Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaEmail

Scritto da Administrator Martedì 27 Settembre 2016 09:17

Nuovo indirizzo della pagina FACEBOOK dell'Associazione CHIETI NUOVA 3 FEBBRAIO


www.facebook.com/chietinuova3febbraio


 


 

2 febbraio 1993 - 3 febbraio 2015


Per superare, senza dimenticare, le ragioni che hanno portato ai gravi fatti del 2 febbraio 1993



La democrazia si difende con la democrazia

Loris Campetti


Il Manifesto, 19-X-2011

 


Soltanto la giustizia e la cultura potranno salvare l'Italia e gli Italiani

Enrico Di Nicola

 

www.uominicontro.it


 


COMITATO

SALVIAMO LA COSTITUZIONE

Aggiornarla, Applicarla, Non Demolirla

CHIETI


Comunicato del 19 settembre 2016

Riparte la campagna referendaria del Comitato Salviamo la Costituzione Chieti

Il 22 ottobre “Perché No” di e con Marco Travaglio al Supercinema

Una occasione per saperne di più su un voto fondamentale per la democrazia


Uno spettacolo teatrale per far riflettere e per avviare una discussione che continua assurdamente a mancare: questa la strada che il Comitato di Chieti “SALVIAMO LA COSTITUZIONE, Aggiornarla, Applicarla, Non Demolirla” ha scelto per rilanciare la propria partecipazione alla campagna referendaria del prossimo autunno. Una posizione chiara, quella del Comitato, coordinato dal prof. Tommaso Palermo, evidente sin dalla scelta della rappresentazione proposta: “Perché No – Tutte le bugie del Referenzum”, di e con Marco Travaglio.

Si parla, ovviamente, della riforma Costituzionale. Un argomento tutt’altro che scontato visto che sulla tv e sulla grande stampa ha voce quasi soltanto il fronte del Sì, recentemente anche con indebite ingerenze e catastrofiche, infondate previsioni tese a terrorizzare gli Italiani anziché mostrar loro chiaramente che cosa prevede la riforma e in quali punti cambierebbe, (decisamente in peggio), la Costituzione nata dalla Resistenza.

Tutti dicono che bisogna discutere nel merito, ma quasi nessuno lo fa. Marco Travaglio, ad esempio, chiede invano da mesi un confronto in tv con la ministra delle Riforme Maria Elena Boschi. Ha dunque deciso di portare in scena le ragioni del No contrapposte a quelle del Sì con l’attrice Giorgia Salari nei panni di M. E. Boschi (della quale ripeterà le frasi testuali). Così ciascuno potrà confrontarle e farsi un’idea per saperne di più.

L’appuntamento – da non perdere – è per sabato 22 ottobre prossimo, alle ore 21:00, a Chieti, presso il Teatro Auditorium Supercinema, in via Spaventa 4. Prezzo unico 10,00 euro (+ 2,00 euro per diritti di prevendita).

I biglietti sono disponibili nel circuito ciaotickets. Biglietti online su: www.ciaotikets.com; link dell’evento: http://www.ciaotickets.com/node/66514 oppure recandosi in una delle rivendite autorizzate.

“Il voto referendario – commenta il coordinatore del Comitato Tommaso Palermo – è di fondamentale importanza per il futuro del Paese. Comunque la si voglia pensare, è un fatto che la riforma proposta da Renzi e Boschi stravolge l’impianto di una Costituzione che ha sino a oggi garantito oltre 70 anni di vita democratica. Andare al voto con le sole disinformazioni a slogan, che vengono lanciate dai fautori del sì, è inaccettabile. Per questo occorre uno sforzo collettivo per garantire ai cittadini in primo luogo il diritto di essere informati. Lo spettacolo di Marco Travaglio è una tappa importante in questo processo di informazione e di confronto”.

Info: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

https://www.facebook.com/events/524772774388265

Telef. 3474521937; 3487836919



Rispettare la legge conviene?

Relazione di Angelo Bozza

magistrato, presidente del Tribunale di Pescara

CONVEGNO Soroptimist International

Club di Chieti

Club di Pescara

“Viaggio intorno alla Legalità”

Il titolo, sono convinto, ai più (ed anche a me stesso che lo ho proposto) può apparire provocatorio, non tanto perché sembra mettere in dubbio l’ovvia se non scontata risposta positiva, quanto perché significa voler negare che nei molti esempi che possono affollare la mente di un cittadino del bel paese più d’uno è di almeno apparente segno opposto al politicamente corretto.

Si pensi al caso classico dell’evasione delle tasse per cui l’evasore è ritenuto per lo più un furbo e non certo un mascalzone o anche semplicemente a colui che getta un mozzicone di sigaretta per terra (oggi comportamento oggetto di sanzione amministrativa) che genera di regola implicita adesione nel passante fumatore (anche lui avrebbe fatto lo stesso) e sostanziale disinteresse negli stessi preposti tutori dell’ordine cittadino e non certo, quanto meno, l’invito a raccogliere quanto abbandonato in area pubblica (tra l’altro, non tutti sanno che un mozzicone di sigaretta con filtro impiega circa 5/12 anni per decomporsi ed una gomma da masticare, anch’essa tipico oggetto di abbandono per strada da parte del suo utilizzatore, 5 anni).

(continua nella sezione Rassegna stampa)



Prevendite biglietti

Spettacolo


Perché No

Tutte le bugie del Referenzum

di e con Marco Travaglio


Sabato 22 ottobre2016,ore 21,00

Teatro Auditorium Supercinema

Via Spaventa,4, Chieti

Info: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

telef. 3474521937; 3487836919

https://www.facebook.com/events/524772774388265/

I biglietti (Costo euro 10.00 + euro 2,00 di prevendita) possono essere acquistati on-line sul sito di Ciaotickets (http://www.ciaotickets.com/node/66514…) oppure recandosi in una delle rivendite autorizzate.

 

Nella sezione Rassegna stampa è presente l'elenco delle rivendite del Circuito ciaotickets delle province di Chieti e Pescara (www.ciaotickets.com)



COMITATO

SALVIAMO LA COSTITUZIONE

Aggiornarla, Applicarla, Non Demolirla


Sabato 22 ottobre 2016, ore 21,00

Teatro Auditorium Supercinema, via Spaventa, 4, Chieti


Perché No

Tutte le bugie del Referenzum

di e con Marco Travaglio


La Riforma Costituzionale. Sulla tv e sulla grande stampa parla quasi soltanto il fronte del Sì . Tutti dicono che bisogna discutere nel merito, ma quasi nessuno lo fa. Marco Travaglio chiede da mesi un confronto in tv con la ministra Maria Elena Boschi: invano. Dunque ha deciso di portare in scena le ragioni del No contrapposte a quelle del Sì con l’attrice Giorgia Salari nei panni della Boschi (con le frasi testuali della ministra delle Riforme). Così ciascuno potrà confrontarle e farsi un’idea per saperne di più.



 

Riforme 1)

Marchionne vota Sì e ci aiuta a capire

Non poteva mancare la voce grossa del padrone che getta il suo pesante pullover blu sulla bilancia del referendum. «Marchionne è per il sì, personalmente» dice, parlando di sé, il manager di Detroit. Le truppe schierate per il governo sono molteplici, e impressionano per la loro potenza di fuoco: influenti giornali economici internazionali, grandi banchieri, spericolati finanzieri, Confindustria, cooperative arcobaleno. I poteri forti sono tutti in riga al presentat arm, altro che rottamazione strappata da un manipolo di ragazzi incontaminati.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Michele Prospero, Il Manifesto 30-VIII-2016



Referendum 2)


Il premier fa dietrofront. Vittime tra i tifosi


«Come si fa a immaginare che un governo, una maggioranza e un presidente del Consiglio che hanno fatto delle riforme il loro programma possano sopravvivere alla clamorosa sconfessione che sarebbe la vittoria del no sulla madre di tutte le riforme?». Anche gli ammiratori hanno i loro rischi del mestiere. Può succedere che l’oggetto del loro amore, amore politico in questo caso, sterzi bruscamente e improvvisamente, mandandoli fuori strada. Sul referendum costituzionale Matteo Renzi ha sterzato, altroché.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Andrea Fabozzi, www.lombardia.anpi.it, pubblicato sul quotidiano Il Manifesto del 30-VIII-2016



Il burquini

La questione del velo e del cosiddetto burquini, indossato dalle donne islamiche sulle nostre spiagge, è una questione non difficile, ma difficilissima che non puo’ essere affrontata con schemi interpretativi rigidi e che non ha approdi certi. Coinvolge, infatti, i temi del multiculturalismo nelle società occidentali a seguito della globalizzazione e delle migrazioni, della laicità dello Stato, dei diritti degli individui, della libertà di scelta, della libertà religiosa. Ma uno tra tutti è il tema che, a mio avviso, prevale su quelli indicati e che viene troppo spesso lasciato sullo sfondo pur costituendone la struttura: lo scontro delle società patriarcali, occidentali ed orientali, sul corpo delle donne strumentalizzandolo a propri fini.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Paola Di Nicola, giudice Tribunale di Roma



Esercizio di retorica, non di memoria

La parata. Se Merkel, Hollande e Renzi rileggessero quel testo, scritto da Spinelli nel ’41, con l’auspicio della fine delle guerre...

Il pasticcio in cui sono rimasti impigliati i poveri turisti di Ventotene in questo scorcio ferragostano (collegamenti sospesi, file per i controlli, divieto di navigazione attorno all’isola ); nonchè le difficoltà che hanno dovuto affrontare gli altrettanto poveri addetti alla sicurezza, alle prese con una popolazione locale infinitamente più abbondante di quella normale (sicché hanno dovuto rinchiudere il vertice in una corazzata), c’è da ritenere che Renzi avesse proprio grande urgenza di invitare lì Merkel e Hollande, vale a dire che non avesse davvero potuto aspettare nemmeno una settimana quando nell’isola tutto sarebbe stato più facile.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Luciana Castellina, Il Manifesto, 23-VIII-2016



Perché è importante far conoscere Marcinelle ai ragazzi di oggi

L’8 agosto 1956 in quella miniera belga morirono 262 giovani di 12 nazionalità, 136 erano italiani. Una tragedia europea anche perché il carbone serviva a risollevare le sorti del nostro Paese e del Continente. Chi ignora questa storia non capirà i migranti.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Paolo di Stefano, Il Corriere della Sera, 8-VIII-2016

 


Quei notabili locali tra soldi e potere

La crisi sistemica di molti istituti di credito non è solo un fatto economico, ma pure un capitolo di storia sociale del Paese: una radiografia spietata che svela il lato oscuro delle classi dirigenti sul territorio, il sogno di dominio delle oligarchie più periferiche

La crisi del nostro sistema bancario non è solo un fatto economico, è anche un capitolo di storia sociale del Paese. Parlo in riferimento ai tanti istituti medi e piccoli — ma pure a una banca come il Monte dei Paschi, ad esempio — la cui crisi costituisce una radiografia spietata del potere locale italiano. Essa ci racconta infatti nel modo più crudo che cosa sono e come si comportano le oligarchie che dominano nella periferia italiana e che attraverso i loro esponenti troviamo ogni volta alla testa degli istituti in bancarotta. Svelandoci che cosa realmente è l’Italia dei tanto esaltati «territori». Carige, Banca Etruria, Banca Marche, Popolare di Vicenza, Veneto Banca, CariFerrara, CariChieti, Monte Paschi: c’è dentro mezza Penisola: anzi tutta quanta se si considera la lunga lista di banche minori (quasi tutte di credito cooperativo) che la Banca d’Italia ha commissariato nei mesi scorsi e che vede una massiccia presenza di banche del Mezzogiorno. Causa e modalità dello sconquasso sono più o meno sempre le medesime. La storia è sempre la medesima.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Ernesto Galli della Loggia, Il Corriere della Sera, 6-VIII-2016



ANCHE NEL PD CRESCE IL NO

 

 

NOI PARLAMENTARI PD PER IL NO AL REFERENDUM

 

I firmatari di questo documento sono parlamentari del PD che voteranno no al prossimo referendum costituzionale. Con la consapevolezza che la propria è posizione in dissenso da quella deliberata dal PD, ma nella convinzione che essa possa essere da noi assunta grazie al carattere liberale dello statuto del partito, il quale mette in conto che non si dia un vincolo disciplinare quando sono in gioco principi e impianto costituzionale. Una posizione, la nostra, che confidiamo possa essere doppiamente utile.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Paolo Corsini, Nerina Dirindin, Luigi Manconi, Claudio Micheloni, Massimo Mucchetti, Lucrezia Ricchiutti, Walter Tocci, Luisa Bossa, Angelo Capodicasa, Franco Monaco



"Io magistrato, le banche e i mutui concessi ai criminali"

 

Nelle indagini sui patrimoni mafiosi, sempre ambiguo il ruolo degli Istituti di Credito, grandi e piccoli

Caro direttore,

l'opinione pubblica sembra stanca di interventi in favore delle banche e ci chiediamo perché. La deflagrazione che il fallimento di una banca, magari dell'importanza di Mps, creerebbe nel tessuto economico costringe lo Stato ad un intervento. Ma quale? Faccio il magistrato al Tribunale di Roma e ho dedicato gli ultimi tre anni della mia vita professionale alle misure di prevenzione patrimoniali: sequestro e confisca di patrimoni mafiosi o costruiti illecitamente, un'attività svolta mettendo sotto la lente di ingrandimento gli ultimi venti o trent'anni di vita imprenditoriale, economica, lecita e illecita di malavitosi, corrotti e criminali. Patrimoni di decine o centinaia di milioni di euro accumulati illecitamente.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Marco Patarnello, La Repubblica, 5-VIII-2016



Il grande bluff con il trucco

Jobs Act. Tra gli 8 e i 10 miliardi truffati con il beneplacito dell’Inps

È ormai possibile tirare le somme dell’operazione Jobs Act e incrementi occupazionali che è stata, nell’ultimo biennio il cuore politico e pubblicitario del governo di Matteo Renzi.

Che il Jobs Act in sé considerato consiste solo in una sistematica distruzione dei diritti che assicuravano dignità ai lavoratori italiani, è ormai chiaro a tutti perché, con la pratica abolizione dell’art. 18 dello Statuto, i lavoratori sono ormai privi di difesa contro ogni tipo di sopraffazione.

Ci si è chiesti però se questa umiliazione avesse – come e sempre ha sostenuto il patronato – il pur discutibile vantaggio di una maggiore occupabilità, ossia di una maggior propensione dei datori di lavoro ad assumere lavoratori perché ormai resi malleabili.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Piergiovanni Alleva, il Manifesto , 2-VIII-2016



Brutali e globali: le nuove armi del terrorismo

Aveva preparato tutto nei dettagli. Chiuso il conto in banca. Venduto l’automobile. Evitato qualunque contatto con l’organizzazione. Niente riunioni sospette. Niente preghiere. Si era procurato l’arma fatale senza che nessuno potesse sospettare l’uso che intendeva farne. L’aveva messa in un luogo sicuro. Aveva aspettato e aspettato. Giunta la data stabilita, ha fatto una prova. È passato e ripassato lungo il futuro itinerario di sangue. Ha studiato gli ostacoli. Ha immaginato il modo di superarli. Arrivato il momento, ha messo in moto il camion della morte.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Ignacio Ramonet, Il Manifesto, 23-VIII-2016



Mozione dell’assemblea dei comitati per il no


Mozione approvata alla Assemblea dei Comitati del 16.7.2016

Durante questo inizio della campagna referendaria sulla modifica costituzionale le emittenti radiotelevisive, e in particolare la Rai, hanno dato una rappresentazione del tutto distorta dei soggetti in causa.
La quasi totalità del tempo è stata dedicata ai sostenitori del Sì, su tutti il governo. Ai sostenitori del No è stato concesso un tempo limitatissimo. Non solo: il fronte del No viene costantemente individuato solo nella destra e nella sinistra parlamentare, mentre su tutte le multiformi forze della cittadinanza attiva vige il silenzio assoluto.
Perciò al fine di attirare l’attenzione del Presidente della Repubblica su questa grave distorsione esercitata dalle reti radiotelevisive, l’Assemblea nazionale dei comitati locali per il No, riunita a Roma il 16.7.2016, conferma la necessità della lettera aperta al Capo dello Stato, già decisa in data 8 luglio 2016, e decide di chiedere al Presidente della Repubblica un incontro al Quirinale con una delegazione formale del Comitato nazionale per il No, al fine di esporre l’esigenza di garantire, in tutte le sedi istituzionali e di comunicazione pubblica, le condizioni per un corretto e informato confronto sul tema della modifica costituzionale.



24° anniversario della strage di via d’Amelio

Il 19 luglio 1992

l’esplosione di una 126 imbottita di tritolo uccise il magistrato Paolo Borsellino e gli agenti di scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Eddie Walter Cosina e Claudio Traina

Paolo Borsellino, “Verità non vendetta. Via d’Amelio 24 anni dopo, le risposte che mancano”

In occasione del 24° anniversario della strage di via d’Amelio, l’Associazione Culturale Falcone e Borsellino e l’Associazione ContrariaMente-Rete Universitaria Mediterranea hanno organizzato a Palermo la conferenza “Verità, non vendetta. Via d’Amelio 24 anni dopo, le risposte che mancano”. A tanti anni di distanza sono davvero molteplici gli interrogativi che restano su quanto avvenuto in quel. I processi di Palermo e Caltanissetta, in questi anni hanno contribuito a far emergere contorni sempre più evidenti di un accordo, stretto tra Cosa nostra e altri poteri in nome dei medesimi interessi. Anche di questo si parlerà durante il dibattito in cui interverranno in qualità di relatori Salvatore Borsellino, fondatore del movimento Agende Rosse e fratello di Paolo; Giuseppe Lombardo, pm di Reggio Calabria; Antonio Ingroia, ex pm e avvocato; i giornalisti e scrittori Giuseppe Lo Bianco e Stefania Limiti; Giorgio Bongiovanni, direttore della rivista Antimafia Duemila. Modera l’incontro Lorenzo Baldo, vicedirettore di Antimafia Duemila. Durante il dibattito verrà proiettato un estratto del docu-film “A Very Sicilian Justice”.

Il Fatto Quotidiano, 18-VII-2016



Chi c’è dietro il «golpe fasullo» in Turchia, e che cosa succede ora

 

Che cosa si nasconde dietro a un «golpe» durato appena quattro ore. Il ruolo dei vertici militari, quello del nuovo capo del governo, quello di Gulen. E chi ha da guadagnare da quanto accaduto. Le domande e le risposte dell’editorialista del «Corriere», Antonio Ferrari.

(continua nella sezione Rassegna stampa) il Corriere della sera, 16-VII-2016



Gli apocalittici del Sì

 

Referendum costituzionale. Se vince il No nessun diluvio: il Quirinale cercherà un nuovo governo. E le camere una nuova legge elettorale.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Gaetano Azzariti, Il Manifesto, 12-VII-2016



Non sono modifiche, è un’altra Costituzione

La legge di revisione costituzionale Renzi-Boschi investe l’intera seconda parte della Costituzione: ben 47 articoli su un totale di 139. Non è quindi, propriamente, una “revisione”, ma un’altra costituzione, diversa da quella del 1948. Di qui il suo primo, radicale aspetto di illegittimità: l’indebita trasformazione del potere di revisione costituzionale previsto dall’articolo 138, che è un potere costituito, in un potere costituente non previsto dalla nostra Costituzione e perciò anticostituzionale ed eversivo.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Luigi Ferrajoli, Left



Europa, processo destituente

Brexit. Abbiamo superato una soglia nel processo di disgregazione della costruzione europea non a causa del voto britannico, ma perché esso rivela tendenze alla polarizzazione dell’insieme dell’Europa, rivela la sua crisi politica, che è anche morale.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Etienne Balibar, Il Manifesto 28-VI-2016



L’irragionevole ragionevolezza sulla Torino-Lione

Infrastrutture. Il ridimensionamento della grande opera era previsto da anni. Non è un improvviso «Nì Tav» ma la prima ammissione ufficiale della grande truffa perpetrata nei tunnel sotto le Alpi.

Il cantiere di Chiomonte in Val Susa

Commentando una dichiarazione del ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, il manifesto di domenica titola con qualche ottimismo e buona evidenza: «Torino-Lione, il governo diventa Nì Tav».

È proprio così o si tratta dell’ennesima bufala di un governo che privilegia, ancora una volta, la narrazione sulla realtà? Purtroppo la risposta è univocamente la seconda.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Livio Pepino, Il Manifesto, 5-VII-2016