà l’accettazione di tale legge di riforma costituzionale.

Gli italiani hanno il diritto di scegliere avendo chiaro cosa comporta questo cambiamento!

Credo sia fondamentale chiedere, in maniera ancora più forte che nel caso del referendum sulle trivelle, che l’informazione nei Telegiornali e negli spazi d’informazione politica sia paritaria e strettamente connessa al merito del referendum.

Questa petizione sarà consegnata ai direttori dei TG, ai direttori dei quotidiani, al Presidente Commissione di Vigilanza Rai Roberto Fico.



I tesori dell’archeologia

Riforme. Quante lezioni per un governo che le ignora

A sentire Renzi nell’ultima direzione Pd, sul referendum costituzionale è guerra totale. Chiama Il partito alle armi, e propone una moratoria. Fino al voto sulla riforma tutti insieme appassionatamente. Il minuto dopo si scateni pure l’inferno, e si vada alla conta. Un principio di affanno? Timore che i guai giudiziari del Pd appannino l’appeal populistico del leader? Sull’attacco alla magistratura, avviato in stile berlusconiano, è sceso un improvviso silenzio. Che non potrà essere rotto perché i magistrati – com’è nel loro pieno diritto – si esprimono sulla riforma.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Massimo Villone, Il Manifesto, 10-V-2016



Questione immorale

Almeno il fatto che in Italia c’è una questione morale, che poi, profanamente, potrebbe essere la traduzione del settimo comandamento (non rubare), è una banale constatazione. La diagnosi di una malattia grave sulla quale è difficile non convenire anche se poi si può chiamare in tanti modi.

Buttarsi in politica per fare affari, è, purtroppo un malcostume nazionale. Lo ha spiegato bene Stefano Rodotà scrivendo di «una proterva controetica esibita senza pudore anche in sedi governative e parlamentari». Lo ripete il presidente dell’Autorità anticorruzione, Raffaele Cantone, in un’intervista all’Unità quando sostiene che «va evitata la commistione, specie a livello locale, tra attività economiche e attività politiche». Forse sarà per questo che in Italia non si riesce a fare una legge sul conflitto di interessi mentre si piazzano imprenditori al ministero dello Sviluppo. E dire che abbiamo avuto al governo, per vent’anni, il conflitto di interessi in persona (altra semplice constatazione, difficilmente confutabile).

(continua nella sezione Rassegna stampa) Norma Rangeri, Il Manifesto, 5-V-2016



REFERENDUM 2016 “Ferma le trivelle”

Dati della Prefettura di Chieti


Elettori 42.515

SI: 13.956, 88,84%

NO: 1.753

Schede bianche: 107, 0,67 %

Schede nulle: 114, 0,71 %

Dato aggiornato al 18/04/2016 - 01:34



Riceviamo e pubblichiamo

Comunicato del 28 aprile 2016

Il Coordinamento per i referendum -  Chieti ringrazia i cittadini che si sono recati alle urne

«Il diritto al voto è una conquista che va difesa e confermata in ogni occasione»

Il Coordinamento per i referendum Chieti ringrazia tutti i cittadini che il 17 aprile si sono recati alle urne, in particolare quelli che, nell’interesse della collettività hanno scelto di votare sì. Le consultazioni elettorali rappresentano il momento più importante della vita democratica del Paese. Una fondamentale conquista che va difesa anche esercitando con continuità questo diritto, in particolare nelle consultazioni referendarie nelle quali ci è data la rara possibilità di esprimere direttamente la nostra opinione sull’argomento di volta in volta in discussione. «Vale appena la pena di ricordare – sottolinea a conclusione del suo mandato Nicoletta Di Francesco, referente del Coordinamento - che poco più della metà del popolo italiano ha potuto cominciare a esercitare il diritto al voto soltanto dal 1946, appena settant’anni fa quando venne concesso alle donne prima l’elettorato attivo e poi quello passivo. Quel diritto va difeso in ogni occasione.

(continua nella sezione Riceviamo e pubblichiamo) Nicoletta Di Francesco



COMUNICATO


Per il 25 aprile

L’associazione Chieti nuova 3 febbraio, il Liceo Classico “G. B. Vico”, l’Istituto Professionale “U. Pomilio”, l’Istituto Tecnico F. Galiani-R. de Sterlich, il Liceo Scientifico “F. Masci”, l’UNITRE, nell’ambito della sedicesima edizione del progetto “Il Calendario della Repubblica-Il Dovere della Memoria”, Lunedì 25 aprile 2016, ore 10,30-12,30, presso il Liceo Classico “G. B. Vico, ”, per il settantunesimo Anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, promuovono la realizzazione della  manifestazione comprendente due momenti:

nel primo, gli studenti, protagonisti della conoscenza, incontrano i cittadini sulla Resistenza e sulla Liberazione. In due aule dedicate, gli alunni del Liceo Classico, guidati dal docente Francesco Baldassarre, illustrano attraverso letture e video, la vita e l’opera di Giacomo Matteotti, segretario del partito socialista unitario; inoltre, interviene la professoressa Marina Campana, nuora dell’avvocato antifascista Pasquale Galliano Magno, a cui Velia Matteotti affidò il proprio patrocinio nel processo-farsa contro gli assassini del marito, svoltosi a Chieti nel 1926. Nella seconda aula, gli studenti introducono lo spettacolo  teatrale E mi diranno che bel fior: Storie Resistenti, attraverso letture, tratte dal libro “Terra di libertà-Storie di uomini e donne nell’Abruzzo della seconda guerra mondiale” di Maria Rosaria La Morgia e Mario Setta;

nel secondo momento, l’associazione culturale - teatrale Compagnia dell’Orfeo Folle  di Penne rappresenta lo spettacolo Teatrale E mi diranno che bel fior: Storie Resistenti, regia di Irene Cocchini; Attori: Irene Cocchini, Emiliano Scenna, Serena Valentini, Vanessa Balduini; alla Fisarmonica: Massimiliano Elia; tecnico Luci e Audio: Michele Piciocco.

Note di regia: E mi diranno che bel fior è uno spettacolo teatrale sulla Resistenza in Abruzzo, che, con quattro monologhi e con voci narranti, accompagnati dalle note della nostra Resistenza, porta in primo piano le origini della Brigata Maiella, la battaglia del Sangro, la strage di Sant'Agata a Gesso Palena ed altri episodi avvenuti in vari paesi d'Abruzzo durante il fascismo e la seconda guerra mondiale, sottolineando il contributo del popolo abruzzese, “che dette allora al mondo una prova di civiltà… con la sua rivolta anonima, morale, disinteressata”* .

Perché la Resistenza e la Costituzione siano e rimangano patrimonio di tutti, punti di riferimento di cui ogni collettività ha bisogno, ispiratori dei comportamenti quotidiani dei cittadini e degli indirizzi politici, bisogna cominciare dalla Scuola, l’unico  laboratorio culturale capace di promuovere la ricostruzione, la conservazione e la trasmissione della Memoria collettiva, favorendo nei giovani la scelta dei principi in nome dei quali milioni di persone hanno sacrificato la vita, consapevoli di essere parte di uno sforzo collettivo per la creazione dello Stato Repubblicano e della società civile.

Buon 25 aprile a tutti!

* Guido Calogero, nella presentazione scritta da Nicola Mattoscio per il libro “Terra di libertà – Storie di uomini e donne nell’Abruzzo della seconda guerra mondiale” a cura di Maria Rosaria La Morgia e Mario Setta

Info: www.chietinuova3febbraio.it; facebook.com/chietinuova3febbraio



La nostra RESISTENZA continuerà fino all'ultimo giorno della nostra vita


In riferimento alla presenza del signor Riina junior alla trasmissione Porta a Porta, Salvatore Borsellino scrive:

Avrei preferito non dovere scrivere queste righe, avrei preferito non essere costretto ad essere assalito dal senso di nausea che ho provato nel momento in cui ho dovuto leggere che il figlio di un criminale, criminale a sua volta, comparirà questa sera nel corso di una trasmissione della RAI, un servizio pubblico, per presentare il suo libro, scritto, come dichiarerà lui,"per difendere la dignità della sua famiglia". Di quale dignità si tratti ce lo spiegherà raccontandoci come, insieme a suo padre, seduto in poltrona davanti alla televisione, abbia assistito il 23 maggio e il 19 luglio del '92 allo spettacolo dei risultati degli attentati ordinati da suo padre per eliminare Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

(continua nella sezione Rassegna stampa)



Sabato 2 aprile (ore 16.30), presso la sala convegni del Grande Albergo Abruzzo, si terrà l'assemblea/dibattito

 

"Un mare senza trivelle per un futuro sostenibile"

 

Ne parliamo con la senatrice Loredana De Petris, capogruppo di Sinistra Italiana a Palazzo Madama, e Annalisa Corrado, portavoce di Green Italia e componente del Comitato Scientifico di Possibile. L’Abruzzo sarà rappresentato invece dal prof. Piero Di Carlo, ricercatore di Scienze Fisiche e Chimiche presso l’Università dell’Aquila e da Luciano Di Tizio, delegato regionale del WWF Italia.

La  discussione sarà preceduta dalla proiezione del film/documentario "Nero d'Italia", un viaggio nelle valli del petrolio della Basilicata per raccontarci le promesse di quello che avrebbe dovuto essere il nostro Texas e che invece non ha portato l’annunciato benessere.


Ingresso libero

Iniziativa del Coordinamento per i referendum - Chieti



Gli argomenti deboli di chi sostiene la riforma

 

In queste prime settimane di dibattiti sulle riforme, volti a informare la cittadinanza, due argomenti tornano con una certa frequenza nei discorsi dei sostenitori del Sì: (1) che non si può giudicare il progetto di revisione della Costituzione alla luce della nuova legge elettorale; (2) che, in ogni caso, la contrarietà alla riforme è frutto di una presa di posizione «ideologica».

Si tratta di due argomenti inconsistenti ma potenzialmente insidiosi, sui quali vale la pena di soffermarsi.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Francesco Pallante, Il Manifesto, 31-III-2016



Coordinamento per i Referendum Chieti: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.


Ferma le Trivelle Al referendum del 17 Aprile VOTA Sì per tante buone ragioni:

Per cancellare la norma che consente alle società petrolifere di estrarre gas e petrolio entro le 12 miglia marine senza limiti di tempo.

Per tutelare i nostri mari a rischio. Le ricerche e le estrazioni di petrolio e di gas producono un inquinamento che ha un impatto devastante sull’ecosistema marino, sull’ambiente, anche sulla terraferma, sulla qualità della vita e sull’economia!!!

Per evitare il rischio di disastrosi incidenti in un mare chiuso come il Mediterraneo!!!

Per non arricchire le compagnie petrolifere a danno dei cittadini: tutti gli idrocarburi presenti nei mari italiani basterebbero a coprire il fabbisogno nazionale per pochi mesi e le “royalties” versate allo Stato sono appena del 7% sul petrolio e del 10% per il gas e vengono pagate solo dopo le prime 50mila tonnellate di petrolio e i primi 80milioni di metri cubi di gas!!!

Per cominciare a costruire una nuova politica energetica, che punti sull’efficienza e sul risparmio, investendo nelle energie rinnovabili!!!

Per tutelare la nostra salute e salvare il patrimonio culturale, il turismo, la pesca, le produzioni alimentari di qualità, la biodiversità!!!

Il voto referendario è uno dei pochi strumenti di democrazia a disposizione dei cittadini ed è diritto-dovere degli Italiani esprimersi sul futuro energetico del Paese.

Riappropriamoci del diritto di decidere del nostro futuro Vota Sì


Per adesioni:

Comitato nazionale: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Comitato regionale Abruzzo: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Coordinamento per i Referendum Chieti: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Comitato nazionale VOTA SI’ per fermare le trivelle, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

tel. 068559286, 068841467; via Po 25/c, 00198, Roma, www.fermaletrivelle.it



Referendum trivelle: cosa prevede davvero e qual è la posta in gioco

Punto per punto i contenuti del quesito e i possibili effetti della vittoria del sì o del no

Il 17 aprile prossimo si terrà il referendum sulle trivellazioni in mare per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi, tra cui petrolio e gas. Si tratta di un referendum abrogativo. Occorre, cioè, che vada a votare almeno il 50% più uno degli aventi diritto al voto e che la maggioranza dei votanti si esprima con un “Sì”. Votando “Sì”, i cittadini avranno la possibilità di cancellare la norma sottoposta a referendum.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Roberta Ragni, Il Fatto Quotidiano, 14-III-2016



Riceviamo e pubblichiamo

90° anniversario del processo Matteotti

La Cassazione, con sentenza del 21 dicembre 1925, rimise dalla Corte d’Assise di Roma a quella di Chieti, per gravi motivi di sicurezza pubblica, il processo a carico di Amerigo Dumini, Albino Volpi, Giuseppe Viola, Amleto Poveromo e Augusto Malacria, che dovevano rispondere di correità in omicidio aggravato in persona del deputato socialista Giacomo Matteotti. Nel corso dell’istruttoria romana, condotta dall’intransigente magistrato Mauro Del Gudice, erano emerse pesanti responsabilità a carico di alcuni dirigenti del PNF e dello stesso Mussolini, denunciate all’opinione pubblica dalla stampa di opposizione.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Filippo Paziente



Riforme e diritti, l’inevitabile unione

Si è tenuta a Roma un’assemblea, affollata e partecipata, dei comitati referendari, per il lancio della campagna per la raccolta delle firme. Un passaggio importante, soprattutto per aver visto insieme i promotori dei referendum istituzionali e di quelli sociali. Perché un forte iniziativa referendaria? Rodotà ha scritto (su Repubblica) di come le nostre istituzioni siano diventate indisponibili all’ascolto, traendo anche da questo la spiegazione del drammatico calo di fiducia degli italiani. Ha ragione. Perché e come fidarsi di istituzioni indifferenti?

(continua nella sezione Rassegna stampa) Massimo Villone, Il Manifesto, 19-III- 2016



Come salvare il Parlamento

«Non si può mettere seriamente in dubbio che il parlamentarismo sia l’unica possibile forma reale in cui nell’odierno contesto sociale possa essere attuata l’idea di democrazia; e perciò la condanna del parlamentarismo è al tempo stesso la condanna della democrazia». Così scriveva Hans Kelsen nel 1924 in aperta polemica contro coloro che – sia a destra sia a sinistra – avversavano con sempre maggior foga il principio parlamentare. Oggi nell’opinione pubblica l’antiparlamentarismo dilaga, mentre le forze politiche abbandonano le camere ad un loro triste declino. Da anni ormai si assiste ad una «fuga dal parlamento»: la funzione sostanzialmente legislativa è ormai stabilmente esercitata dal governo; l’autonoma funzione di indirizzo politico parlamentare (il controllo, l’inchiesta) si è avvizzita, anch’essa assorbita nella sfera del governo.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Gaetano Azzariti, Il Manifesto, 8-III-2016

 


Chieti Acqua E Beni comuni

Comunicato stampa del 12/03/2016


È nato il Coordinamento per i Referendum – Chieti; Referente Nicoletta Di Francesco
Il 17 aprile 2016 il primo appuntamento “Vota SÍ per fermare le trivelle”
L'Abruzzo, Regione Verde d’Europa, non può rimanere in silenzio!

Per iniziativa di cittadini, associazioni, forze sindacali e politiche, è nato a Chieti il "Coordinamento per i Referendum” che svolgerà attività a sostegno delle prossime campagne referendarie.

Il primo impegno è quello di invitare tutti i cittadini del territorio a partecipare al referendum del 17 aprile contro le trivellazioni in mare e a votare SÍ per abrogare la norma che permette alle attuali concessioni di estrazione e di ricerca di petrolio e gas di non avere scadenze. La Legge di Stabilità 2016, infatti, pur vietando il rilascio di nuove autorizzazioni entro le 12 miglia, rende “sine die” le licenze già rilasciate.

(continua nella sezione Rassegna stampa)


Trivelle, Petroleum rinuncia: «C’è il referendum»

Grande fuga dai mari del sud. Dopo l’irlandese Petroceltic e l’olandese Shell, anche la società inglese abbandona le ricerche di gas e petrolio nel Golfo di Taranto e nel Canale di Sicilia

Mi si è ristretto il pozzo…ed è fuga delle multinazionali del greggio. Stavolta è la società inglese Transunion Petroleum ad abbandonare. Rinuncerà alle ricerche di gas e petrolio nel Golfo di Taranto e nel Canale di Sicilia. Ed è l’effetto referendum anti petrolio a convincerla a lasciar perdere. Con l’introduzione del divieto di ricerca ed estrazione entro le 12 miglia dalla costa- paletto introdotto nella Legge di stabilità per arginare e bloccare i quesiti referendari no triv voluti da dieci Regioni-, le aree interessate dai progetti dell’azienda petrolifera sono state ridefinite, i confini rivisitati, e la Transunion ha deciso di fermarsi, di non dare corso alle autorizzazioni. L’off limits imposto alle trivelle dalla nuova normativa scoraggia, dunque.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Serena Giannico, Il Manifesto, 9-III-2016



Sud e trivelle

Dal Panorama al Corsera è tutto un raccontare il paradiso dell’oro nero…

E’ una vera e propria controffensiva informativa. Prima ancora che il governo presentasse gli emendamenti alla legge di stabilità per modificare lo Sblocca Italia, sulla vicenda delle trivelle e del petrolio era intervenuto il settimanale Panorama con un articolo “L’oro nero di Viggiano” in cui si tessevano le lodi di un paesino della Basilicata con in cassa 120 milioni di euro, piscina riscaldata e tutto quanto farebbe felice un cittadino «scandinavo» quanto a servizi, risorse, benessere diffuso.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Antonio Placido. Deputato Sinistra italiana, Il Manifesto, 29-XII-2015



Referendum costituzionale. Appello di Marco Travaglio per le ragioni del No e per bloccare l'Italicum

Manca ormai solo il voto della Camera ad aprile per l'approvazione di una revisione costituzionale che riduce il Senato a un'assemblea non eletta dai cittadini e sottrae poteri alle Regioni per consegnarli al governo, mentre scompaiono le Province.

Potevano essere trovate altre soluzioni, equilibrate, di modifica dell’assetto istituzionale, ascoltando le osservazioni, le proposte, le critiche emerse perfino nel seno della maggioranza. Si è preferito forzare la mano creando un confuso pasticcio istituzionale, non privo di seri pericoli. La revisione sarà oggetto di referendum popolare nel prossimo autunno, ma la conoscenza in proposito è scarsissima. I cittadini, cui secondo Costituzione appartiene la sovranità, non sono mai stati coinvolti nella discussione.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Marco Travaglio



Coordinamento nazionale NO-TRIV

Vademecum per il referendum del 17 aprile

Il prossimo 17 aprile si terrà un referendum popolare. Si tratta di un referendum abrogativo, e cioè di uno dei pochi strumenti di democrazia diretta che la Costituzione italiana prevede per richiedere la cancellazione, in tutto o in parte, di una legge dello Stato. Perché la proposta soggetta a referendum sia approvata occorre che vada a votare almeno il 50% più uno degli aventi diritto al voto e che la maggioranza dei votanti si esprima con un “Sì”.

Hanno diritto di votare al referendum tutti i cittadini italiani che abbiano compiuto la maggiore età. Votando “Sì” i cittadini avranno la possibilità di cancellare la norma sottoposta a referendum.

Dove si voterà?

Si voterà in tutta Italia e non solo nelle Regioni che hanno promosso il referendum. Al referendum potranno votare anche gli italiani residenti all’estero.

Quando si voterà?

Sarà possibile votare per il referendum soltanto nella giornata di domenica 17 aprile.

(continua nella sezione Rassegna stampa)



Referendum Costituzionale, Gustavo Zagrebelsky spiega i 15 motivi per dire no alla riforma voluta da Renzi

In vista della consultazione popolare fissata a ottobre sulle modifiche alla Carta, il presidente emerito della Consulta elenca le ragioni per votare contro il disegno messo a punto dal premier e dal suo governo Pubblichiamo ampi stralci di un documento preparato per l’associazione Libertà e Giustizia dal professor Gustavo Zagrebelsky in vista del referendum.

Nella campagna per il referendum costituzionale i fautori del useranno alcuni slogan. Noi, i fautori del NO, risponderemo con argomenti. Loro diranno, ma noi diciamo.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Il Fatto Quotidiano, 6-III-2016



I Signori del caos

«È tutto l’establishment politico e finanziario occidentale che ha fatto fallimento. E che continua a riproporsi, fallendo. Nel silenzio, e nella penombra spessa che ha avvolto il mondo della cultura, incapace di pensare un’alternativa di sistema nell’età dei tramonti».

A passi felpati e a occhi bendati l’Italia si avvia alla guerra. Per certi versi, a contare i caduti sul terreno, c’è già dentro. E la fortunata soluzione per i due altri lavoratori che hanno avuto il coraggio di liberarsi e sono vivi, comunque fa capire che a Sabratha di un «assaggio di guerra» si è trattato, vale a dire del caos e della ambiguità nel quale rischieremmo di precipitare se solo l’Italia intervenisse in armi in Libia. Ma purtroppo, come in altri momenti oscuri della storia, ci si avvia a una nuova avventura coloniale che ha tutte le caratteristiche per annunciarsi disastrosa, e lo si fa nelle condizioni peggiori.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Marco Revelli, www.Eddyburg.it; pubblicato sul quotidiano Il Manifesto, 5 –III-2016



No al referendum, Sì a una nostra riforma

Costituzione. Una battaglia per indicare le nostre proposte e contrastare la vulgata del governo del cambiamento contro vecchi e nuovi guardiani dell’esistente»

Siamo vicini all’inizio della campagna referendaria sulla perversa deformazione del Senato. Per chi le si oppone, come a tutto il disegno devastante di Renzi, la lotta sarà durissima. È enorme il divario di forza tra i due schieramenti che si vanno costituendo. Variegati, come in tutti i referendum, lo è di più quello del No, il nostro. È perciò urgente non soltanto definire l’identità nostra di oppositori all’eversione renziana, indicando le ragioni del No, che, soprattutto su questo giornale, sono state esattamente enumerate e ampiamente motivate, ma, immaginando quali potranno essere le argomentazioni del Sì, per contestarle e rovesciarle.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Gianni Ferrara, www.Eddyburg.it; pubblicato sul quotidiano Il manifesto, 3-III-2016



COMUNICATO

Chieti nuova 3 febbraio

in collaborazione con l’Istituto Tecnico “F. Galiani-R.de Sterlich”, l’Istituto Professionale “U. Pomilio”, il Liceo Classico “G. B. Vico”, il Liceo Scientifico “F. Masci”, l’UNITRE, nell’ambito della XVI edizione del progetto Il Calendario della Repubblica-Il Dovere della Memoria, Giovedì 3 marzo 2016, ore 17,30, presso l’auditorium delle Crocelle, via dei Crociferi, Chieti, promuove la realizzazione dello spettacolo

Il ritorno delle Lucciole

Il delitto Pasolini 40 anni dopo

di e con Marco Bellelli; ideazione scenica e regia di Eva Martelli; voce fuori campo Daniele Fracassi; collaborazione tecnica Armando Minutolo e Rino D’Ulisse, a cura della Compagnia Teatrale “Il piccolo resto” e dell’associazione culturale “L’altritalia”- Lanciano, con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

Biglietto d’ingresso euro cinque.

Dalle note di regia:

Pier Paolo Pasolini fu poeta, romanziere, regista, saggista, ricordato per il valore e la versatilità della Sua attività culturale e artistica e per la lucidità e l’onestà intellettuale.

La ricorrenza del quarantennale della morte di Pier Paolo Pasolini (nato il 5 marzo 1922, morto il 2 novembre 1975) è l'occasione sia per offrire un omaggio alla memoria di questo grande artista, sia, soprattutto, per contribuire a diffonderne la conoscenza e per cercare di fare chiarezza sulle circostanze della Sua morte, restituendoGli verità e giustizia.

Assassinato quarant’anni fa, il Suo omicidio fu considerato ufficialmente "banale" delitto a sfondo omosessuale ad opera di un semplice ragazzo di borgata allora minorenne, ma, in realtà, l’accurata rilettura della Sua vita e della Sua morte porta alla conclusione che altri furono i moventi e i responsabili.

Presenza provocatoria e scomoda, la Sua voce e il Suo pensiero, costantemente volti alla coraggiosa ricerca della verità, risultavano sgraditi alla parte più reazionaria della società, di cui svelò il conformismo e l’omologazione, la miseria fisica e morale. Oggi, Gli viene riconosciuta la capacità di aver colto le implicazioni future delle scelte del Suo tempo, che hanno condotto l’Italia all’attuale crisi culturale, morale, sociale, politica, economica, ambientale.

Info: www.chietinuova3febbraio.it; facebook.com/chietinuova3febbraio

 


A cura di Chieti nuova 3 febbraio, dell’Istituto Tecnico “F. Galiani-R. de Sterlich”, dell’Istituto Professionale “U. Pomilio”, del Liceo Classico “G. B. Vico”, del Liceo Scientifico “F. Masci”, dell’UNITRE

 

Il Calendario della Repubblica-Il Dovere della Memoria- XVI edizione


Giovedì 3 marzo 2016, ore 17.30

Auditorium delle Crocelle-via dei Crociferi


La Compagnia Teatrale “Il piccolo resto” L’Associazione culturale “L’altritalia”- Lanciano

con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

presentano


Pier Paolo Pasolini 1975-2015

Spettacolo teatrale

Il ritorno delle Lucciole

Il delitto Pasolini 40 anni dopo

di e con Marco Bellelli

ideazione scenica e regia di Eva Martelli

voce fuori campo Daniele Fracassi

collaborazione tecnica Armando Minutolo e Rino D’Ulisse


Biglietto d’ingresso euro 5.00

Info: www.chietinuova3febbraio.it facebook.com/chietinuova3febbraio



Coordinamento Democrazia Costituzionale


REVISIONE COSTITUZIONALE e LEGGE ELETTORALE

LE RAGIONI DEL NO


Venerdì 26 febbraio 2016 alle ore 17.30

presso la Sala convegni del Grande Albergo Abruzzo in via Asinio Herio, 20 a Chieti


ASSEMBLEA / DIBATTITO

per esaminare e approfondire le modifiche alla Costituzione repubblicana proposte dal Governo e le gravi conseguenze che queste produrrebbero insieme alla nuova legge elettorale.

L'incontro sarà anche l'occasione per costituire un Comitato cittadino per i referendum ed illustrare i contenuti dell'imminente Referendum NO Triv

Parteciperà il costituzionalista Prof. Carlo Di Marco, dell'Università degli Studi di Teramo, membro del coordinamento Nazionale di Democrazia Costituzionale


Promossa fra gli altrida:

Anpi, Arci, Unione Sindacale di Base, Coordinamento NOTRIV, Articolo 21, Associazione Giuristi Democratici, Libertà e Giustizia, Rete per la Costituzione, Liberacittadinanza, Azione Civile,Chieti Nuova 3 Febbraio, Comitato di Chieti Salviamo la Costituzione - Aggiornarla - Applicarla . non Demolirla, L'Altra Chieti, L'Altra Europa con Tsipras ed altri...

 


La politica che non ci può più essere

Tra i più grandi successi del capitale contemporaneo va certamente annoverata la distruzione della politica. Non della “classe politica”, considerata “purtroppo” sempre necessaria anche se quotidianamente bastonata in pubblico, ma proprio della politica come sfera della decisione discrezionale, non automatica, progettuale, improntata a interessi collettivi di lungo periodo. Insomma della libertà di scegliere, anziché subire. La ragione principale di questa vittoria dovrebbe esser chiara: le forze economiche che gravano sugli ambiti decisionali raggiungibili dalla politica sono di gran lunga maggiori di quelle che la politica stessa può mobilitare a livello di singolo Stato.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Dante Barontini, Contropiano.org, 10-II-16



Bricolage culturale senza egemonia

Intellettuali antiliberisti. Quando l’impegno era una religione laica e essere di sinistra una cosa naturale. Per ricomporre una comunità di pensiero contro la mercificazione c’è bisogno di un’Altraeconomia

La proposta di Piero Bevilacqua (il manifesto, 28 gennaio) pone non pochi interrogativi e dubbi, sia sulle modalità di costruzione di una mappa degli intellettuali antiliberisti, sia sul valore stesso della categoria (per esempio si può essere antiliberisti e di estrema destra !). Ma, la proposta nasce da un’analisi che non possiamo non condividere e che ci spinge a ragionare in questa direzione.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Tonino Perna, Il Manifesto,4-II-2016



Settis: la buona scuola? non è buona.

Le "competenze"? non servono

Siamo sicuri che la specializzazione degli studi, l’acquisizione di “competenze” che seguano le esigenze del mercato del lavoro, professionalità da spendere subito, specializzazioni e tecnicità siano l’unico modello culturale sensato?

Salvatore Settis, archeologo e storico dell’arte, già direttore della Normale di Pisa, dimessosi qualche anno fa dal Consiglio superiore dei Beni culturali in polemica coi tagli alla cultura del governo Berlusconi, è ora in prima linea nella difesa di paesaggio e monumenti italiani e a Linkiesta.it racconta il suo punto di vista sulla scuola.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Pasquale Almirante, La Tecnica della Scuola, 7-II-2016



La «green economy» non basta

Dentro la grande crisi. L’emergenza ambientale è ormai il nodo centrale. Servono azioni profonde e veloci

In attesa della prossima «catastrofe ambientale», sono addirittura le organizzazioni economiche a ricordarci la gravità delle crisi ecologiche: il Global Risks Report (Grr) del Wef a Davos, e addirittura l’Ocse.

Nel primo si spiega come l’emergenza ambientale sia oggi avvertita dalla popolazione mondiale come il maggior rischio o danno, destinato a crescere per le interazioni e il mutuo alimentarsi con crisi economiche e guerre; e quindi con ulteriori motivi di consolidamento dei problemi sociali (in primis migrazioni forzate e rifugiati) e dunque del disagio e del terrorismo. L’Ocse scopre «i limiti dello sviluppo»:se le tendenze attuali proseguissero con le previsioni di crescita, pure rallentate, di Cina, India e molte aree emergenti, nel giro di un trentennio avremmo il raddoppio della domanda di energia, ma anche la crescita esponenziale delle alterazioni inquinanti: con quasi 4 milioni di morti annui per problemi respiratori o epidemiologici dovuti a gas e polveri sottili, impennate delle emergenze sanitarie dovute alle ondate di calore, oltre alla perdita delle fasce più vulnerabili del territorio e irrimediabili cancellazioni di ecosistemi strutturali fondamentali (foreste equatoriali, molto permafrost polare, ghiacciai di alta montagna, bacini di biodiversità, ecc.), con l’ invivibilità di molte aree metropolitane.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Alberto Ziparo, Il Manifesto, 4-II-2016


A ventitré anni dalla Tangentopoli Teatina

Manifesto affisso per le strade di Chieti

2 febbraio 1993

Giunta in manette – Esplode la giungla del malaffare (titolo di giornale dell’epoca)

Per superare, senza dimenticare, le ragioni che hanno portato

ai gravi fatti del 2 febbraio 1993

3 febbraio 2016

La difesa della Costituzione impone a ciascuno di noi

il coraggio di chiedersi:

in che tipo di società voglio vivere?

fondata sul dominio dei più forti?

oppure

- sulla completa parità dei diritti

- sulla libertà, sull’uguaglianza

- sulla giustizia, sulla pace?


Referendum, la tentazione del populista

Curiosa storia, la data del referendum sulla riforma costituzionale. Renzi ha parlato di voto in ottobre. Ma rumors insistenti dicono che a palazzo Chigi piacerebbe molto votare prima, magari insieme alle amministrative. Tanto da incaricare un autorevole emissario di saggiare l’orientamento della Corte di cassazione sul punto.

A quanto pare, chi ha con arroganza scommesso tutto su un plebiscito teme un voto sulla riforma solitario e lontano. E se gli italiani si fermassero a pensare? Se non bastassero battute e tweet? -

(continua nella sezione Rassegna stampa) Massimo Villone, Il Manifesto, 29-I-2016



Per il Giorno della Memoria a Chieti

Lunedì 25 gennaio 2016, ore 17,00, sala Manzini del Liceo Classico “G. B. Vico” XVI edizione del progetto Il Calendario della Repubblica-Il Dovere della Memoria a. s. 2015-2016


Testimonianze della Shoah

L’incontro, nella sala affollatissima di adulti e di giovani, si è articolato in più momenti:

Introduzione di Maria Rosaria Grazioso

Musica e Poesia a cura degli studenti della V B del Liceo Classico “G. B. Vico”, guidati dal docente Francesco Baldassarre:

“La vita è bella”; Gianfilippo Di Liberato al pianoforte, Maria Chiara Orlandi al violino, voce Beatrice Pellegrini

Testi di Ilse Weber, scrittrice ebrea di letteratura per l’infanzia, morta ad Auschwitz, recitati da Serena Sablone, Martina Urbanucci, Noemi Valentini; sottofondo musicale “Ave Maria” di Astor Piazzolla

“Wiegala” di Ilse Weber; voce Beatrice Pellegrini.

Intervento di Aldo Pavia sul tema “La Shoah: esperienze e riflessioni” .

Nato a Milano nel 1939, è figlio e nipote di deportati ebrei ad Auschwitz. Socio fondatore della “Fondazione Memoria della Deportazione”, è attualmente vicepresidente dell’ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati politici nei campi di sterminio nazisti, di cui uno dei fondatori fu Primo Levi). Da anni svolge attività di divulgazione storica e di testimonianza sulla deportazione razziale e politica, dapprima a Milano, poi a Roma, incontrando in particolare giovani e studenti, organizzando anche corsi di formazione per docenti e guidando viaggi di studio nei Lager nazisti, in particolare Auschwitz, Mauthausen, Dachau e Ravensbrück.

Intervento di Costantino Di Sante, storico, sul tema “Auschwitz, luogo di storia e di memoria”.

I relatori, dopo aver precisato la necessità di evitare retoriche ed inutili celebrazioni occasionali, hanno esortato i giovani presenti ad essere protagonisti della loro vita, hanno sottolineato l’importanza della Memoria della Shoah come fondamento morale dell’Occidente, punto di riferimento, oggi, per la difesa dei diritti umani, per la lotta contro il virus del razzismo, le pulizie etniche e i nuovi genocidi.

L’esigenza della conoscenza, che, sola, permette di scegliere e assicura la libertà, la necessità di contestualizzare i fatti per comprendere quali germi hanno portato ad Auschwitz e per cogliere gli eventuali segnali nel presente sono l’unico modo per costruire gli anticorpi contro pericolose nuove infezioni. “Auschwitz è accaduto e può accadere di nuovo” (Primo Levi). Una dettagliata esposizione della vita nel campo di sterminio e l’invito ad evitare la privatizzazione e l’uso personale della storia, legandola alla sola memoria dei fatti individuali, hanno concluso le riflessioni dei relatori.

A cura di Chieti nuova 3 febbraio, in collaborazione con l’Istituto Tecnico F. Galiani-R. de Sterlich, l’Istituto Professionale “U. Pomilio”, il Liceo Classico “G. B. Vico”, il Liceo Scientifico “F. Masci”, l’UNITRE

Info: www.chietinuova3febbraio.it; facebook.com/chietinuova3febbraio


A sedici anni dalla sua istituzione, la Giornata della Memoria suscita valutazioni e commenti ambivalenti

Non sono poche, né poco autorevoli, le voci che lamentano un rischio, senz’altro reale, di saturazione, di ritualità burocratica e ripetitiva, un ricordo di un giorno per non pensarci più per tutto l’anno. D’altra parte, quando da fonti autorevoli sentiamo dire che l’idea della Shoah è stata suggerita a Hitler dai palestinesi, mentre l’Iran continua a non prendere le distanze dal negazionismo e neonazisti e affini di tutta Europa scelgono l’Italia per i loro raduni, ci rendiamo conto di quanto pervasivi possano essere il razzismo, il revisionismo opportunista e il negazionismo strumentale.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Alessandro Portelli, Il Manifesto, 26-I-2016

 


Associazione Chieti nuova 3 febbraio

COMUNICATO

Lunedì 25 gennaio 2016, ore 17,00, presso la sala Manzini del Liceo Classico “G. B. Vico”, Chieti nuova 3 febbraio, in collaborazione con l’Istituto Tecnico F. Galiani-R. de Sterlich, l’Istituto Professionale “U. Pomilio”, il Liceo Classico “G. B. Vico”, il Liceo Scientifico “F. Masci”, l’UNITRE, nell’ambito della sedicesima edizione del progetto Il Calendario della Repubblica-Il Dovere della Memoria - a. s. 2015-2016, promuove, Per il Giorno della Memoria, anticipandola di due giorni, per esigenze organizzative, la manifestazione Testimonianze della Shoah.

Intervengono ***Aldo Pavia, vicepresidente dell’ANED (Associazione Nazionale ex Deportati politici nei campi di sterminio nazisti), lo storico Costantino Di Sante, gli studenti della V B del Liceo Classico “G. B. Vico”, che reciteranno, con accompagnamento musicale di pianoforte e violino, testi di Ilse Weber, scrittrice ebrea di letteratura per l’infanzia, morta ad Auschwitz.

Si riporta il testo della Legge 30 luglio 2000, n. 211, istitutiva “del Giorno della Memoria in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti"

Art. 1.

1. La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

Art. 2.

1. In occasione del "Giorno della Memoria" di cui all’articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere.

***Aldo Pavia, nato a Milano nel 1939, figlio e nipote di deportati ebrei ad Auschwitz.

Socio fondatore della “Fondazione Memoria della Deportazione”, è attualmente vicepresidente dell’ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati politici nei campi di sterminio nazisti, di cui uno dei fondatori fu Primo Levi). Da anni svolge attività di divulgazione storica e di testimonianza sulla deportazione razziale e politica, dapprima a Milano, poi a Roma, incontrando in particolare giovani e studenti, organizzando anche corsi di formazione per docenti e guidando viaggi di studio nei Lager nazisti, in particolare Auschwitz, Mauthausen, Dachau e Ravensbrück.

facebook.com/chietinuova3febbraio


PER il GIORNO della MEMORIA

Prima vennero per gli ebrei

"Prima vennero per gli ebrei
e io non dissi nulla perché
non ero ebreo.
Poi vennero per i comunisti
e io non dissi nulla perché
non ero comunista.
Poi vennero per i sindacalisti
e io non dissi nulla perché
non ero sindacalista.
Poi vennero a prendere me.
E non era rimasto più nessuno
che potesse dire qualcosa."


Martin Niemoeller
Pastore evangelico deportato a Dachau


Il conflitto tra proprietà pubblica e bene comune

Privatizzazioni. Dai soggetti pubblici «padroni» all’appartenenza collettiva e diffusa

Il regime giuridico della proprietà pubblica, fagocitando le categorie «demanio» in una logica tutta economico-finanziaria, non soltanto non ha costituito un freno al flusso dei processi di privatizzazione dei beni pubblici, ma addirittura, (come evidenzia Paolo Berdini, il Manifesto, 10 gennaio “Saldi al via”, e l’intervista di Valentina Porcheddu, il manifesto, 12 gennaio a Salvatore Settis), ha costituito la base per una vera e propria svendita.

La vigente disciplina codicistica, relativa alla circolazione dei beni pubblici, ha costituito il fondamento di leggi (legislazione speciale) che, a partire dal 2001, hanno disciplinato la cartolarizzazione di svariati beni pubblici.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Alberto Lucarelli, il Manifesto, 21-I-2016



Per il Giorno della Memoria


*Lunedì 25 gennaio 2016, ore 17,00

sala Manzini Liceo Classico “G. B. Vico”- Chieti

Testimonianze della Shoah


Intervengono

Aldo Pavia

vicepresidente dell’ANED

(Associazione Nazionale ex Deportati politici nei campi di sterminio nazisti)


Costantino Di Sante

storico


Gli studenti

del Liceo Classico “G. B. Vico”

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La cittadinanza è invitata a partecipare

* Per esigenze organizzative, la manifestazione è stata anticipata al 25 gennaio 2016

A cura dell’associazione Chieti nuova 3 febbraio in collaborazione con l’Istituto Tecnico F. Galiani- R. de Sterlich, l’Istituto Professionale “U. Pomilio”, il Liceo Classico “G. B. Vico”, il Liceo Scientifico “F. Masci”, l’UNITRE

Info: facebook.com/chietinuova3febbraio



Rimescolare le carte per vincere la partita

Sinistra. Si tergiversa troppo. La battaglia referendaria, le lotte sul lavoro e sulle iniziative internazionali non consentono tempi biblici. E’ il momento del coraggio di provare

Domenica si riunirà il Comitato Nazionale dell’Altra Europa per Tsipras , l’organismo — un centinaio di persone — eletto ormai parecchio tempo fa, quando si decise di rendere stabile la rete dei comitati che aveva partecipato alla campagna elettorale europea del maggio 2014. Sarà il primo incontro dopo la così detta rottura del famoso tavolo incaricato di negoziare come far partire il processo di costituzione di un nuovo soggetto della sinistra, un passaggio dunque importante per tutti quelli che ancora insistono nel puntare a questo obiettivo.

Dico “così detta” rottura, perché una percezione così drammatica di quanto è accaduto quel giorno io francamente non la condivido. Sebbene speri in una sua ulteriore riflessione, ho compreso la posizione espressa con molta onestà da Paolo Ferrero quando ha dichiarato l’indisponibilità del suo partito anche solo di ipotizzare il proprio scioglimento, perché Rifondazione è un partito molto strutturato e identitariamente determinato. E ho pensato che per ora occorresse prenderne atto, indicando subito, però, come stabilire un’intesa per continuare a collaborare.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Luciana Castellina, Il Manifesto, 14-I-2016



Correntisti, come sopravvivere alle nuove regole europee sulle banche

Banche. Con il bail-in, in caso di crisi bancaria i clienti con conti sopra i 100mila euro potrebbero dover sostenere le perdite

Il treno su cui viaggiate deraglia. In quanto passeggero, siete chiamato a ripagare i danni. Prima di comprare il biglietto avreste dovuto controllare l’affidabilità del capotreno e la manutenzione di locomotiva e vagoni. Se non l’avete fatto, la responsabilità dell’incidente è anche vostra.

Impossibile?

Con le normative entrate in vigore all’inizio dell’anno e il cosiddetto bail-in, in caso di crisi bancaria gli azionisti, poi gli obbligazionisti e quindi i clienti con conti sopra i 100.000 euro potrebbero dovere sostenere le perdite.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Andrea Baranes , Il Manifesto, 13-I-2016

 


COMUNICATO

inviato alla redazione chietina del quotidiano “Il Centro”

Nell’articolo intitolato “Addio Serano, costruttore che denunciò tangenti e politici di Chieti”, pubblicato il giorno otto gennaio 2016, nella cronaca di Chieti del quotidiano Il Centro, è scritto “il 3 febbraio del 1993 scattarono gli arresti di cinque assessori dell’epoca…”

Come già segnalato più volte, nel corso degli anni, per il dovere di conservare la Memoria di quei fatti, Chieti nuova 3 febbraio ribadisce che la emersione della tangentopoli teatina, con gli arresti della Giunta Buracchio, avvenne il 2 febbraio 1993 (v. il quotidiano “La Repubblica” del 3 e del 14 febbraio 1993).

Chieti nuova 3 febbraio deve il suo nome alla tensione ideale di quei mesi, alla speranza e alla fiducia nel futuro. Chieti nuova 3 febbraio



«In gioco c’e` la Costituzione, non il destino del premier»

Intervista di Silvia Truzzi a Lorenza Carlassare, costituzionalista


Lunedì sarà il battesimo: nell’aula dei gruppi parlamentari della Camera dei deputati si terrà il primo incontro dei Comitati del No alla riforma Boschi: «Proveremo a sensibilizzare i cittadini», spiega Lorenza Carlassare, uno dei relatori dell’incontro. «Speravo – in un eccesso di ottimismo – che ci fosse un ripensamento in Parlamento su alcuni aspetti della riforma costituzionale. Ci preoccupiamo di chiedere il referendum in base all’idea che questa riforma venga approvata così com’è, con tutti i difetti che ha. Addirittura una modifica che saggiamente la Camera aveva eliminato (l’attribuzione al Senato del potere di eleggere da solo due dei cinque giudici costituzionali che ora vengono eletti dal Parlamento in seduta comune) è stata ripristinata dal Senato, e ormai l’approvazione della Camera sembra sicura. Evidentemente non c’è spazio per una riflessione critica. Non resta che mobilitare le persone in vista del futuro referendum, che il presidente del Consiglio va annunziando come un’iniziativa sua: lui sottoporrà la riforma al popolo perché la approvi; lui, in caso contrario, si dimetterà. Si arriva al punto di personalizzare persino il referendum costituzionale. Ma non è questo il senso del referendum costituzionale che non è previsto per ‘acclamare’, ma per opporsi a una riforma sgradita».

(continua nella sezione Rassegna stampa) Il Fatto Quotidiano, 9-I-2016



Governo in visita in Arabia Saudita. La missione finisce in rissa per i Rolex in regalo

Durante la trasferta a Ryad dello scorso novembre, i delegati italiani si sono accapigliati per dei cronografi da migliaia di euro, un omaggio dei sovrani sauditi. Per questo la delegazione del premier li ha sequestrati. Nota di Palazzo Chigi: "Sono nella nostra disponibilità"

Parapiglia tra dirigenti del governo in viaggio con Matteo Renzi per i Rolex elargiti dagli amici di Ryad. Questo racconto, descritto da testimoni oculari, proviene dall’Arabia Saudita. È una grossa figuraccia internazionale per l’Italia. È ormai la notte tra domenica 8 e lunedì 9 novembre. Il palazzo reale di Ryad è una fonte di luce che illumina la Capitale saudita ficcata nel deserto. La delegazione italiana, che accompagna Matteo Renzi in visita ai signori del petrolio, è sfiancata dal fuso orario e dal tasso d’umidità. La comitiva di governo è nei corridoi immensi con piante e tende vistose, atmosfera ovattata, marmi e dipinti. Gli italiani vanno a dormire. Così il cerimoniale di Palazzo Chigi, depositario degli elenchi e dei protocolli di una trasferta di Stato, prima del riposo tenta di alleviare le fatiche con l’inusuale distribuzione dei regali.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Carlo Tecce, Il Fatto Quotidiano, 8-I-2016



Se ritorna la realtà

Sergio Mattarella, discorso di fine anno 2015

Nell’ultimo dell’anno 2015, a rivolgere i tradizionali auguri ai 10 milioni di italiani riuniti davanti alla tv, non c’era un presidente della Repubblica sul punto di dare le dimissioni, affaticato da un inedito secondo mandato, ma un capo dello Stato al primo anno di presidenza. Che al suo esordio a reti unificate non solo ha evidenziato un forte distacco da quel clima di eccezionalità, ma anche un modo diverso di rivolgersi ai cittadini. Norma Rangeri, Il Manifesto, 2-I-2016

(continua nella sezione Rassegna stampa) Norma Rangeri, Il Manifesto, 2-I-2016



Rai, una partita vitale

Informazione. La pessima legge che consegna al governo il monopolio sulla tv pubblica dimostra come l’emergenza democratica italiana sia sempre più profondamente radicata nella costruzione eteronoma della coscienza collettiva

Un piccolo assaggio di quel che sarà la Rai plasmata dalla nuova legge renziana si è avuto martedì scorso. La conferenza-stampa di fine anno del presidente del Consiglio è stata somministrata in tutte le salse, sicché nessuno ha potuto risparmiarsi lo spettacolo grottesco di un premier che si erge ad antidoto contro il populismo nel momento stesso in cui punta tutto su un referendum costituzionale che già si profila come l’apoteosi del martellamento propagandistico in stile plebiscitario.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Alberto Burgio, Il Manifesto,2-I-2016


Come salvare il Parlamento

«Non si può mettere seriamente in dubbio che il parlamentarismo sia l’unica possibile forma reale in cui nell’odierno contesto sociale possa essere attuata l’idea di democrazia; e perciò la condanna del parlamentarismo è al tempo stesso la condanna della democrazia». Così scriveva Hans Kelsen nel 1924 in aperta polemica contro coloro che – sia a destra sia a sinistra – avversavano con sempre maggior foga il principio parlamentare. Oggi nell’opinione pubblica l’antiparlamentarismo dilaga, mentre le forze politiche abbandonano le camere ad un loro triste declino. Da anni ormai si assiste ad una «fuga dal parlamento»: la funzione sostanzialmente legislativa è ormai stabilmente esercitata dal governo; l’autonoma funzione di indirizzo politico parlamentare (il controllo, l’inchiesta) si è avvizzita, anch’essa assorbita nella sfera del governo. Gaetano Azzariti, Il Manifesto, 8-III-2016