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Scritto da Administrator Venerdì 02 Giugno 2017 11:57

Nuovo indirizzo della pagina FACEBOOK dell'Associazione CHIETI NUOVA 3 FEBBRAIO


www.facebook.com/chietinuova3febbraio


 


 

2 febbraio 1993 - 3 febbraio 2015


Per superare, senza dimenticare, le ragioni che hanno portato ai gravi fatti del 2 febbraio 1993



La democrazia si difende con la democrazia

Loris Campetti


Il Manifesto, 19-X-2011

 


Soltanto la giustizia e la cultura potranno salvare l'Italia e gli Italiani

Enrico Di Nicola

 

www.uominicontro.it


 


COMUNICATO

L’associazione Chieti nuova 3 febbraio, in collaborazione con Unitre-Chieti, Archivio di Stato di Chieti, Istituto Tecnico “F. Galiani – R. de Sterlich”, Liceo Classico “G. B. Vico”, Istituto di Istruzione Superiore “Luigi di Savoia”, Istituto Professionale “U. Pomilio”, Camera di Commercio di Chieti, nel settantunesimo anniversario della nascita della Repubblica Italiana,

promuove, Lunedì 29 maggio 2017, a conclusione della XVII edizione del progetto Il Calendario della Repubblica-Il Dovere della Memoria, due incontri sul tema Le donne nella Repubblica-la conquista dei diritti, in cui gli studenti sono protagonisti:

il primo appuntamento, alle ore 10.30, nell’aula magna I.T.C.G.“F. Galiani”, prevede l’intervento di Eide Spedicato, già docente di Sociologia Generale-Università degli Studi “G. D’Annunzio”- Chieti-Pescara, e delle alunne dell’I.T.C.G. “Galiani-de SterlichMiriana Biondi, Marcella Caramanico, Alessia Desiderio, Ludovica Nicolosi, guidate dalle docenti Giuseppina Cifani, Lucia Fratturelli, con il coordinamento della Preside professoressa Candida Stigliani; ogni Scuola coinvolta partecipa con una rappresentanza di studenti; le studentesse dell’I.I.S. “U. Pomilio” Donatella Celso, Valentina Cafarelli, Giorgia Montebello, Claudia Palanza, Alessia Rebba indosseranno “gli abiti della Repubblica” e sfileranno lungo corso Marrucino;

il secondo appuntamento, alle ore 12,00, presso la Bottega d’Arte della Camera di Commercio, prevede l’inaugurazione della Mostra dei vestiti del dopoguerra, dagli anni Quaranta agli anni Settanta, a cura dell’I.I.S. “U. Pomilio”. Hanno realizzato la mostra le docenti Marta Di Biase, Maria Assunta Narciso, Giovanna Perfetti, l’assistente tecnica Franceschina Di Cristofaro, con il coordinamento della Preside professoressa Anna Maria Giusti.

La mostra rimarrà aperta dal 29 maggio al 3 giugno con il seguente orario: ore 11,00-13.00; ore 18,00-19.30.

L’INGRESSO è LIBERO.

Si ringrazia Sandro Ferrone, corso Marrucino, 47-Chieti, per il prestito di alcuni manichini. _____

La XVII edizione del progetto Il Calendario della Repubblica-Il Dovere della Memoria, dedicata al cammino delle donne verso la conquista dei diritti, attraverso la riflessione sulla condizione della donna nel periodo storico che va dal fascismo alla Resistenza e alla Repubblica, vuole contribuire a favorire un processo di conoscenza e di consapevolezza, che deve diventare coscienza critica. Per poter contrastare ogni giorno la mancanza di rispetto per la persona, la perdita della relazione con l’altra/o, i pregiudizi, la brama di potere e di dominio, è indispensabile che il problema della differenza donna/uomo sia visto e vissuto in una prospettiva culturale nuova di educazione civile alla conquista della Memoria collettiva e all’impegno a tradurre, nei comportamenti quotidiani, i diritti conquistati.

La scelta di concludere la diciassettesima edizione con la mostra degli abiti del dopoguerra nasce dalla volontà di delineare le conquiste attraverso lo strumento privilegiato della moda, espressione, “segno” dei cambiamenti avvenuti nel contesto storico del dopoguerra, nella concezione del mondo.

Info: wwwchietinuova3febbraio.it; facebook.com/chietinuova3febbraio



LA FRASE DEL GIORNO di GIOVANNI FALCONE

Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così. Solo che quando si tratta di rimboccarsi le maniche ed incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare. Ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare. La tecnica della Scuola

Strage di Capaci: Il 23 maggio 1992 la mafia uccide il magistrato Giovanni Falcone che cinque anni prima, con il maxiprocesso, ha inflitto alla mafia la prima sconfitta da quando esiste. Con Giovanni Falcone muoiono la moglie Francesca Morvillo, magistrato, i tre agenti della Sua scorta, la “Quarto Savona 15”, Antonio Montinaro, Vito Schifani, Rocco Di Cillo.



Prima della bomba di Capaci

di Piergiorgio Morosini
Componente del Consiglio superiore della magistratura

Recensione al volume di Giovanni Bianconi L’assedio. Troppi nemici per Giovanni Falcone (Einaudi – Stile Libero Extra, 2017)

1. «Non c’è tempo da perdere, bisogna mettere da parte le guerre tra il Csm, l’Anm, il guardasigilli, i partiti. Cosa Nostra delinque senza soste, mentre noi litighiamo senza soste». A quattro giorni dalla strage di Capaci, Giovanni Falcone affida ad un giornalista partenopeo parole drammatiche e premonitrici. Lo fa a commento dei segnali di ferocia mafiosa che si andavano intensificando nella primavera del 1992. Segnali che in Sicilia si erano già materializzati negli omicidi eccellenti del parlamentare Salvo Lima e del maresciallo Guazzelli, dando l’avvio ad una stagione di attentati che rendeva ancor più convulsa la delicata transizione politico-istituzionale del nostro Paese.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Questione Giustizia, 22-V-2017



CRIMINALITA ORGANIZZATA

Enciclopedia Italiana - IX Appendice (2015)

di Nicola Gratteri, Antonio Nicaso

CRIMINALITÀ ORGANIZZATA. - La rete strutturale e organizzativa delle mafie. Capacità relazionale e ricerca del consenso. Capacità organizzativa e costruzione culturale-ideologica. Capacità imprenditoriale e uso della violenza. L’aspetto normativo. I patrimoni delle mafie e la gestione dei beni sequestrati. Commissioni per lo studio di nuove norme.

(continua nella sezione Rassegna stampa)



XXIV Corso di Educazione alla Legalità nelle Scuole Medie - a. s. 2016-2017

Mercoledì 10 maggio 2017, ore 9.30, Auditorium Scuola Media “G. Chiarini” – Chieti,

conclusione del XXIV Corso di Educazione alla Legalità - a. s. 2016-2017, promosso e realizzato dalla Sezione Distrettuale Abruzzese dell’Associazione Nazionale Magistrati e dall’Associazione Chieti nuova 3 febbraio

Tema del Corso Non cadere nella Rete – internet e i diritti della persona”


Intervengono i magistrati Giuseppe Bellelli, Angelo Bozza, Alessandra De Marco, Angelo Zaccagnini, la dirigente del compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni – Abruzzo Elisabetta Narciso.

L’incontro prevede l’introduzione dei magistrati e della dirigente della Polizia Postale, la proiezione degli elaborati prodotti dalle singole scuole, la premiazione delle scuole e degli studenti.

Hanno partecipato al XXIV Corso le Scuole Medie di CHIETI V. Antonelli, G. Chiarini-C. De Lollis, Convitto Nazionale “G. B. Vico” ; di FARA FILIORUM PETRI - sedi di Casacanditella, Casalincontrada, Roccamontepiano; di FRANCAVILLA AL MARE, F. Masci; di ORTONA, Fonte Grande, n.1, via Mazzini n. 2; di RIPA TEATINA-Torrevecchia Teatina M. Buonarroti; di SAN GIOVANNI TEATINO G. Galilei

Il Corso si è articolato da novembre a maggio nel seguente modo: lezioni introduttive agli alunni da parte dei docenti; visione, nelle classi, del film “Cyberbully” con la guida dei docenti e conseguenti riflessioni tra gli studenti e i docenti; conversazioni dei magistrati nelle Scuole nei mesi di febbraio e marzo; pomeridiani incontri informativi per docenti e genitori con l’intervento di Roberto Leombroni, docente di Storia e Filosofia; svolgimento dell’elaborato finale.

Sono intervenuti nelle scuole i magistrati G. Bellelli, A. Bozza , D. Capezzera, V. D’Agostino, L. D’Arcangelo, L. Del Bono, M. D’Eramo, A. De Marco, A. Di Berardino, G. Falasca, A. R. Mantini, N. Valletta, A. Zaccagnini.

L’idea di proporre e di organizzare corsi di Educazione alla Legalità nelle Scuole è nata nel 1994, ad opera della sezione Abruzzese dell’Associazione Nazionale Magistrati e dell’associazione Chieti nuova 3 febbraio, con l’intento di riaffermare il ruolo della Scuola nella società democratica come luogo della formazione della cultura Costituzionale ed Istituzionale.

Infatti, compito della Scuola è promuovere una vera autentica azione culturale e far crescere nella coscienza del giovane l’ansia di Giustizia e il rispetto della Legge, realizzando un rapporto corretto tra Istituzioni, tese, entrambe, pur in modi diversi, a recuperare il senso dello Stato, la cultura delle regole.



25 aprile, quando penso che non serva festeggiarlo penso a Emanuele Artom

Con le armi in mano e con i libri in tasca.

La guerra finita il 25 aprile del 1945 è stata combattuta così, almeno da quelli che non solo volevano vederla finire, ma che si preoccupavano anche che non ricominciasse, che non si portasse dietro ancora tanti anni di fascismo nascosto nella democrazia. C’erano più fascisti al potere nel 1950 che nel 1930. Erano quelli che avevano preso i tanti piccoli o grandi posti di comando durante il ventennio. Bisognava cambiare il paese anche con i libri. Bisognava insegnare che si può vivere in un altro modo.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Ascanio Celestini, 25-IV-2017

 


La scomparsa degli Archivi di Stato, così l’Italia distrugge la sua storia

Il 94 per cento dei dirigenti archivisti ha più di cinquant’anni, il 66 per cento ha superato i sessanta. Tra poco andranno in pensione. E senza archivi gli storici non possono lavorare.

L’Italia è un Paese che rischia di perdere la memoria. Un passato collettivo scritto nero su bianco e conservato negli oltre cento Archivi di Stato. Fascicoli su fascicoli, milioni di documenti, custoditi da funzionari che tra pochi anni andranno quasi tutti in pensione. Nelle 101 strutture preposte sono conservati 1.600 chilometri di scaffalature. A gestire l’enorme memoria pubblica sono 621 dirigenti archivisti del ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo. Un gruppo di esperti in via di estinzione. Come denuncia la deputata del gruppo Democrazia Solidale - Centro democratico Milena Santerini, il 94,6 per cento di loro ha più di cinquant’anni. Il 66,3 per cento supera i sessanta. Nel giro di pochi anni si saranno tutti ritirati dal lavoro. «La stragrande maggioranza - si legge in una interrogazione presentata pochi giorni fa a Montecitorio - guadagneranno il riposo lasciando a gestire uno dei patrimoni archivistici più preziosi al mondo i 29 funzionari che oggi hanno meno di cinquant’anni e i 4 che hanno meno di quarant’anni».

(continua nella sezione Rassegna stampa) Marco Sarti, Eticapa.it - Associazione Nuova Etica Pubblica, 19-IV-2017



I
l Calendario della Repubblica-Il Dovere della Memoria - XVII edizione

Per il Settantaduesimo Anniversario della Liberazione

dell’Italia dal nazifascismo

Gli studenti protagonisti della conoscenza:

incontri sul tema

Le donne nella Resistenza

Letture, musica, film


Mercoledì 26 aprile 2017

ore 9,30

Aula magna IIS “Luigi di Savoia” - via G. d’Aragona – Chieti

Intervento degli alunni

dell’Istituto di Istruzione Superiore “Luigi di Savoia”

ore 17,00

Liceo Classico “G.B. Vico”- corso Marrucino – Chieti

Introduzione degli alunni

dell’Istituto di Istruzione Superiore “Luigi di Savoia”

Proiezione del film L’Agnese va a morire

Presentazione di Roberto Leombroni - docente di storia e filosofia


A cura dell’Associazione Chieti nuova 3 febbraio, l’Unitre-Chieti, l’Archivio di Stato di Chieti, l’Istituto Tecnico “F. Galiani – R. de Sterlich”, il Liceo Classico “G. B. Vico”, l’Istituto di Istruzione Superiore “Luigi di Savoia”, l’Istituto Professionale “U. Pomilio”

Invito, pag. 2:

Nel giugno del 1944, il Comitato nazionale dei Gruppi di Difesa della Donna inviò al Comando di Liberazione nazionale dell’Alta Italia una relazione sulla costituzione e sull’opera

dei gruppi di Difesa in cui si legge:

All’appello hanno risposto le donne italiane delle fabbriche e delle case, delle città e delle campagne riunendosi e lottando.

I Gruppi sono sorti e si sono sviluppati nei grandi come nei piccoli centri.

A Milano, nelle fabbriche, si contano ventiquattro Gruppi con circa due mila aderenti; un ugual numero esiste a Torino e a Genova.

[…] Sono sorti gruppi di contadine, di massaie, nelle case e nelle scuole; la loro azione viene coordinata dai Comitati femminili di città e di villaggio, regionali e provinciali, attorno alle direttive indicate dal Comitato nazionale.

Tiziana Bagnato, Il ruolo delle donne nella Resistenza-Lotta partigiana e inclusione nei partiti

www.instoria.it



Libere
: il film che parla della Resistenza vista dagli occhi delle donne

Il 20 aprile uscirà nelle sale di tutta Italia Libere, il nuovo docufilm scritto e diretto dalla regista Rossella Schillaci. Distribuito da Lab 80 film in occasione della festa della Liberazione, Libere è un racconto sull’emancipazione femminile durante la Resistenza, un ritratto di un’epoca apparentemente lontana che ha ancora molto da insegnarci.

Il documentario raccoglie storie di ogni genere: i momenti di battaglia, il rapporto delle donne partigiane con la società, frammenti di vita quotidiana.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Carmen Palma per MIfacciodiCultura



La democrazia senza morale

Per chiedersi quale significato possa essere attribuito oggi a parole come “onestà” e “corruzione" bisogna partire dall’articolo 54 della Costituzione, passare poi ad un detto di un giudice della Corte Suprema americana e ad un fulminante pensiero di Ennio Flaiano, per concludere registrando il fatale ritorno dell’accusa di moralismo a chi si ostina a ricordare che senza una forte moralità civile la stessa democrazia si perde.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Stefano Rodotà

 


Associazione Nazionale Magistrati-Sez. Distrettuale Abruzzese

Associazione Chieti nuova 3 febbraio

XXIV Corso di Educazione alla Legalità nelle Scuole Secondarie di primo grado - a. s. 2016-2017


Scuole Medie di CHIETI

V. Antonelli; G. Chiarini-C. De Lollis; Convitto Nazionale “G. B. Vico

Giovedì 6 aprile 2017, ore 17.30

Auditorium Scuola Media G. Chiarini, via Quarantotti, 46

Chieti


Non cadere nella Rete-Internet e i diritti della persona

Incontro informativo per genitori, docenti, alunni

Interviene Roberto Leombroni, docente di storia e filosofia