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Ultimo aggiornamento Mercoledì 19 Aprile 2017 18:27 Scritto da Administrator Martedì 27 Settembre 2016 09:17

Nuovo indirizzo della pagina FACEBOOK dell'Associazione CHIETI NUOVA 3 FEBBRAIO


www.facebook.com/chietinuova3febbraio


 


 

2 febbraio 1993 - 3 febbraio 2015


Per superare, senza dimenticare, le ragioni che hanno portato ai gravi fatti del 2 febbraio 1993



La democrazia si difende con la democrazia

Loris Campetti


Il Manifesto, 19-X-2011

 


Soltanto la giustizia e la cultura potranno salvare l'Italia e gli Italiani

Enrico Di Nicola

 

www.uominicontro.it


 


Il Calendario della Repubblica-Il Dovere della Memoria - XVII edizione

Per il Settantaduesimo Anniversario della Liberazione

dell’Italia dal nazifascismo

Gli studenti protagonisti della conoscenza:

incontri sul tema

Le donne nella Resistenza

Letture, musica, film


Mercoledì 26 aprile 2017

ore  9,30

Aula magna IIS “Luigi di Savoia” - via G. d’Aragona – Chieti

Intervento degli alunni

dell’Istituto di Istruzione Superiore “Luigi di Savoia”

ore 17,00

Liceo Classico “G.B. Vico”- corso Marrucino – Chieti

Introduzione degli alunni

dell’Istituto di Istruzione Superiore “Luigi di Savoia”

Proiezione del film L’Agnese va a morire

Presentazione di Roberto Leombroni - docente di storia e filosofia


A cura dell’Associazione Chieti nuova 3 febbraio, l’Unitre-Chieti, l’Archivio di Stato di Chieti, l’Istituto Tecnico “F. Galiani – R. de Sterlich”, il Liceo Classico “G. B. Vico”, l’Istituto di Istruzione Superiore “Luigi di Savoia”, l’Istituto Professionale “U. Pomilio”

Invito, pag. 2:

Nel giugno del 1944, il Comitato nazionale dei Gruppi di Difesa della Donna inviò al Comando di Liberazione nazionale dell’Alta Italia una relazione sulla costituzione e sull’opera

dei gruppi di Difesa in cui si legge:

All’appello hanno risposto le donne italiane delle fabbriche e delle case, delle città e delle campagne riunendosi e lottando.

I Gruppi sono sorti e si sono sviluppati nei grandi come nei piccoli centri.

A Milano, nelle fabbriche, si contano ventiquattro Gruppi con circa due mila aderenti; un ugual numero esiste a Torino e a Genova.

[…] Sono sorti gruppi di contadine, di massaie, nelle case e nelle scuole; la loro azione viene coordinata dai Comitati femminili di città e di villaggio, regionali e provinciali, attorno alle direttive indicate dal Comitato nazionale.

Tiziana Bagnato, Il ruolo delle donne nella Resistenza-Lotta partigiana e inclusione nei partiti

www.instoria.it



Libere
: il film che parla della Resistenza vista dagli occhi delle donne

Il 20 aprile uscirà nelle sale di tutta Italia Libere, il nuovo docufilm scritto e diretto dalla regista Rossella Schillaci. Distribuito da Lab 80 film in occasione della festa della Liberazione, Libere è un racconto sull’emancipazione femminile durante la Resistenza, un ritratto di un’epoca apparentemente lontana che ha ancora molto da insegnarci.

Il documentario raccoglie storie di ogni genere: i momenti di battaglia, il rapporto delle donne partigiane con la società, frammenti di vita quotidiana.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Carmen Palma per MIfacciodiCultura



La democrazia senza morale

Per chiedersi quale significato possa essere attribuito oggi a parole come “onestà” e “corruzione" bisogna partire dall’articolo 54 della Costituzione, passare poi ad un detto di un giudice della Corte Suprema americana e ad un fulminante pensiero di Ennio Flaiano, per concludere registrando il fatale ritorno dell’accusa di moralismo a chi si ostina a ricordare che senza una forte moralità civile la stessa democrazia si perde.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Stefano Rodotà

 


Associazione Nazionale Magistrati-Sez. Distrettuale Abruzzese

Associazione Chieti nuova 3 febbraio

XXIV Corso di Educazione alla Legalità nelle Scuole Secondarie di primo grado - a. s. 2016-2017


Scuole Medie di CHIETI

V. Antonelli; G. Chiarini-C. De Lollis; Convitto Nazionale “G. B. Vico

Giovedì 6 aprile 2017, ore 17.30

Auditorium Scuola Media G. Chiarini, via Quarantotti, 46

Chieti


Non cadere nella Rete-Internet e i diritti della persona

Incontro informativo per genitori, docenti, alunni

Interviene Roberto Leombroni, docente di storia e filosofia



Il trasformista replica grottesca della storia

Partito democratico. Renzi inaugura il patto del Nazareno ma Berlusconi non è Minghetti o i fratelli Spaventa. Divorata ogni ragione ideale tra il partito e il suo popolo

Più si osserva in prospettiva l’esperienza politica di Matteo Renzi, la vicenda del suo governo e l’evoluzione del Partito democratico in questi ultimi tre anni, più diventa forte l’impressione di assistere ad un hegeliano ripetersi della storia in forma di farsa, una vicenda con caratteri grotteschi.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Piero Bevilacqua, Il Manifesto 28-III-2017



Associazione Nazionale Magistrati-Sez. Distrettuale Abruzzese

Associazione Chieti nuova 3 febbraio

XXIV Corso di Educazione alla Legalità nelle Scuole Secondarie di primo grado - a. s. 2016-2017


Istituto Comprensivo "Filippo Masci" - Francavilla a mare

Giovedì 30 marzo, ore 16.00

Aula Magna Scuola Primaria San Franco – salita San Franco

Francavilla a mare


Non cadere nella Rete-Internet e i diritti della persona

Incontro informativo per genitori, docenti, alunni

Interviene Roberto Leombroni, docente di storia e filosofia



Il Papa a San Siro parla ai bambini di bullismo

«Silenzio — intima a un certo punto Bergoglio —. Nella vostra scuola c’è qualcuno di cui vi fate beffa, che prendete in giro perché è grasso o magro? Vi piace farlo vergognare, picchiarlo per questo? Questo si chiama bullismo. Per favore, fate una promessa: non fatelo e non permettete che qualcuno lo faccia nella vostra scuola...». La risposta è un sì che fa tremare le gradinate: «Bene, questo sì lo avete detto al Papa!».

Francesco Battistini, Il Corriere della Sera,26-III-2017



Mario Almerighi, Addio!


“Caro Mario, c’era un tempo in cui noi magistrati sapevamo di essere tanti, magari dispersi tra le varie sedi, ma tutti amici e con le medesime idee e spirito di sacrificio. Com’era bello! Tutto questo è finito. Il potere ha ripreso il controllo”.

Poco tempo dopo aver scritto questa lettera al suo collega e amico Mario Almerighi, nella notte del 25 ottobre 1983, il giudice Gian Giacomo Ciaccio Montalto veniva ucciso a Valderice in provincia di Trapani.

La notizia dell’improvvisa scomparsa del giudice Mario Almerighi si unisce al ricordo del suo grande amico Ciaccio Montalto.

Abbiamo conosciuto personalmente il giudice Almerighi nei primi anni di Antimafia Duemila dopo aver approfondito la sua grande opera all’interno della magistratura. Il suo profondo senso per la giustizia ci ha colpito particolarmente: un rigore morale che lo ha visto contrapporsi a uomini potenti come Giulio Andreotti, l’ex Premier democristiano i cui rapporti con la mafia sono stati confermati fino al 1980, di seguito prescritti, con tanto di ibrida assoluzione.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Lorenzo Baldo, Antimafia Duemila, 26-III-2017



Le ultime macerie europee di un modello distruttivo

Pace «garantita». Venti anni di edificazione dell’Unione all’ombra di nuovi muri e conflitti bellici

Ha ragione Andrea Bajani con il suo bell’intervento che pubblichiamo oggi. È giusto, è doveroso riannodare le fila della ferocia di «armi economiche» che «annientano» intere popolazioni, verso la quale spesso gli scrittori europei hanno taciuto, a partire dalla sensazione delle rovine subite, quelle della Seconda guerra mondiale nel cuore d’Europa. Ma resta sorprendente che l’esercizio del silenzio sul flagello bellico si sia riproposto anche nella storia in corso. Perché, dirla contemporanea sembra già passata.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Tommaso Di Francesco, Il Manifesto, 25-III-2017



Il silenzio degli scrittori sulla guerra

Lo scrittore. L’Europa è sempre stato un Continente in guerra. La lezione di W. G. Sebald sulla letteratura che diventa propaganda. La produzione di una nuova, funzionale narrazione per quella che Hobsbawn chiamò «invenzione della tradizione»

Nel 1997 W.G. Sebald tenne a Zurigo alcune memorabili conferenze sul tema “Guerra aerea e letteratura”. Si trattava di lezioni di poetica, essenzialmente, e di riflessione sulla condizione della letteratura tedesca nel secondo dopoguerra.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Andrea Bajani. Il Manifesto, 25-III-2017



A
ssociazione Nazionale Magistrati-Sez. Distrettuale Abruzzese

Associazione Chieti nuova 3 febbraio

XXIV Corso di Educazione alla Legalità nelle Scuole Secondarie di primo grado - a. s. 2016-2017


Istituto Comprensivo 1, Fontegrande; Istituto comprensivo 2, via Mazzini, Ortona

Venerdì 24 marzo, ore 17.30

Biblioteca Scuola primaria, Fontegrande, via L. Ferrara, Ortona


Non cadere nella Rete-Internet e i diritti della persona

Incontro informativo per genitori, docenti, alunni

Interviene Roberto Leombroni, docente di storia e filosofia



Minzolini e Lotti salvati, le leggi piegate alla politica. Calamandrei si appella a Mattarella

I dialoghi e le epistole immaginarie sono un genere letterario antico. Cosa direbbe oggi Calamandrei? Il testo evidenzia – talvolta col virgolettato – un punto di vista. La storia al presente.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Angelo Cannatà , Il Fatto Quotidiano,| 20-III-2017



Testa coda del Governo

Il referendum sul lavoro avrebbe diviso il paese e per evitarlo, il presidente del consiglio annuncia in conferenza stampa il decreto governativo sulla cancellazione dei voucher. Gentiloni veste i panni dello zio che vuole evitare liti in famiglia, si preoccupa per noi cittadini irrequieti, capaci, appena ce ne viene data l’occasione, come con il referendum costituzionale, di andare in massa alle urne a bocciare le grandi riforme del renzismo.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Norma Rangeri, Il Manifesto, 18-III-2017



Associazione Nazionale Magistrati-Sez. Distrettuale Abruzzese

Associazione Chieti nuova 3 febbraio

XXIV Corso di Educazione alla Legalità nelle Scuole Secondarie di primo grado - a. s. 2016-2017


Istituto Comprensivo «Buonarroti» - Ripa e Torrevecchia Teatina

Giovedì 16 marzo, ore 17.00

Palazzo dei Baroni, piazza S. Rocco - Torrevecchia Teatina


Non cadere nella Rete-Internet e i diritti della persona

Incontro informativo per genitori, docenti, alunni

Interviene Roberto Leombroni, docente di storia e filosofia



8 marzo 2017

Le scuole di pensiero per scendere dal carro di Renzi secondo Alessandro Robecchi

Con un articolo sul Fatto, Alessandro Robecchi, noto collaboratore di Maurizio Crozza, ci spiega con il suo solito modo ironico che ci sono varie scuole di pensiero per staccarsi dal renzismo, ora che si è molto indebolito, all’indomani della sconfitta elettorale del referendum e il caso Consip.

(continua nella sezione Rassegna stampa) www. Areapolitica.it



Associazione Nazionale Magistrati-Sez. Distrettuale Abruzzese

Associazione Chieti nuova 3 febbraio

XXIV Corso di Educazione alla Legalità nelle Scuole Secondarie di primo grado - a. s. 2016-2017

Scuola Media di Fara Filiorum Petri

sedi di Casacanditella - Casalincontrada - Roccamontepiano

Giovedì   9 marzo 2017, ore 16.30

Palafara - Fara Filiorum Petri


Non cadere nella Rete

Internet e i diritti della persona

Incontro informativo per docenti, genitori, alunni

Interviene

Roberto Leombroni

docente di storia e filosofia



Interventi degli studenti

Mostra foto – documentaria


I fiori del male - donne in manicomio nel regime fascista

2-19 febbraio 2017- Liceo Classico “G.B. Vico”- Chieti

Giovedì 2 febbraio 2017, ore 17,30, inaugurazione: letture e musica a cura di Francesca Anconetani, Lorenzo Di Credico, Virginia Paolucci (violino), classe IV C, Liceo Classico “G.B. Vico”

Le donne nella Shoah

Sabato 18 febbraio 2017, ore 11,00 Liceo Classico “G.B. Vico”: introduzione a cura di Martina Panaccio, classe V B, Liceo Classico “G.B. Vico”


Studenti - guide alla mostra

Liceo Classico “G. B. Vico” - Convitto naz. “G. B. Vico” - Scuole Medie

Lucrezia Adezio, Susanna Clivio, Giuditta D’Amico, Chiara De  Marco, Clarissa Di Bartolomeo, Sara Di Bartolomeo, Mariachiara Giandomenico, Carolina Obletter, Roberta Palumbo, Pierluigi Pennetta, Alessia Simone; Francesco Pasquini, Vincenza Phartori, Deni Scarsi, Elisabetta Spinetti, Jessica Sulpizio

Istituto Industriale “Luigi di Savoia”

Victoria Antonucci, Giulio Cornacchia, Giorgio De Pascoli, Federica Di Pillo, Giorgia Giangiulli, Martina Maccarone, Martina Mammarella, Gioele Primiterra, Sofia Russo, Tatiana Zuccarini

Istituto Professionale “U. Pomilio”

Cristina Di Lorenzo, Matteo Di Prinzio, Enea Francano, Lisa Gianvittorio, Potis Grassotti, Andrea Fernandez Magali, Shasa Petrocco, Ilaria Schiazza, Enrica Zappacosta

Istituto Tecnico “F. Galiani”- R. de Sterlich”

Miriana Biondi, Marcella Caramanico, Lorenza Confermo, Sofia Coppola, Marta Daverio, Alessia Desiderio, Alessandra Di Pietro, Marta Emiliani, Lucrezia Mancini

A cura dell’associazione Chieti nuova 3 febbraio, in collaborazione con Unitre-Chieti, Archivio di Stato di Chieti, Istituto Tecnico “F. Galiani – R. de Sterlich”, Liceo Classico “G. B. Vico”, Istituto di Istruzione Superiore “Luigi di Savoia”, Istituto Professionale  “U. Pomilio”



Italia, l’ingorgo corruttivo

Sul sistema degli appalti pubblici, l’amministratore delegato di Consip dice ai magistrati che «l’imprenditore Carlo Russo mi ha chiesto di intervenire su un appalto da 2,7 miliardi di euro per conto del babbo di Matteo e di Verdini». La rivelazione arriva a mezzo stampa attraverso le colonne de l’Espresso, è clamorosa e c’è poco da ricamare.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Norma Rangeri, Il Manifesto 3-III-2017



In difesa dell'articolo nove della Costituzione della Repubblica Italiana

All’ultimo stadio

IN QUESTO “paese senza”, lo storytelling è ormai un instrumentum regni. C’è un problema? Basta dire che si è trovata la soluzione (senza dire quale) e tutti si placano. Quando arriva il momento della verità la soluzione, quella vera, non interessa più a nessuno. Abbiamo visto governi annunciare, dopo un Consiglio dei ministri, interventi che salvano la scuola, esaltano la cultura; per poi scoprire che il testo era ancora tutto da scrivere. Vediamo ora il Comune di Roma adeguarsi al costume, e fare altrettanto con la vicenda stadio.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Salvatore Settis, All’ultimo stadio, emergenzacultura.org, 4-III-2017



L'incontro è rinviato a data da destinarsi

Associazione Nazionale Magistrati-Sez. Distrettuale Abruzzese

Associazione Chieti nuova 3 febbraio


XXIV Corso di Educazione alla Legalità nelle Scuole Secondarie di primo grado  - a. s. 2016-2017

Non cadere nella Rete

Internet e i diritti della persona


Giovedì 23 febbraio 2017, ore 16.30

Scuola Media “G. Galilei”

San Giovanni Teatino - via Venezia, n. 5

Incontro informativo per docenti e genitori

Interviene

Roberto Leombroni

docente di storia e filosofia



COMUNICATO

Sabato 18 febbraio 2017, ore 11.00, presso la sala  Carpineto del Liceo Classico “G. B. Vico”, Chieti,  si svolgerà la manifestazione “Le donne nella Shoah” inizialmente fissata il 24 gennaio 2017e, poi, rinviata.

Interverrà  Antonella Tiburzi - storica, ANED (Associazione Nazionale ex Deportati Politici nei campi di sterminio nazisti).

Introdurranno gli studenti del Liceo Classico.

L’iniziativa è promossa,  nell’ambito della diciassettesima edizione del progetto “Il Calendario della Repubblica - Il Dovere della Memoria”, dall’associazione Chieti nuova 3 febbraio, in collaborazione con Unitre-Chieti, Archivio di Stato di Chieti, Istituto Tecnico “F. Galiani – R. de Sterlich”, Liceo Classico “G. B. Vico”, Istituto  di Istruzione Superiore “Luigi di Savoia”, Istituto di Istruzione Superiore “U. Pomilio”.

Sin dall’anno scolastico 2000-2001,  per evitare la ritualità e la retorica celebrativa di certi anniversari, abbiamo collegato, nel progetto “Il Calendario della Repubblica-Il Dovere della Memoria”, gli avvenimenti che hanno portato alla liberazione dell’Italia dal nazifascismo, alla nascita della Repubblica democratica e della Costituzione, articolando un percorso che permetta la nascita del concetto di “Memoria” come diritto-dovere civile.

L’edizione dell’anno scolastico 2016 – 2017,  dedicata al cammino delle donne verso la conquista dei diritti e al contributo fornito per la costruzione dell’Italia democratica, comporta lo studio dei fatti e la riflessione sulla loro condizione dal fascismo alla Resistenza alla Repubblica.

I fiori del male

donne in manicomio nel regime fascista

La mostra foto – documentaria “I fiori del male - donne in manicomio nel regime fascista”, allestita negli spazi del Liceo Classico “G. B. Vico” di Chieti, rimarrà aperta fino a domenica 19 febbraio 2017 con le seguenti modalità:

da martedì a domenica, ore 10.00-12.30;

da martedì a venerdì, ore 17.00-19.00.

Per prenotare le visite - guidate dagli studenti

delle Scuole partecipanti -

telefonare al n. 3474521937 o al n. 3381734161



CHIETI NUOVA 3 FEBBRAIO


2 febbraio 1993

“Giunta in manette-Esplode la giungla del malaffare”

(titolo di giornale locale dell’epoca)


3 febbraio 2017

Per superare, senza dimenticare, le ragioni

che hanno portato

ai gravi fatti della Tangentopoli Teatina

del 2 febbraio 1993

CERCASI ANCORA

classe dirigente degna

Intellettualmente

Moralmente

Tecnicamente


www.chietinuova3febbraio.it;facebook.com/chietinuova3febbraio



COMUNICATO STAMPA

Giovedì  2 febbraio 2017, ore 17,30, presso il Liceo Classico “G. B. Vico”- Chieti,

l’associazione Chieti nuova 3 febbraio, in collaborazione con Unitre-Chieti, Archivio di Stato di Chieti, Istituto Tecnico “F. Galiani – R. de Sterlich”, Liceo Classico “G. B. Vico”, Istituto  di Istruzione Superiore “Luigi di Savoia”, Istituto Professionale  “U. Pomilio”, promuove la Mostra foto-documentaria I fiori del male - donne in manicomio nel regime fascista -, a cura di Annacarla Valeriano e Costantino Di Sante.

Saranno presenti i curatori. Interverranno Paola Di Renzo, Rettore del Convitto nazionale “G. B. Vico”, Preside del Liceo Classico “G. B. Vico”, Antonello De Berardinis, Direttore dell’Archivio di Stato di Chieti, gli studenti del Liceo Classico.

La mostra è stata realizzata dalla Fondazione Università degli Studi di Teramo in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale della Asl di Teramo e l’Archivio di Stato di Teramo.

Dalla presentazione degli autori: “L’idea di realizzare una mostra sulle donne ricoverate in manicomio durante il periodo fascista è nata dalla volontà di restituire voce e umanità alle tante recluse che furono estromesse e marginalizzate dalla società dell’epoca.

Durante il Ventennio si ampliarono i contorni che circoscrivevano i concetti di emarginazione e di devianza e i manicomi finirono con l’accentuare la loro dimensione di controllo e di repressione; tra le maglie delle istituzioni totali rimasero imbrigliate anche quelle donne che non seppero esprimere personalità adattate agli stereotipi culturali del regime o non assolsero completamente ai nuovi doveri imposti dalla “Rivoluzione Fascista”.

Ci è sembrato importante – spiegano i curatori della mostra - raccontare le storie di queste donne, rinchiuse nell’ospedale psichiatrico “Sant’Antonio Abate” di Teramo, a partire dai loro volti, dalle loro espressioni, dai loro sguardi in cui sembrano quasi annullarsi le smemoratezze e le rimozioni che le hanno relegate in una dimensione di silenzio e di oblio.

Alle immagini sono state affiancate le parole: quelle dei medici, che ne rappresentarono anomalie ed esuberanze, ma anche le parole lasciate dalle stesse protagoniste dell’esperienza di internamento nelle lettere che scrissero a casa e che, censurate, sono rimaste nelle cartelle cliniche.

Il manicomio, in questo senso, è stato un osservatorio privilegiato dal quale partire per analizzare i modelli culturali – di matrice positivista - che hanno storicamente contribuito a costruire la devianza femminile e che durante il Ventennio furono ideologicamente piegati alle esigenze del regime.

Il lavoro di ricerca e di valorizzazione condotto su questi materiali ha permesso così di recuperare una parte fondamentale della nostra memoria e di restituirla alla collettività.

La mostra ha ottenuto il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero dei Beni e Attività Culturali, della Università degli Studi di Teramo, della Regione Abruzzo”.

Si ringrazia la Provincia di Chieti che ha concesso l’uso dei pannelli.

La mostra rimarrà aperta da giovedì 2 a domenica 19 febbraio:

da martedì a domenica, ore 10.00-12.30;

da martedì a venerdì, ore 17.00-19.00.

Per prenotare le visite - guidate dagli studenti

delle Scuole partecipanti -

telefonare al n. 3474521937 o al n. 3381734161

Info:www.chietinuova3febbraio.it;

facebook.com/chietinuova3febbraio; cell. 3474521937


Per il Giorno della Memoria

27 gennaio 2017, ore 20,30, RAI Storia

Intervento di Antonella Tiburzi- storica, ANED (Associazione Nazionale ex Deportati Politici nei campi di sterminio nazisti)


La nostra iniziativa del 24 gennaio 2017 “Le donne nella Shoah” con Antonella Tiburzi è rinviata a sabato 18 febbraio 2017, ore 11.00, Liceo Classico “G. B. Vico”

Il Giorno della Memoria è “omaggio ai morti e messaggio ai vivi” perché, sempre vigili, si chiedano “come è potuto succedere? ”, imparino a riconoscere i germi che hanno portato ad Auschwitz, a costruire gli anticorpi


Sollecitati dall’attualità
riproponiamo l’articolo di Elio Vittorini

Il Politecnico, n. 1, 29-IX-1945

UNA NUOVA CULTURA

Non più una cultura che consoli nelle sofferenze ma una cultura che protegga dalle sofferenze, che le combatta e le elimini.

Per un pezzo sarà difficile dire se qualcuno o qualcosa abbia vinto in questa guerra. Ma certo vi è tanto che ha perduto, e che si vede come abbia perduto. I morti, se li contiamo, sono più di bambini che di soldati; le macerie sono di città che avevano venticinque secoli di vita; di case e di biblioteche, di monumenti, di cattedrali, di tutte le forme per le quali è passato il progresso civile dell'uomo; e i campi su cui si è sparso più sangue si chiamano Mauthausen, Maidanek, Buchenwald, Dakau.

(continua nella sezione Rassegna stampa)



Il testo della introduzione di Domenico Gallo
Roma, 21 gennaio 2017: Assemblea dei Comitati Locali

 

1 La Costituzione è risorta!
Il risultato straordinario del referendum del 4 dicembre segna una svolta nella storia del nostro Paese. Con questo referendum il popolo italiano ha compiuto un nuovo importantissimo atto costituente. Precedenti a questo furono: il primo, l’insurrezione popolare del 25 aprile 1945; il secondo (duplice), la scelta della Repubblica e l’elezione dell’Assemblea Costituente il 2 e 3 giugno 1946 con una partecipazione elettorale dell’89,08%; il terzo, la bocciatura della riforma costituzionale imposta dal governo Berlusconi, il 25 e 26 giugno 2006, che fece registrare una partecipazione elettorale del 52,46% e un risultato finale di 15.791.293 voti a favore del NO (pari al 61,32% dei votanti) e 9.962.348 a favore del SI (pari al 38,68%).

(continua nella sezione Rassegna stampa)



Sinistra, nuovi partiti vecchi linguaggi

«C’è violenza nella politica: una violenza (verbale, di rapporti, di relazioni) che respinge chi pensa ad essa come il mettersi insieme per risolvere i problemi comuni».

In occasione del congresso di Sinistra Italiana, alcuni parlamentari ex Sel hanno scritto (come informa il manifesto del 15 gennaio), ad altri che entrerebbero nella nuova formazione, di abbassare i toni dello scontro politico: «La cultura dell’intolleranza è incompatibile con il progetto politico che insieme stiamo animando».

Quale che ne sia stata la ragione, è un’espressione da non sottovalutare e bene ha fatto il manifesto a citarla in vista di uno scontro che potrebbe avvelenare l’atmosfera del congresso fondativo, tanto quanto le diversità dei contenuti e della linea politica.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Enzo Scandurra, www.eddyburg.it, pubblicato sul quotidiano Il Manifesto il 17 gennaio 2017



La povertà è un furto

La povertà non è un fatto di natura ma il prodotto di società ingiuste perché inegualitarie e predatrici. In piedi umanità contro il furto della vita!

L’IMPOVERIMENTO La povertà è il risultato dei processi di esclusione umana, sociale, economica e politica fra gli esseri umani (e tra le comunità umane) tipici delle società ingiuste fondate sull’ineguaglianza e l’appropriazione predatrice della vita.

Prima di essere economica, politica o sociale, la povertà è «culturale», cioè è parte dei processi che operano nell’immaginario collettivo concreto, evolutivo delle persone, dei gruppi sociali e dei popoli. È parte della maniera di «vedere l’altro». Gli impoveriti crescono nelle nostre teste.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Riccardo Petrella, Il Manifesto, 05-I-2017



Tre riforme che possono fare a meno di Renzi

Che di Renzi non ci saremmo liberati facilmente lo sapevamo, fin dalle sue fiere affermazioni di abbandono in caso di sconfitta. Ma meraviglia rivederlo in campo tal quale, già in corsa per palazzo Chigi, alla cui porta è stato accompagnato dal popolo sovrano. Mentre la lista dei disastri a lui imputabili si allunga, fino all’ultimo ceffone europeo di ben 3,4 miliardi. La continuità del Renzi-pensiero emerge in specie nella benedizione data – nell’intervista a Repubblica – al ballottaggio o al Mattarellum, perché con il maggioritario il Pd è fulcro di un sistema simile alla democrazia americana. Poche idee, e sbagliate.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Massimo Villone, Il Manifesto, 18-I-2017



Il primo colpo della battaglia elettorale

Quale sarebbe la forza di una campagna referendaria sul lavoro in Italia non è difficile da immaginare. Quale valenza avrebbe, per la sinistra, ingaggiare, così come è già accaduto per il referendum sulla Costituzione, una battaglia elettorale, politica, culturale sul tema cruciale dell’occupazione è altrettanto evidente. Aver dichiarato inammissibile il quesito sull’articolo 18, come ha fatto ieri la Corte Costituzionale, è sicuramente un pessimo segnale, ma non decisivo.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Norma Ranger, Il Manifesto, 11-I-2017



La Corte e l’art. 18

Se la politica non funziona, se le domande di diritti non vengono ascoltate dagli organi della democrazia rappresentativa, inevitabilmente si carica un peso da novanta sugli organi giurisdizionali di garanzia che non sempre sono in grado di reggerlo. In particolare una responsabilità particolarmente delicata è calata sulla Corte costituzionale che negli ultimi anni è dovuta intervenire più volte, in contrapposizione all’establishment politico, per tutelare l’ordinamento dagli effetti nefasti delle leggi ad personam e i diritti dei cittadini compressi dall’uso disinvolto dei poteri governativi.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Domenico Gallo, Micromega, 12-I- 2017


Costituzione della Repubblica italiana

Art. 54

Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.

I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge



L’etica perduta della politica

Tra una politica che fatica a presentarsi in forme accettabili dai cittadini e un populismo che di essa vuole liberarsi, bisogna riaffermare una “moralità” delle regole attinta a quella cultura costituzionale diffusa la cui emersione costituisce una rilevantissima novità.

Mai nella storia della Repubblica vi era stata pari attenzione dei cittadini per la Costituzione, per la sua funzione,  per il modo in cui incide sul confronto politico e le dinamiche sociali. I cittadini ne erano stati lontani, non l’avevano sentita come cosa propria. Nell’ultimo periodo, invece, si sono moltiplicate le occasioni in cui proprio il riferimento forte alla Costituzione è stato utilizzato per determinare la prevalenza tra gli interessi in conflitto.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Stefano Rodotà, La Repubblica,17-XII-2016



Tomaso Montanari: il progetto di Pisapia del tutto privo di senso

Pubblicato il 15 dic 2016

Pubblichiamo il lungo messaggio inviato da Tomaso Montanari all’assemblea tenutasi a Roma domenica 11 dicembre Ricominciamo da NO(i).

Firenze, 10 dicembre 2016

Caro Sandro (Medici; ndr),
perdonami se non riesco oggi ad essere a Roma (colpa di un piccolo intervento, niente di serio), e grazie per questo invito. Partiamo dall’attualità più stretta. Il progetto di un Campo Progressista che si allei programmaticamente con il Partito Democratico mi pare del tutto privo di senso. Ma non perché non ci si può alleare con Renzi, e non perché Pisapia ha votato Sì.
Alziamo un poco lo sguardo. Dimentichiamo Matteo Renzi: facciamo finta che la fata buona della democrazia lo faccia sparire oggi stesso.
Ebbene: il progetto di Pisapia sarebbe comunque inattuale, e a renderlo inattuale sono le ragioni profonde del suo Sì – non quelle superficiali legate ai rapporti con Renzi e il Pd di oggi, tutte assai poco interessanti e, in ultima analisi, irrilevanti.
Le ragioni profonde di quel Sì al referendum scaturiscono da una incomprensione radicale della fase storica in cui siamo conficcati.

(continua nella sezione Rassegna stampa)



Renzi, briglie strette su governo e Pd

Si può anche avvolgere la dura realtà con i versi del poeta, come ha fatto Renzi, leggendo alla direzione del Pd la poesia di Fernando Sabino che invita a rimettersi in cammino dopo una sconfitta.

Si può anche raccontare su facebook che sotto gli abiti dell’uomo di potere batte un cuore di padre che fa ritorno a casa e rimbocca le coperte ai figli come nei film. Ma non bastano a camuffare il passo indietro quando poi i fatti, assai poco poetici e molto prosaici, dicono che Renzi ne ha fatti due in avanti.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Norma Rangeri, Il Manifesto, 13-XII-2016



Uno spettacolo indegno dopo l’urlo del No

«Il "nuovo" governo. Il responso referendario e il suo valore costituente. Il campo è aperto. La geografia del voto lo mostra in tutta la sua estensione e asperità. Chi avrà il coraggio di incominciare a esplorarlo ne sarà premiato».


Lo spettacolo è francamente inguardabile, a una settimana dal voto che ha travolto Matteo Renzi e il suo governo. Intendo lo spettacolo pubblico, recitato «in alto» dall’intero establishment. Il modo con cui nasce il governo Gentiloni, le procedure del suo incarico (con le cosiddette consultazioni parallele tra il Colle e Palazzo Chigi, cose mai viste!). E poi la sua composizione (fotocopia)

Sono un insulto al voto degli italiani, al principio di realtà, alla stessa Costituzione miracolosamente salvata il 4 dicembre: al suo articolo 1 naturalmente, e al meno noto articolo 54 (che impone, per le funzioni pubbliche «il dovere di adempierle con disciplina ed onore», cioè accettando i verdetti popolari e rispettando verità e parola data). Che a Palazzo Chigi sieda un «uomo di Renzi», che il governo Renzi succeda a se stesso nella maggior parte dei suoi membri, soprattutto che Matteo Renzi continui a detenerne la golden share mantenendo la segreteria del Partito e di lì accanendosi a inquinare la vita politica, dopo aver dichiarato che in caso di sconfitta si sarebbe ritirato da tutto, è un danno d’immagine devastante non solo per lui e il suo partito, ma per l’intero Paese.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Marco Revelli,  il Manifesto, 13-XII-2016



COMITATO

SALVIAMO LA COSTITUZIONE

Aggiornarla, Applicarla, Non Demolirla

CHIETI (attivo dal 2005)

Chieti: Votanti 29.642, il no ha ottenuto il 67,5%, il sì il 32,4%. Schede bianche 81; schede nulle 188. (fonte PrimadaNOI, 5-XII-2016)

Sempre vigili, continuiamo a lavorare appassionatamente per contribuire ad attuare la Costituzione:

“…E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”, Costituzione della Repubblica Italiana, articolo 3, comma 2.

La Repubblica siamo noi.



L’ultima pagliacciata renziana

E adesso. Abbiamo visto un referendum costituzionale trasformarsi in un referendum sociale. Dove ciascuno per un momento si è sentito libero di votare per qualcosa in cui credeva. E seppure ci pesa la cattiva compagnia del No, per una volta abbiamo vinto, e vinto bene. Ora facciamo affidamento sul capo dello stato perché non consenta balletti e scorciatoie, perché affidi il timone a una personalità di rilievo istituzionale, una persona super-partes, in grado di traghettare il paese dal pantano renziano a nuove elezioni

Matteo Renzi annuncia le dimissioni la notte del voto referendario

Sono passate poco più di 48 ore dalla domenica elettorale che nelle peggiori intenzioni avrebbe dovuto cambiare i connotati alla nostra democrazia parlamentare, e provate a raccontare a che punto siamo a una persona sana di mente, a un cittadino italiano che abbia ancora voglia di prendere sul serio la pesante situazione in cui il giovane, brillante Renzi ci ha cacciato.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Norma Rangeri, Il Manifesto, 7-XII-2016



L'astuzia della Costituzione

Pubblico qui il testo del discorso che avevo scritto per il mio intervento alla Direzione nazionale del PD, che non mi è stato consentito di fare per dubbie ragioni diorario.
La direzione era stata convocata per oggi (7dicembre) alle 15, ed è poi stata spostata alle 17.30 a causa degli impegni del Senato.

Il voto di fiducia al Senato, però, è terminato alle 14.30. Ci sarebbe stato ampiamente tempo per qualche ora di dibattito sulle cause, gli esiti e le responsabilità nel post-referendum tra la fine del voto e la salita al Quirinale del Presidente Renzi. Invece si è evitata qualsiasi discussione politica. Lascio quindi che sia il testo a parlare per me.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Walter Tocci, PD



Una vittoria mistificata

Le hanno viste le bandiere rosse nelle piazze, nei teatri, nei tanti luoghi degli incontri festosi dei Comitati del No?
Per neutralizzare il risultato clamoroso del referendum, nei loro interminabili vaniloqui televisivi i soliti noti ne celano l'esistenza e insistono nel riferire quel successo soltanto ai partiti (affermando così che ha vinto la destra) ignorandone volutamente il grande protagonista, il popolo italiano in tutte le sue diversificazioni e le associazioni nelle quali si è riconosciuto, ha trovato espressione, ha potuto far sentire la sua voce (Libertà e Giustizia e i Comitati). In particolare ignorando il popolo della sinistra che, da tempo senza un partito di riferimento, si è mobilitato per lunghissimi mesi lavorando col massimo impegno civile trovando nuove aggregazioni.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Lorenza Carlassare, http://www.huffingtonpost.it/…/una-vittoria-mistificata_b_1…



Il “teatro degli orrori” e la propaganda del servizio pubblico nei musei statali: il caso del Museo di Palazzo Grimani a Venezia

Nel favoloso mondo del Mibact viviamo costantemente in una dimensione virtuale piena di eccellenze. Musei che fanno grandi incassi, visitatori sempre più numerosi, capolavori che viaggiano per promuovere l’immagine dell’Italia nel mondo. Campagne social inneggiano a ricercare i temi più disparati nei beni culturali, da “Le forme dell’eros” a “Lo zoo delle meraviglie”.

In questa sorta di campagna elettorale permanente, tutto il resto del mondo passa in secondo piano. Le chiese sbriciolate dal sisma in Umbria e nelle Marche sono qualcosa di desolante e spaventoso, ma distante. Altre chiese gravemente lesionate dal terremoto del 2012 a Ferrara restano chiuse, inagibili, ferite, ma non sembrano una priorità del ministro Franceschini, che annuncia con trionfalismo lo stanziamento di milioni di euro per spostare i quadri dalla Pinacoteca Nazionale al Castello Estense.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Debora Tosato*, 6-XII-2016



Riceviamo e pubblichiamo

Da anni, allorché mi fu consigliato fa Antonio Tabucchi e da Giancarlo De Cataldo di leggere i suoi libri, amo lo scrittore spagnolo Javier Cercas.

Ha scritto romanzi stupendi : "I soldati di Salamina" che parla della guerra civile spagnola; "Anatomia di un istante" che parla del fallito colpo di Stato del col. Tejero; "L'impostore" che racconta l'incredibile storia di un falso eroe della storia spagnola; ed altri ancora. Romanzi che hanno una caratteristica comune: partono dall'analisi di veri fatti storici, ne analizzano ragioni e protagonisti, ma lasciano al lettore il giudizio finale. Cercas non pronuncia sentenze.

Questa tecnica di scrittura dei romanzi è illustrata da Cercas nell'ultimo suo libro "Il punto cieco" che racchiude saggi e non storie.

Javier, nelle ultime pagine, parla di Kafka, uno dei suoi scrittori preferiti e racconta di quando nel 1912, in una piazza parigina, egli partecipava ad una manifestazione di protesta per l'uccisione di un anarchico. La polizia voleva sgomberare la piazza ma Kafka, impassibile, si rifiutava di obbedire all'ordine, ripetendo "No", "No" e "No".

A partire da quell'episodio, Javier Cercas, discutendo con suoi amici, giunge a parlare della società perfetta in cui vorremmo vivere. Una società - egli spiega - in cui solo tre persone sono imprescindibili.

Buona lettura e buon voto domenicale!

Armando Spataro

(Ps: ho deciso questo invio perchè stasera chiudo la mia "campagna" a sostegno del No e ho deciso di farlo anche con le emozionanti parole di Cercas)

 

IL CORAGGIO DI DIRE NO

di Javier Cercas

"In una società perfetta... In una Repubblica ideale ci sono soltanto tre personaggi imprescindibili: un maestro, un medico e un uomo che dice «No".

Il maestro è colui che insegna a vivere; il medico è colui che insegna a morire; l’uomo che dice «No» è colui che preserva la dignità collettiva: è l’uomo che, nelle situazioni  limite, nei momenti più rischiosi, quando si decide il destino della società ed è più difficile conservare i nervi saldi e tutti o quasi tutti perdono il senso della realtà e dicono Sì per un errore di valutazione e chi non lo fa non osa dire «No» per timore di essere rifiutato dalla maggioranza, in quel momento, dopo aver riflettuto senza fretta e con la massima serietà ed essere giunto a una conclusione, ha il coraggio di dire «No», tranquillamente, senza alzare la voce, con ostinata impavidità, mancanza di gestualità, discrezione inflessibile e dignità statuaria.

Quest’uomo non vuole erigersi a esempio per nessuno né dare lezioni a nessuno; e non dice «No» per il piacere o il capriccio o la vanità della contraddizione, né è un conformista dell’anticonformismo, né dal suo rifiuto ottiene qualche reddito economico e professionale: semplicemente ha il coraggio di pensare con lucidità e di agire in accordo con ciò che pensa. Quest’uomo è il nemico del popolo di Ibsen, l’uomo in rivolta di Camus, per molti aspetti  il protagonista dei grandi romanzi di Kafka.

Quest’uomo incarna la dignità dell’intellettuale".


La Costituzione tradita dalla riforma. Lettera commovente di Aldo Tortorella

24 novembre 2016

Care compagne e cari compagni, un malanno invernale, complice l’età, mi impedisce di essere oggi con voi come avrei desiderato per dirvi innanzitutto tutta la mia indignazione per il modo con cui si viene svolgendo questa campagna referendaria da parte di coloro che oggi hanno il governo del Paese.

Trovo scandaloso che i pubblici poteri siano impegnati ad alimentare con ogni mezzo compresi quelli meno leciti una campagna di disinformazione e di falsità. La televisione in ogni ora del giorno e della notte è occupata da questo presidente del consiglio il quale con tutti i problemi che ci sono non ha altro da fare che saltare da un programma all’altro o da un palco all’altro palco a far la sua propaganda e a propagandare se stesso. Più che un uomo di governo abbiamo un attore televisivo, oltre che uno studente bocciato dal suo professore di diritto costituzionale.

(continua nella sezione Rassegna stampa)



La vittoria di Trump campanello d’allarme per i governanti europei

L'analisi. Perché il «profeta» Michael Moore parla anche a noi

Illudersi che a fronte di una società che non è mai stata così spaccata dalla disuguaglianza come oggi non ci sarebbe stata, prima o dopo, una reazione che avrebbe terremotato il quadro politico è stato ridicolo. Qualcuno, quando Trump ha iniziato la sua avventura, aveva cominciato a rendersene conto.

Michael Moore, fra gli altri, che da mesi aveva previsto che «quel miserabile ignorante e pericoloso pagliaccio» sarebbe stato «ahimé – il nostro presidente».

(continua nella sezione Rassegna stampa) Luciana Castellina, Il Manifesto, 10-XI-2016



COMITATO

SALVIAMO LA COSTITUZIONE

Aggiornarla, Applicarla, Non Demolirla

CHIETI

 

Operazione pedagogica condotta con provocatoria ironia, lo spettacolo “Perché No- tutte le bugie del Referenzum” di e con Marco Travaglio, con la partecipazione dell’attrice Giorgia Salari, rappresentato a Chieti, presso il Teatro Auditorium Supercinema, sabato 22 ottobre 2016, ha chiarito i punti fondamentali della Riforma Costituzionale scritta e non di quella “raccontata” dalla maggior parte dei media, di fronte ad un pubblico numerosissimo ed eterogeneo, composto da persone di ogni età, animate dal comune desiderio di sapere.

Il confronto con gli articoli della Costituzione vigente, istituito da  Marco Travaglio e Giorgia Salari, rispettivamente nei panni del “direttore Travaglio” e della Ministra M. E. Boschi, ha evidenziato  le conseguenze del voto, facendo capire qualcosa di più su che cosa si voterà e quale tipo di società la Riforma prefigura.

Si ringraziano tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione della iniziativa, in particolar modo il Direttore Amministrativo del Teatro Marrucino-Deputazione Teatrale, la Segreteria Amministrativa e tutta la Deputazione Teatrale, il settore Cultura del Comune, Music & Light Service di Claudio Nacci.

Si coglie l’occasione per riportare all’attenzione dell’opinione pubblica lo stato del Supercinema, bella struttura che senza adeguate ristrutturazione e manutenzione andrà presto in rovina.

Qual è in proposito la volontà dei cittadini e dei politici? Affrontare il problema e risolverlo? O NO?

 

 


 

Referendum

Taci, il ministero degli interni ti ascolta

Referendum. Una circolare prefettizia, su sollecitazione del ministero dell'Interno, richiama in occasione del voto referendario il «divieto per le pubbliche amministrazioni di svolgere attività di comunicazione» a partire dal 28 settembre. Incluse le università. Eppure ambasciate e istituzioni hanno organizzato il tour referendario di Boschi all'estero.

Siamo venuti in possesso di una circolare prefettizia che, su sollecitazione del ministero dell’Interno, richiama in occasione del voto referendario il «divieto per le pubbliche amministrazioni di svolgere attività di comunicazione» a partire dal 28 settembre, giorno in cui sono state indette le elezioni.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Massimo Villone,  Il Manifesto.info, 22-X-2016



Riceviamo e pubblichiamo

Ricevo dal mio caro amico Carlo Bartolini una sintesi molto efficace su una affermazione di Renzi, riportata qui sotto. Vi chiedo di farla girare il più possibile.
Saluti
Pancho Pardi, ex senatore

Renzi ha detto che se vince il NO si torna indietro di 30 anni.

...Splendido!
Nel 1986...
- non esistevano i contratti cococo, progetto, jobact, da dipendente a partita iva, voucher, ...
- si andava in pensione ad una età decorosa
- c'era l'articolo 18 e le tutele per il lavoratore
- la benzina costava £1.258 tradotto in €0,65 al litro
- non c'erano suv tra le palle
- c'erano tanti concorsi per i posti pubblici
- la rai mandava in onda film in prima visione e trasmissioni senza interruzioni di pubblicità
- non c'era il ticket nella sanità pubblica
- a 25 anni ci si poteva permettere di metter su famiglia.
- i bambini giocavano per la strada.
- Berlusconi non era in politica e Renzi era il più preso per il culo dai suoi compagni alle elementari.
- non c'era la "buona scuola", ma la scuola era buona davvero.


Allora, che aspettate a votare NO!!!

Girala per salvare le future generazioni.. abbiamo poco tempo per diffonderlo...



COMITATO

SALVIAMO LA COSTITUZIONE

Aggiornarla, Applicarla, Non Demolirla

CHIETI

Nella speranza di fornire un servizio alla collettività con una informazione utile

il Comitato ricorda che

sabato 22 ottobre 2016, ore 21,00

presso il Teatro Auditorium Supercinema

via Spaventa - Chieti

sarà rappresentato lo spettacolo

Perché No-Tutte le bugie del Referenzum

di e con Marco Travaglio

con Giorgia Salari

E’ l’occasione per saperne di più su un voto fondamentale per la democrazia.

Si parla, ovviamente, della riforma Costituzionale. Un argomento tutt’altro che scontato visto che sulla tv e sulla grande stampa ha voce quasi soltanto il fronte del Sì, recentemente anche con indebite ingerenze e catastrofiche, infondate previsioni tese a “terrorizzare” gli Italiani anziché mostrar loro chiaramente che cosa  prevede la riforma e in quali punti cambierebbe, (decisamente in peggio), la Costituzione nata dalla Resistenza, che ha sino ad oggi garantito  la vita democratica dell’Italia.

Tutti dicono che bisogna discutere nel merito, ma quasi nessuno lo fa. Marco Travaglio, ad esempio, chiede invano da mesi un confronto in tv con la ministra delle Riforme Maria Elena Boschi. Ha dunque deciso di portare in scena le ragioni del No contrapposte a quelle del Sì con l’attrice Giorgia Salari nei panni della  Ministra (della quale ripeterà le frasi testuali). Così ciascuno potrà confrontarle e farsi un’idea.

Lo spettacolo di Travaglio è un efficace mix di politica e divertimento e ha il pregio, come solo il linguaggio teatrale sa fare, di raggiungere più facilmente la testa e il cuore degli spettatori, di rendere chiari contenuti che, invece, si continuano a nascondere sotto slogan sostanzialmente non veri, come la riduzione dei costi della politica.

L’appuntamento – da non perdere – ha il patrocinio del Comune di Chieti.

Il botteghino del Supercinema  sarà aperto dalle ore  19,00 di sabato 22 ottobre.

Biglietti  (prezzo unico 10,00 euro + 2,00 euro per diritti di prevendita), presso le rivendite autorizzate indicate nel sito www.ciaotickets.com e nella pagina /www.facebook.com/events/524772774388265; online su: www.ciaotickets.com

link dell’evento: http://www.ciaotickets.com/evento/marco-travaglio-chieti

Info: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; Telef. 3474521937  -  3487836919

 


COMITATO

SALVIAMO LA COSTITUZIONE

Aggiornarla, Applicarla, Non Demolirla

CHIETI


Sabato 22 ottobre 2016, ore 21.00, Supercinema

PERCHÉ NO - Tutte le bugie del Referenzum


spettacolo con Marco Travaglio e Giorgia Salari


Alla lista delle rivendite autorizzate di Chieti è stata aggiunta la Tabaccheria "Regina", in Corso Marrucino, 189 (nei pressi della Trinità). Ricordiamo che il prezzo del biglietto è di 12,00€ (10,00€ + 2,00€ di diritti di prevendita).

CHIETI – Altre rivendite autorizzate: Tabaccheria “D'Ostilio”, Piazza S. Giustino, 11, Tel. 0871 345976; Bar “D'Aragona”, via D'Aragona 16, Tel. 0871 348262; Tabaccheria "Candeloro", via Giuseppe Verdi, 45, Centro Comm. Levante, Tel. 0871 331496; Tabaccheria "Filippone", via Brigata Maiella, 54, Tel. 0871 401006; Tabaccheria "Megalotto", Località S.Filomena C/o Megalò, Tel. 0871 562683; Bar "Caffè  Ateneo", via dei Vestini, 31, (Ch.scalo), Tel. 0871 3554471; Tabaccheria "Malandra", piazzale G. Marconi,23, (Ch. scalo), Tel. 0871 564701

I biglietti possono essere acquistati anche online sul sito di Ciaotickets www.ciaotickets.com

Pagina fb della manifestazione: https://www.facebook.com/events/524772774388265/



COMITATO

SALVIAMO LA COSTITUZIONE

Aggiornarla, Applicarla, Non Demolirla

CHIETI

 

Comunicato del 12 ottobre 2016

Comitato Salviamo la Costituzione – Chieti promuove lo spettacolo “Perché No”

Iniziative in piazza per Travaglio e per il No al referendum

Saremo chiamati a decidere sulla Costituzione: fondamentale essere informati!

Info: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

https://www.facebook.com/events/ 524772774388265

Telef. 3474521937; 3487836919


Nei prossimi giorni in alcune delle principali città abruzzesi saranno promosse iniziative volte a propagandare lo spettacolo teatrale “Perché No – Tutte le bugie del Referenzum”, di e con Marco Travaglio, in programma sabato 22 prossimo a Chieti e per promuovere il “No” al referendum del 4 dicembre prossimo.

Il Comitato di Chieti “SALVIAMO LA COSTITUZIONE, Aggiornarla, Applicarla, Non Demolirla” accentua il proprio impegno con l’approssimarsi delle due scadenze, l’imminente spettacolo e l’ormai prossima consultazione referendaria. “Percorriamo – spiega Tommaso Palermo, coordinatore del Comitato –anche la strada di uno spettacolo teatrale che, con il  suo linguaggio, raggiunge più facilmente la testa e il cuore degli spettatori con lo scopo di informare e sensibilizzare sui contenuti delle modifiche costituzionali e sui danni che, in caso di vittoria del sì, si avrebbero per la democrazia in Italia. Lo spettacolo di Travaglio è un efficace mix di politica e divertimento e ha il pregio di rendere chiare cose che invece si continuano a nascondere sotto slogan che sostanzialmente non dicono il vero, come la riduzione dei costi della politica”.

L’appuntamento teatrale sarà uno di quelli caratterizzanti della campagna del Comitato: sul palco Marco Travaglio si confronterà in forma indiretta con il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi (che ha sempre rifiutato un confronto in tv), rappresentata dall’attrice Giorgia Salari. Giorgia ripeterà frasi testuali del ministro: in questo modo ogni spettatore potrà ascoltare le ragioni del No contrapposte a quelle del Sì e farsi un’idea sapendone sicuramente un po’ di più.

Lo spettacolo, in programma sabato 22 ottobre prossimo, alle ore 21:00, a Chieti, presso il Teatro Auditorium Supercinema, in via Spaventa 4, ha il patrocinio del Comune.

Prezzo unico 10,00 euro (+ 2,00 euro per diritti di prevendita). I biglietti sono disponibili nelle rivendite del circuito ciaotickets, elencate nel sito, nella pagina fb dell'evento Perché No, www.facebook.com/events/524772774388265. Si possono anche comprare online su: www.ciaotickets.com. Link dell’evento: http://www.ciaotickets.com/node/66514

“Ci saranno altri incontri – aggiunge Tommaso Palermo – ma certamente questo è uno dei più importanti. Converrà essere presenti, per saperne di più. Nessun cittadino dovrebbe recarsi alle urne con le sole disinformazioni a slogan che vengono costantemente rilanciate. Saremo chiamati a decidere il futuro del Paese cambiando una Costituzione nata dalla Resistenza e che ha sino a oggi garantito oltre 70 anni di vita democratica. Non possiamo decidere senza avere ogni possibile informazione a disposizione. E l’incontro con Travaglio rappresenta in questo senso una tappa fondamentale”.

 


Secondo discorso sulla verità del referendum

Il vero quesito: approvate il superamentodella democrazia parlamentare?

Intervento di Raniero La Valle al meeting “Loppiano-Lab” del Movimento dei Focolari a Loppiano (Firenze) il 30 settembre 2016.

Cari Amici,
poiché parlo a una grande riunione di persone la cui motivazione più profonda è che “l’uomo non vive di solo pane”, sento prima di tutto il bisogno di dirvi la ragione per la quale a 85 anni corro l’Italia per sostenere il NO al referendum, quando i giovani di oggi sono disperati per tanti altri motivi.
La ragione principale è una ragione di verità. Nell’ appello con cui i “Cattolici del No” hanno spiegato ai cittadini perché si oppongono a questa riforma, hanno detto di farlo per una questione di giustizia e una questione di verità. In effetti l’Italia ha oggi un grosso problema, di sapere la verità del referendum, non perché qualcuno dica la “sua” verità sul referendum, ma per capire che cosa il referendum dice di sé, che cosa rivela del dramma politico che oggi stiamo vivendo in questo Paese e nel mondo.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Raniero La Valle

 


Intorno al voto referendario crescono non gli argomenti, ma il rumore.

Ora, per la riforma dell’Italicum: si modifica, e come? C’è una proposta Pd, e quale? Ma alla fine Renzi che vuole davvero?

Il cardine del sistema elettorale nel Renzi-pensiero è dato dal primo turno con soglia seguito da un ballottaggio senza soglia, con 340 seggi garantiti da un mega-premio di maggioranza. Solo questo può dare in un sistema ormai tripolare i numeri parlamentari truccati che realizzano il mantra renziano di sapere chi governa la sera del voto. Tutto il resto è contorno, dal premio alle coalizioni alla preferenza per i capilista.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Massimo Villone , Il Manifesto, 5-X-2016



In difesa del liceo classico, scuola modello per l’occidente

Il liceo classico è sotto accusa, anzi, sotto assedio. Il problema è squisitamente italiano, e non solo perché una scuola del genere è tutta italiana. Gli attacchi al liceo classico, infatti, non vanno presi – se non come concomitanza storica – per parte della diffusa crisi delle humanities che caratterizza le accademie anglo-americane; e non solo quelle. In India, per citare una grande democrazia, il sapere umanistico è stato smantellato. Lì trionfa la matematica. Ecco una delle ragioni per cui i migliori matematici sono indiani. Non parliamo della Cina. 

(continua nella sezione Rassegna stampa) Nicola Gardini , 28 -VIII- 2016



Gustavo Zagrebelsky: "Con Matteo Renzi confronto inutile, siamo due mondi diversi"

Il confronto di venerdì sera su La7 "non è servito a nulla". Così Gustavo Zagrebelsky, in una intervista a La Stampa, all'indomani del dibattito a La7 con il premier Matteo Renzi.

"Dal dibatto è emersa in maniera chiara non la diversità di idee - spiega il costituzionalista - ma la distanza culturale che ci fa guardare gli stessi problemi da angolazioni diverse. Due mondi diversi che non si sono incontrati. Questo credo che la gente lo abbia capito".

(continua nella sezione Rassegna stampa) La Stampa, 2-X-2016



COMITATO

SALVIAMO LA COSTITUZIONE

Aggiornarla, Applicarla, Non Demolirla

CHIETI


Comunicato del 19 settembre 2016

Riparte la campagna referendaria del Comitato Salviamo la Costituzione Chieti

Il 22 ottobre “Perché No” di e con Marco Travaglio al Supercinema

Una occasione per saperne di più su un voto fondamentale per la democrazia


Uno spettacolo teatrale per far riflettere e per avviare una discussione che continua assurdamente a mancare: questa la strada che il Comitato di Chieti “SALVIAMO LA COSTITUZIONE, Aggiornarla, Applicarla, Non Demolirla” ha scelto per rilanciare la propria partecipazione alla campagna referendaria del prossimo autunno. Una posizione chiara, quella del Comitato, coordinato dal prof. Tommaso Palermo, evidente sin dalla scelta della rappresentazione proposta: “Perché No – Tutte le bugie del Referenzum”, di e con Marco Travaglio.

Si parla, ovviamente, della riforma Costituzionale. Un argomento tutt’altro che scontato visto che sulla tv e sulla grande stampa ha voce quasi soltanto il fronte del Sì, recentemente anche con indebite ingerenze e catastrofiche, infondate previsioni tese a terrorizzare gli Italiani anziché mostrar loro chiaramente che cosa prevede la riforma e in quali punti cambierebbe, (decisamente in peggio), la Costituzione nata dalla Resistenza.

Tutti dicono che bisogna discutere nel merito, ma quasi nessuno lo fa. Marco Travaglio, ad esempio, chiede invano da mesi un confronto in tv con la ministra delle Riforme Maria Elena Boschi. Ha dunque deciso di portare in scena le ragioni del No contrapposte a quelle del Sì con l’attrice Giorgia Salari nei panni di M. E. Boschi (della quale ripeterà le frasi testuali). Così ciascuno potrà confrontarle e farsi un’idea per saperne di più.

L’appuntamento – da non perdere – è per sabato 22 ottobre prossimo, alle ore 21:00, a Chieti, presso il Teatro Auditorium Supercinema, in via Spaventa 4. Prezzo unico 10,00 euro (+ 2,00 euro per diritti di prevendita).

I biglietti sono disponibili nel circuito ciaotickets. Biglietti online su: www.ciaotikets.com; link dell’evento: http://www.ciaotickets.com/node/66514 oppure recandosi in una delle rivendite autorizzate.

“Il voto referendario – commenta il coordinatore del Comitato Tommaso Palermo – è di fondamentale importanza per il futuro del Paese. Comunque la si voglia pensare, è un fatto che la riforma proposta da Renzi e Boschi stravolge l’impianto di una Costituzione che ha sino a oggi garantito oltre 70 anni di vita democratica. Andare al voto con le sole disinformazioni a slogan, che vengono lanciate dai fautori del sì, è inaccettabile. Per questo occorre uno sforzo collettivo per garantire ai cittadini in primo luogo il diritto di essere informati. Lo spettacolo di Marco Travaglio è una tappa importante in questo processo di informazione e di confronto”.

Info: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

https://www.facebook.com/events/524772774388265

Telef. 3474521937; 3487836919



Rispettare la legge conviene?

Relazione di Angelo Bozza

magistrato, presidente del Tribunale di Pescara

CONVEGNO Soroptimist International

Club di Chieti

Club di Pescara

“Viaggio intorno alla Legalità”

Il titolo, sono convinto, ai più (ed anche a me stesso che lo ho proposto) può apparire provocatorio, non tanto perché sembra mettere in dubbio l’ovvia se non scontata risposta positiva, quanto perché significa voler negare che nei molti esempi che possono affollare la mente di un cittadino del bel paese più d’uno è di almeno apparente segno opposto al politicamente corretto.

Si pensi al caso classico dell’evasione delle tasse per cui l’evasore è ritenuto per lo più un furbo e non certo un mascalzone o anche semplicemente a colui che getta un mozzicone di sigaretta per terra (oggi comportamento oggetto di sanzione amministrativa) che genera di regola implicita adesione nel passante fumatore (anche lui avrebbe fatto lo stesso) e sostanziale disinteresse negli stessi preposti tutori dell’ordine cittadino e non certo, quanto meno, l’invito a raccogliere quanto abbandonato in area pubblica (tra l’altro, non tutti sanno che un mozzicone di sigaretta con filtro impiega circa 5/12 anni per decomporsi ed una gomma da masticare, anch’essa tipico oggetto di abbandono per strada da parte del suo utilizzatore, 5 anni).

(continua nella sezione Rassegna stampa)



Prevendite biglietti

Spettacolo


Perché No

Tutte le bugie del Referenzum

di e con Marco Travaglio


Sabato 22 ottobre2016,ore 21,00

Teatro Auditorium Supercinema

Via Spaventa,4, Chieti

Info: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

telef. 3474521937; 3487836919

https://www.facebook.com/events/524772774388265/

I biglietti (Costo euro 10.00 + euro 2,00 di prevendita) possono essere acquistati on-line sul sito di Ciaotickets (http://www.ciaotickets.com/node/66514…) oppure recandosi in una delle rivendite autorizzate.

 

Nella sezione Rassegna stampa è presente l'elenco delle rivendite del Circuito ciaotickets delle province di Chieti e Pescara (www.ciaotickets.com)



COMITATO

SALVIAMO LA COSTITUZIONE

Aggiornarla, Applicarla, Non Demolirla


Sabato 22 ottobre 2016, ore 21,00

Teatro Auditorium Supercinema, via Spaventa, 4, Chieti


Perché No

Tutte le bugie del Referenzum

di e con Marco Travaglio


La Riforma Costituzionale. Sulla tv e sulla grande stampa parla quasi soltanto il fronte del Sì . Tutti dicono che bisogna discutere nel merito, ma quasi nessuno lo fa. Marco Travaglio chiede da mesi un confronto in tv con la ministra Maria Elena Boschi: invano. Dunque ha deciso di portare in scena le ragioni del No contrapposte a quelle del Sì con l’attrice Giorgia Salari nei panni della Boschi (con le frasi testuali della ministra delle Riforme). Così ciascuno potrà confrontarle e farsi un’idea per saperne di più.



 

Riforme 1)

Marchionne vota Sì e ci aiuta a capire

Non poteva mancare la voce grossa del padrone che getta il suo pesante pullover blu sulla bilancia del referendum. «Marchionne è per il sì, personalmente» dice, parlando di sé, il manager di Detroit. Le truppe schierate per il governo sono molteplici, e impressionano per la loro potenza di fuoco: influenti giornali economici internazionali, grandi banchieri, spericolati finanzieri, Confindustria, cooperative arcobaleno. I poteri forti sono tutti in riga al presentat arm, altro che rottamazione strappata da un manipolo di ragazzi incontaminati.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Michele Prospero, Il Manifesto 30-VIII-2016



Referendum 2)


Il premier fa dietrofront. Vittime tra i tifosi


«Come si fa a immaginare che un governo, una maggioranza e un presidente del Consiglio che hanno fatto delle riforme il loro programma possano sopravvivere alla clamorosa sconfessione che sarebbe la vittoria del no sulla madre di tutte le riforme?». Anche gli ammiratori hanno i loro rischi del mestiere. Può succedere che l’oggetto del loro amore, amore politico in questo caso, sterzi bruscamente e improvvisamente, mandandoli fuori strada. Sul referendum costituzionale Matteo Renzi ha sterzato, altroché.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Andrea Fabozzi, www.lombardia.anpi.it, pubblicato sul quotidiano Il Manifesto del 30-VIII-2016



Il burquini

La questione del velo e del cosiddetto burquini, indossato dalle donne islamiche sulle nostre spiagge, è una questione non difficile, ma difficilissima che non puo’ essere affrontata con schemi interpretativi rigidi e che non ha approdi certi. Coinvolge, infatti, i temi del multiculturalismo nelle società occidentali a seguito della globalizzazione e delle migrazioni, della laicità dello Stato, dei diritti degli individui, della libertà di scelta, della libertà religiosa. Ma uno tra tutti è il tema che, a mio avviso, prevale su quelli indicati e che viene troppo spesso lasciato sullo sfondo pur costituendone la struttura: lo scontro delle società patriarcali, occidentali ed orientali, sul corpo delle donne strumentalizzandolo a propri fini.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Paola Di Nicola, giudice Tribunale di Roma



Esercizio di retorica, non di memoria

La parata. Se Merkel, Hollande e Renzi rileggessero quel testo, scritto da Spinelli nel ’41, con l’auspicio della fine delle guerre...

Il pasticcio in cui sono rimasti impigliati i poveri turisti di Ventotene in questo scorcio ferragostano (collegamenti sospesi, file per i controlli, divieto di navigazione attorno all’isola ); nonchè le difficoltà che hanno dovuto affrontare gli altrettanto poveri addetti alla sicurezza, alle prese con una popolazione locale infinitamente più abbondante di quella normale (sicché hanno dovuto rinchiudere il vertice in una corazzata), c’è da ritenere che Renzi avesse proprio grande urgenza di invitare lì Merkel e Hollande, vale a dire che non avesse davvero potuto aspettare nemmeno una settimana quando nell’isola tutto sarebbe stato più facile.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Luciana Castellina, Il Manifesto, 23-VIII-2016



Perché è importante far conoscere Marcinelle ai ragazzi di oggi

L’8 agosto 1956 in quella miniera belga morirono 262 giovani di 12 nazionalità, 136 erano italiani. Una tragedia europea anche perché il carbone serviva a risollevare le sorti del nostro Paese e del Continente. Chi ignora questa storia non capirà i migranti.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Paolo di Stefano, Il Corriere della Sera, 8-VIII-2016

 


Quei notabili locali tra soldi e potere

La crisi sistemica di molti istituti di credito non è solo un fatto economico, ma pure un capitolo di storia sociale del Paese: una radiografia spietata che svela il lato oscuro delle classi dirigenti sul territorio, il sogno di dominio delle oligarchie più periferiche

La crisi del nostro sistema bancario non è solo un fatto economico, è anche un capitolo di storia sociale del Paese. Parlo in riferimento ai tanti istituti medi e piccoli — ma pure a una banca come il Monte dei Paschi, ad esempio — la cui crisi costituisce una radiografia spietata del potere locale italiano. Essa ci racconta infatti nel modo più crudo che cosa sono e come si comportano le oligarchie che dominano nella periferia italiana e che attraverso i loro esponenti troviamo ogni volta alla testa degli istituti in bancarotta. Svelandoci che cosa realmente è l’Italia dei tanto esaltati «territori». Carige, Banca Etruria, Banca Marche, Popolare di Vicenza, Veneto Banca, CariFerrara, CariChieti, Monte Paschi: c’è dentro mezza Penisola: anzi tutta quanta se si considera la lunga lista di banche minori (quasi tutte di credito cooperativo) che la Banca d’Italia ha commissariato nei mesi scorsi e che vede una massiccia presenza di banche del Mezzogiorno. Causa e modalità dello sconquasso sono più o meno sempre le medesime. La storia è sempre la medesima.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Ernesto Galli della Loggia, Il Corriere della Sera, 6-VIII-2016



ANCHE NEL PD CRESCE IL NO

 

 

NOI PARLAMENTARI PD PER IL NO AL REFERENDUM

 

I firmatari di questo documento sono parlamentari del PD che voteranno no al prossimo referendum costituzionale. Con la consapevolezza che la propria è posizione in dissenso da quella deliberata dal PD, ma nella convinzione che essa possa essere da noi assunta grazie al carattere liberale dello statuto del partito, il quale mette in conto che non si dia un vincolo disciplinare quando sono in gioco principi e impianto costituzionale. Una posizione, la nostra, che confidiamo possa essere doppiamente utile.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Paolo Corsini, Nerina Dirindin, Luigi Manconi, Claudio Micheloni, Massimo Mucchetti, Lucrezia Ricchiutti, Walter Tocci, Luisa Bossa, Angelo Capodicasa, Franco Monaco



"Io magistrato, le banche e i mutui concessi ai criminali"

 

Nelle indagini sui patrimoni mafiosi, sempre ambiguo il ruolo degli Istituti di Credito, grandi e piccoli

Caro direttore,

l'opinione pubblica sembra stanca di interventi in favore delle banche e ci chiediamo perché. La deflagrazione che il fallimento di una banca, magari dell'importanza di Mps, creerebbe nel tessuto economico costringe lo Stato ad un intervento. Ma quale? Faccio il magistrato al Tribunale di Roma e ho dedicato gli ultimi tre anni della mia vita professionale alle misure di prevenzione patrimoniali: sequestro e confisca di patrimoni mafiosi o costruiti illecitamente, un'attività svolta mettendo sotto la lente di ingrandimento gli ultimi venti o trent'anni di vita imprenditoriale, economica, lecita e illecita di malavitosi, corrotti e criminali. Patrimoni di decine o centinaia di milioni di euro accumulati illecitamente.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Marco Patarnello, La Repubblica, 5-VIII-2016



Il grande bluff con il trucco

Jobs Act. Tra gli 8 e i 10 miliardi truffati con il beneplacito dell’Inps

È ormai possibile tirare le somme dell’operazione Jobs Act e incrementi occupazionali che è stata, nell’ultimo biennio il cuore politico e pubblicitario del governo di Matteo Renzi.

Che il Jobs Act in sé considerato consiste solo in una sistematica distruzione dei diritti che assicuravano dignità ai lavoratori italiani, è ormai chiaro a tutti perché, con la pratica abolizione dell’art. 18 dello Statuto, i lavoratori sono ormai privi di difesa contro ogni tipo di sopraffazione.

Ci si è chiesti però se questa umiliazione avesse – come e sempre ha sostenuto il patronato – il pur discutibile vantaggio di una maggiore occupabilità, ossia di una maggior propensione dei datori di lavoro ad assumere lavoratori perché ormai resi malleabili.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Piergiovanni Alleva, il Manifesto , 2-VIII-2016



Brutali e globali: le nuove armi del terrorismo

Aveva preparato tutto nei dettagli. Chiuso il conto in banca. Venduto l’automobile. Evitato qualunque contatto con l’organizzazione. Niente riunioni sospette. Niente preghiere. Si era procurato l’arma fatale senza che nessuno potesse sospettare l’uso che intendeva farne. L’aveva messa in un luogo sicuro. Aveva aspettato e aspettato. Giunta la data stabilita, ha fatto una prova. È passato e ripassato lungo il futuro itinerario di sangue. Ha studiato gli ostacoli. Ha immaginato il modo di superarli. Arrivato il momento, ha messo in moto il camion della morte.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Ignacio Ramonet, Il Manifesto, 23-VIII-2016



Mozione dell’assemblea dei comitati per il no


Mozione approvata alla Assemblea dei Comitati del 16.7.2016

Durante questo inizio della campagna referendaria sulla modifica costituzionale le emittenti radiotelevisive, e in particolare la Rai, hanno dato una rappresentazione del tutto distorta dei soggetti in causa.
La quasi totalità del tempo è stata dedicata ai sostenitori del Sì, su tutti il governo. Ai sostenitori del No è stato concesso un tempo limitatissimo. Non solo: il fronte del No viene costantemente individuato solo nella destra e nella sinistra parlamentare, mentre su tutte le multiformi forze della cittadinanza attiva vige il silenzio assoluto.
Perciò al fine di attirare l’attenzione del Presidente della Repubblica su questa grave distorsione esercitata dalle reti radiotelevisive, l’Assemblea nazionale dei comitati locali per il No, riunita a Roma il 16.7.2016, conferma la necessità della lettera aperta al Capo dello Stato, già decisa in data 8 luglio 2016, e decide di chiedere al Presidente della Repubblica un incontro al Quirinale con una delegazione formale del Comitato nazionale per il No, al fine di esporre l’esigenza di garantire, in tutte le sedi istituzionali e di comunicazione pubblica, le condizioni per un corretto e informato confronto sul tema della modifica costituzionale.



24° anniversario della strage di via d’Amelio

Il 19 luglio 1992

l’esplosione di una 126 imbottita di tritolo uccise il magistrato Paolo Borsellino e gli agenti di scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Eddie Walter Cosina e Claudio Traina

Paolo Borsellino, “Verità non vendetta. Via d’Amelio 24 anni dopo, le risposte che mancano”

In occasione del 24° anniversario della strage di via d’Amelio, l’Associazione Culturale Falcone e Borsellino e l’Associazione ContrariaMente-Rete Universitaria Mediterranea hanno organizzato a Palermo la conferenza “Verità, non vendetta. Via d’Amelio 24 anni dopo, le risposte che mancano”. A tanti anni di distanza sono davvero molteplici gli interrogativi che restano su quanto avvenuto in quel. I processi di Palermo e Caltanissetta, in questi anni hanno contribuito a far emergere contorni sempre più evidenti di un accordo, stretto tra Cosa nostra e altri poteri in nome dei medesimi interessi. Anche di questo si parlerà durante il dibattito in cui interverranno in qualità di relatori Salvatore Borsellino, fondatore del movimento Agende Rosse e fratello di Paolo; Giuseppe Lombardo, pm di Reggio Calabria; Antonio Ingroia, ex pm e avvocato; i giornalisti e scrittori Giuseppe Lo Bianco e Stefania Limiti; Giorgio Bongiovanni, direttore della rivista Antimafia Duemila. Modera l’incontro Lorenzo Baldo, vicedirettore di Antimafia Duemila. Durante il dibattito verrà proiettato un estratto del docu-film “A Very Sicilian Justice”.

Il Fatto Quotidiano, 18-VII-2016



Chi c’è dietro il «golpe fasullo» in Turchia, e che cosa succede ora

 

Che cosa si nasconde dietro a un «golpe» durato appena quattro ore. Il ruolo dei vertici militari, quello del nuovo capo del governo, quello di Gulen. E chi ha da guadagnare da quanto accaduto. Le domande e le risposte dell’editorialista del «Corriere», Antonio Ferrari.

(continua nella sezione Rassegna stampa) il Corriere della sera, 16-VII-2016



Gli apocalittici del Sì

 

Referendum costituzionale. Se vince il No nessun diluvio: il Quirinale cercherà un nuovo governo. E le camere una nuova legge elettorale.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Gaetano Azzariti, Il Manifesto, 12-VII-2016



Non sono modifiche, è un’altra Costituzione

La legge di revisione costituzionale Renzi-Boschi investe l’intera seconda parte della Costituzione: ben 47 articoli su un totale di 139. Non è quindi, propriamente, una “revisione”, ma un’altra costituzione, diversa da quella del 1948. Di qui il suo primo, radicale aspetto di illegittimità: l’indebita trasformazione del potere di revisione costituzionale previsto dall’articolo 138, che è un potere costituito, in un potere costituente non previsto dalla nostra Costituzione e perciò anticostituzionale ed eversivo.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Luigi Ferrajoli, Left



Europa, processo destituente

Brexit. Abbiamo superato una soglia nel processo di disgregazione della costruzione europea non a causa del voto britannico, ma perché esso rivela tendenze alla polarizzazione dell’insieme dell’Europa, rivela la sua crisi politica, che è anche morale.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Etienne Balibar, Il Manifesto 28-VI-2016



L’irragionevole ragionevolezza sulla Torino-Lione

Infrastrutture. Il ridimensionamento della grande opera era previsto da anni. Non è un improvviso «Nì Tav» ma la prima ammissione ufficiale della grande truffa perpetrata nei tunnel sotto le Alpi.

Il cantiere di Chiomonte in Val Susa

Commentando una dichiarazione del ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, il manifesto di domenica titola con qualche ottimismo e buona evidenza: «Torino-Lione, il governo diventa Nì Tav».

È proprio così o si tratta dell’ennesima bufala di un governo che privilegia, ancora una volta, la narrazione sulla realtà? Purtroppo la risposta è univocamente la seconda.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Livio Pepino, Il Manifesto, 5-VII-2016