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Ultimo aggiornamento Mercoledì 01 Luglio 2020 20:28 Scritto da Administrator Sabato 22 Febbraio 2020 10:09

 

 


Nuovo indirizzo della pagina FACEBOOK dell'Associazione CHIETI NUOVA 3 FEBBRAIO

 


www.facebook.com/chietinuova3febbraio


 


 

2 febbraio 1993 - 3 febbraio 2015


Per superare, senza dimenticare, le ragioni che hanno portato ai gravi fatti del 2 febbraio 1993



La democrazia si difende con la democrazia

Loris Campetti


Il Manifesto, 19-X-2011

 


Soltanto la giustizia e la cultura potranno salvare l'Italia e gli Italiani

Enrico Di Nicola

 

www.uominicontro.it



2 giugno 1946 – 2 giugno 2020

Viva la Repubblica – Viva la Costituzione, nate dall’Antifascismo e dalla Resistenza




Domenica 28 giugno 2020, ore 19.00

Chiostro del Palazzo San Domenico (MuMi) – Francavilla a mare


il Collettivo "Tante da raccontare-donne che ce la stanno mettendo tutta", in collaborazione con la Biblioteca comunale, grazie all'organizzazione del Comune di  Francavilla al Mare, nell’ambito del progetto “Storie di donne  che ce la stanno mettendo tutta…ancora”, presenta l'opuscolo

DAI donne abruzzesi illustri

Sarà con noi la giornalista Maria Rosaria La Morgia.

Presentazione  di Assunta Grazioso, coordinatrice del Collettivo
e  di Mariachiara Arbolino, ricercatrice e bibliotecaria.

Intervento di Francesca Buttari, vice Sindaca di Francavilla a mare
e assessora alle Politiche sociali e alla istruzione.


In considerazione del ridotto numero di posti, dovuto al rispetto delle norme di distanziamento, la prenotazione è obbligatoria, contattando, fino ad esaurimento posti, il 3288228089.



Appello sul Referendum

Referendum costituzionale: No alla grande menzogna

Per adesioni inviare una mail a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Il 20 e 21settembre saremo chiamati a votare sul referendum costituzionale sul taglio del Parlamento, meno 36,5%, riducendo da 630 a 400 il numero dei deputati e da 315 a 200 quello dei senatori.
Il progetto politico che ha portato al taglio della rappresentanza parlamentare senza ascoltare alternative e critiche è rapidamente invecchiato, esso si risolve in un attacco al ruolo della rappresentanza parlamentare proprio quando ne andrebbe rilanciato il ruolo di rappresentanza e unificazione dell’Italia.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Pubblicato sul quotidiano Il Manifesto, 24-VI-2020



Luca Ricolfi: "Stiamo riaccendendo l'epidemia per salvare il turismo"

Professor Ricolfi, l’ultimo post che ha pubblicato sul sito della Fondazione Hume - di cui è Presidente e Responsabile scientifico - è abbastanza preoccupante. Sulla base dell’analisi dei dati della Protezione Civile, vien fuori che ci sono ben 15 province in cui ci sono segnali di ripresa dell’epidemia. In altre 7 la curva dei contagi fa fatica a convergere a zero. Cosa sta succedendo?

(continua nella sezione Rassegna stampa) Huffpost, G. Del Vecchio, 21-VI-2020



Fascismo, quello «storico» e le sue «forme» nel nostro presente

Certo il «fascismo storico» è davvero morto, ma il «neofascismo» è ben vivo e lotta contro di noi, e alcuni degli obbiettivi impliciti della sua lotta hanno a che vedere non con il presente immediato, ma con un «lungo presente».

(continua nella sezione Rassegna stampa) Paolo Favilli, Il Manifesto, 20-VI-2020



Pubblichiamo i due interventi conclusivi
della XX Edizione del progetto

Il Calendario della Repubblica
Il Dovere della Memoria

"La nostra storia - Questioni di genere dalla Costituzione alla vita quotidiana - Principi, Cultura, Meccanismi Occupazionali, Sistemi Economici"

a cura  dell'associazione Chieti nuova 3 febbraio
in collaborazione con l'associazione "UniTre - Chieti", le Scuole Superiori di Chieti Istituto Tecnico "Ferdinando Galiani - Romualdo de Sterlich", Liceo Scientifico " Filippo Masci", Istituto di Istruzione Superiore "Luigi di Savoia", Istituto di Istruzione Superiore "Umberto Pomilio”

1)  21maggio 2020, ore 10.00

Intervento di Roberto Leombroni - Questioni di genere

link https://youtu.be/P0CGdNexn54

 

2) 22maggio 2020, ore 10.00

Intervento di Assunta Grazioso del collettivo " Tante da raccontare - Donne che ce la stanno mettendo tutta"

link https://www.youtube.com/watch?v=ouvIvv65pQk

 

(continua nella sezione Riceviamo e pubblichiamo)



Perché l’Italia non si è mai liberata davvero del fascismo

The Vision

Podhum è una piccola località croata, 8 km a nord di Fiume. Intorno alle 7 del mattino del 12 luglio 1942 truppe regolari dell’esercito italiano entrarono nel villaggio, accompagnate dai Carabinieri e dalla milizia fascista. Avevano l’ordine di giustiziare tutti gli uomini tra i 16 e i 60 anni, e lo eseguirono con fucilazioni di gruppo.

(continua nella sezione Rassegna stampa)



La grande bruttezza

L’Italia che a villa Pamphilj esibisce la grande bellezza romana dello scultore e architetto Algardi, soffre di una grande bruttezza perché è paese malato soprattutto di diseguaglianza. Tra Nord e Sud, tra uomini e donne, tra giovani e vecchi e, naturalmente tra ricchi e poveri.
Come su queste pagine ha scritto Pierluigi Ciocca, 4,4 milioni di imprese possiedono un patrimonio netto di circa 10 trilioni di euro: quattro volte il debito pubblico. Eppure tra le forze che più apertamente si contrappongono al governo spicca proprio Confindustria chiedendo più soldi pubblici anziché investire l’immenso patrimonio per costruire nuovo lavoro.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Norma Rangeri, Il Manifesto,13-VI-2020



Senza scuola non c’è politica, non c’è giustizia

L’anno scolastico è finito quando è iniziato il lockdown. Non prendiamoci in giro, non raccontiamoci storielle edificanti. L’anno scolastico è finito il 5 marzo 2020, malgrado l’attivazione della Didattica a Distanza.
Cosa mi hanno tolto quando mi hanno tolto la scuola? Semplice: mi hanno tolto la vita, o meglio, l’ossigeno. Non mi interessa vincere il premio professoressa dell’anno, non è di retorica che voglio scrivere: ma è innegabile che io abbia scelto l’insegnamento perché, più che insegnanti, ho avuto maestri di vita che mi hanno disegnato davanti agli occhi un orizzonte emotivo secondo cui chi sta dietro una cattedra – o, per quanto mi riguarda, in mezzo agli studenti – ha una missione.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Gaja Lombardi Cenciarelli, Il Manifesto, 13-VI-2020



Il piano Colao e le politiche governative

Quando il premier Conte scelse Vittorio Colao per guidare la cosiddetta “task force” con l’obbiettivo di elaborare il piano di rilancio economico e sociale di fronte alla gravissimi conseguenze prodotte dalla pandemia, bastò leggere le poche note biografiche del personaggio per capire cosa ci aspettasse.
Ex ad di Vodafone, dove per sua stessa ammissione aveva guadagnato la modica cifra di 17 milioni di euro, con precedenti esperienze ad alti livelli presso Morgan Stanley e Mckinsey & Company. Insomma un cavallo di razza del capitalismo di questi anni. Per questo c’è poco da sorprendersi nel leggere il documento che la squadra di “esperti”, guidata dal manager lombardo, ha prodotto attraverso un documento di 121 schede, “Iniziative per il rilancio” Italia 2020-2022. L’impianto generale del testo è di robusta impostazione liberista, in linea con la logica aziendalista affermatesi in questi decenni, con una “spruzzata” di verde e un po’ di sociale alla fine. Già dal primo punto dove si prevede l’esclusione della responsabilità penale per le imprese di fronte al contagio Covid-19, troviamo delle misure estremamente emblematiche. Dalle defiscalizzazioni alle facilitazioni per l’aumento di capitale, fino alla centralità di rapporti di lavoro precari e “a tempo determinato”.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Sergio Sinigaglia, Global project, 11-VI-2020



Se le imprese comprano banche invece di fabbriche, la partita è persa

Pandemonio. Gli imprenditori hanno patrimoni privati di migliaia di miliardi. Devono essi per primi ricapitalizzare le aziende. Lo Stato può contribuire in seconda battuta
La crisi economica è di tipo nuovo. Idee chiarissime si può solo fingere di averle! I vecchi parametri econometrici saltano. Sta scendendo la stessa propensione al consumo, sembra. E vi sono più motivi di riflessione.
Cadono sia la domanda sia l’offerta. Non si sa quale cade di più. L’incertezza impedisce di investire là dove i prezzi relativi salgono e di disinvestire là dove essi flettono (durevolmente?).

(continua nella sezione Rassegna stampa) Pierluigi Ciocca, Il Manifesto, 10-VI-2020



9 giugno 1944: liberazione di Chieti dall’occupazione dei Tedeschi

(www.chietinuova3febbraio.it, Filippo Paziente, “Fu la Nembo a liberare Chieti?”)

 


Quirinale. Mattarella per il 2 giugno: fiero dell'Italia nel Covid, serve unità morale

 

"Il 2 giugno si celebra l'anniversario della nascita della nostra Repubblica. Lo faremo in una atmosfera in cui proviamo nello stesso tempo sentimenti di incertezza e motivi di speranza"
Le sofferenze di questi mesi "non vanno brandite gli uni contro gli altri". Sergio Mattarella celebra la Festa della Repubblica in uno dei momenti più duri per l'Italia e invita ancora una volta la politica a unirsi per superare questa fase drammatica. Chiede a tutte le istituzioni di mostrarsi all'altezza, loda i milioni di italiani che hanno lavorato e rispettato le regole ma alza la voce contro le strumentalizzazioni, tanto più odiose se fatte sul dolore e sui lutti provocati dal coronavirus.

(continua nella sezione Rassegna stampa) dal quotidiano L’Avvenire - lunedì 1 giugno 2020



Fondazione Falcone

23 Maggio 1992: LA STRAGE DI CAPACI

Il 23 Maggio 1992, Giovanni e la moglie Francesca, di ritorno da Roma, atterrano a Palermo con un jet del Sisde, un aereo dei servizi segreti partito dall’aeroporto romano di Ciampino alle ore 16,40.
Tre auto,  una Croma marrone, una bianca e una azzurra li aspettano. È la scorta di Giovanni, la squadra affiatatissima che ha il compito di sorvegliarlo dopo il fallito attentato del 1989 dell’Addaura. Ma poco dopo aver imboccato l’autostrada che congiunge l’aeroporto alla città, all’altezza dello svincolo di Capaci, una terrificante esplosione (500 kg di tritolo) disintegra il corteo di auto e uccide GIOVANNI FALCONE, la moglie FRANCESCA MORVILLO, gli agenti della scorta, ROCCO DICILLOANTONIO MONTINAROVITO SCHIFANI.
La fine di Giovanni Falcone potrebbe essere letta come una sconfitta dei giusti e dello Stato, come la fine di una speranza, ma in realtà la sua morte ha rappresentato l’inizio di una vera rinascita della società civile, che ha spinto le istituzioni statali a sferrare nei confronti della mafia un attacco tale da ridurre quasi al tappeto Cosa nostra. Tutti i più grandi latitanti, tranne Matteo Messina Denaro, sono in prigione e l’azione della magistratura e delle forze dell’ordine non conosce soste. È importante, però, che l’azione non si fermi. Qualsiasi indecisione o allentamento della tensione giova a Cosa nostra. Per questo è fondamentale l’impegno delle istituzioni e, soprattutto, la vigilanza della società civile. Spetta a tutti noi, ai giovani, che saranno i  protagonisti del domani, mantenere alto l’esempio lasciato da Giovanni Falcone e fare propria la lezione di legalità, di professionalità e di amore per lo Stato che il magistrato ci ha lasciato.
…Giovanni Falcone è stato un magistrato italiano che ha dedicato la sua vita alla lotta contro la mafia senza mai retrocedere di fronte ai gravi rischi a cui si esponeva con la sua innovativa attività investigativa, mosso da uno straordinario spirito di servizio verso lo Stato e le sue istituzioni. È stato tra i primi a identificare Cosa Nostra in un’organizzazione parallela allo Stato, unitaria e verticistica in un’epoca in cui si negava generalmente l’esistenza della mafia e se ne confondevano i crimini con scontri fra bande di delinquenti comuni. La sua tesi è stata in seguito confermata dalle dichiarazioni rilasciate nel maxiprocesso dal primo importante pentito di mafia, Tommaso Buscetta, e, negli anni seguenti, da altri rilevanti collaboratori di giustizia.
Grazie al suo innovativo metodo di indagine ha posto fine all’interminabile sequela di assoluzioni per insufficienza di prove che caratterizzavano i processi di mafia in Sicilia negli anni ’70 e ’80. Il metodo si avvale di indagini finanziarie presso banche e istituti di credito in Italia e all’estero e permette di individuare il movimento di capitali sospetti. Esso è tuttora adottato a livello internazionale per combattere la criminalità organizzata.
Rigore investigativo, indagini finanziarie ed estrema capacità di coesione all’interno del gruppo che è passato alla storia come il “pool antimafia”: queste le caratteristiche che hanno permesso la realizzazione del primo maxiprocesso alla mafia, il più grande risultato mai conseguito contro Cosa nostra. L’eccezionale lavoro di un manipolo di magistrati guidati da Falcone approdò al dibattimento pubblico che vide alla sbarra 475 mafiosi, tra boss e gregari. Esemplare la sentenza, che consentì alla magistratura di condannare all’ergastolo l’intera direzione strategica di Cosa nostra. Accuse poi confermate fino in Cassazione…

www.fondazionefalcone.it



“Il Fatto quotidiano" di oggi 23 maggio 2020  in ricordo di Giovanni Falcone.

IL “METODO FALCONE” E’ SEMPRE ATTUALE

di Piergiorgio Morosini (Giudice delle indagini preliminari del tribunale di Palermo)

Non c’è tempo da perdere, bisogna mettere da parte le guerre tra il CSM, l’Anm, il guardasigilli, i partiti. Cosa Nostra delinque senza soste, mentre noi litighiamo senza soste”. A quattro giorni dalla strage di Capaci, Giovanni Falcone affida ad un giornalista parole drammatiche e premonitrici. Lo fa a commento di quei segnali di ferocia mafiosa che, dopo l’omicidio dell’europarlamentare Salvo Lima, si intensificano, rendendo ancora più convulsa la delicata transizione politico-economica dell’Italia del 1992. Ma quelle parole non possono cristallizzarsi in un passato lontano. Richiamano una questione che ciclicamente si ripropone: l’idoneità delle risorse istituzionali nella sfida alle forme più insidiose di criminalità per i diritti e la democrazia.
Sull’appello di Falcone alla “compattezza” degli organi dello Stato sembra calato il velo dell’oblio. A dirlo è la cronaca di maggio 2020. Le postazioni-chiave del “sistema giustizia” sono attraversate da asprezze e conflitti di ogni tipo. Basti pensare alla mozione di sfiducia verso il Guardasigilli, in seguito a provvedimenti di scarcerazione per motivi di emergenza sanitaria. O ancor più, alla pubblicazione di stralci di una indagine perugina su condotte di componenti del Consiglio superiore della magistratura. Una vicenda che svelerebbe storie di trame, rancori e miserie umane, per brama di potere, carriera o piccoli vantaggi personali. Come tale in grado di screditare un organo di rilevanza costituzionale, chiamato a difendere l’autonomia di tanti giudici e pubblici ministeri lontani anni luce da certe logiche e impegnati ogni giorno in delicate funzioni.

(continua nella sezione Rassegna stampa)



XXVII Corso di Educazione alla Legalità nelle Scuole Secondarie di primo grado, promosso dalla Sezione Distrettuale Abruzzese della Associazione Nazionale Magistrati e dalla Associazione Chieti nuova 3 febbraio

“La Costituzione e il rispetto della persona nella vita quotidiana- Ambiente, Salute, Lavoro”

Relazioni conclusive dei magistrati Giuseppe Falasca, Angelo Zaccagnini, inviate ai referenti delle Scuole partecipanti per essere lette agli studenti delle Scuole Medie nei giorni 14 e 15 maggio 2020

Giuseppe Falasca

Saluto dei Magistrati Abruzzesi

Anche quest’anno, il ventisettesimo di fila, l’associazione “Chieti Nuova 3 febbraio” e l’A. N. M. Abruzzese insieme ai presidi, ai docenti e a voi ragazzi delle scuole medie, hanno promosso il corso sulla legalità dedicato al tema “La Costituzione e il rispetto della persona nella vita quotidiana - Ambiente, Salute, Lavoro”, ma realizzato solo in parte, con gli interventi dei magistrati Piercamillo Davigo e Gherardo Colombo, con la visione del film “Promised Land” e con le nostre conversazioni.

Innanzitutto è doveroso il saluto e il ringraziamento alle scuole Medie Inferiori di CHIETI Antonelli, G. Chiarini-C. De Lollis, Convitto Nazionale “G. B. Vico”, F.Vicentini; di FARA FILIORUM PETRI-sedi di Fara, Casacanditella, Casalincontrada, Rapino, Roccamontepiano; di FRANCAVILLA A MARE F. P. Michetti; di RIPA TEATINA-TORREVECCHIA TEATINA M. Buonarroti; di SAN GIOVANNI TEATINO G. Galilei.
Se, a conclusione del corso, ci troviamo a comunicare per iscritto, nell’impossibilità d’incontrarci, vederci, avere il piacere di comunicare guardandoci da vicino, di godere del clima festoso e vociante dei nostri incontri conclusivi, è per il drammatico momento che accomuna tutto il mondo nella pandemia che ci ha colpito. Pandemia che ha travolto la vita di tutti, ci ha costretti a modificare profondamente le nostre abitudini, a vivere chiusi in casa, lontani dalle persone care, a volte privandoci per sempre della loro presenza.

(continua nella sezione Iniziative)



XXVII Corso di Educazione alla Legalità nelle Scuole Secondarie di primo grado, promosso dalla Sezione Distrettuale Abruzzese della Associazione Nazionale Magistrati e dalla Associazione Chieti nuova 3 febbraio

“La Costituzione e il rispetto della persona nella vita quotidiana- Ambiente, Salute, Lavoro”

Sintesi di Angelo Zaccagnini

Carissimi educatori e ragazzi
voglio ringraziare presidi, docenti e Voi studenti delle scuole medie inferiori di CHIETI Antonelli, G. Chiarini-C. De Lollis, Convitto Nazionale “G. B. Vico”, F.Vicentini; di FARA FILIORUM PETRI-sedi di Fara, Casacanditella, Casalincontrada, Rapino, Roccamontepiano; di FRANCAVILLA A MARE F. P. Michetti; di RIPA TEATINA-TORREVECCHIA TEATINA M. Buonarroti; di SAN GIOVANNI TEATINO G. Galilei.
Il compito che mi è stato affidato è quello di sintetizzare un messaggio da sottoporre alla vostra attenzione sul tema, sopra riportato, che, dopo gli interventi dei  magistrati Piercamillo Davigo e Gherardo Colombo, la visione del film “Terra promessa” e le nostre conversazioni, sarebbe stato ancora oggetto di dibattito nelle scuole, se non avesse fatto irruzione nella nostra vita la pandemia da covid-19 con gli effetti noti a tutti.
Per dare conto di quanto mi appresto a comunicare, voglio subito precisare, soprattutto per i docenti:
--che, ogni affermazione di carattere giuridico, non è mia opinione, ma trova fondamento in norme costituzionali, convenzioni e trattati internazionali oltre che in pronunce delle massime autorità giurisdizionali (Corte Costituzionale, Corte di Giustizia dell’U.E., Corte di Cassazione, Consiglio di Stato) tanto che si tratta di “diritto vivente”.
Le citazioni, però, saranno ridotte al minimo per agevolare la lettura da parte dei ragazzi;
--che i principi che cercherò di enucleare con parole comprensibili, sono frutto di enunciazioni contenute in gran parte della Legislazione non solo nazionale, ma anche sovranazionale che, quanto a quella dell’Unione Europea, trova diretta applicazione con carattere di prevalenza sulle leggi interne.
Attraverso questo scritto, pensato per voi ragazzi, cercherò di farvi comprendere che parliamo di principi e diritti che, in quanto contenuti nel nostro Ordinamento Giuridico, non sono astratti, ma rappresentano regole obbligatorie da rispettare, soprattutto da parte dei pubblici poteri ed a garanzia di ogni Persona, specialmente quelle più giovani che, non va dimenticato, sono soggetti titolari di diritti fin dalla nascita (art. 1 Cod. Civ.).

(continua nella sezione Iniziative)



Fondazione Falcone

23 Maggio 1992: LA STRAGE DI CAPACI

Il 23 Maggio 1992, Giovanni e la moglie Francesca, di ritorno da Roma, atterrano a Palermo con un jet del Sisde, un aereo dei servizi segreti partito dall’aeroporto romano di Ciampino alle ore 16,40.
Tre auto,  una Croma marrone, una bianca e una azzurra li aspettano. È la scorta di Giovanni, la squadra affiatatissima che ha il compito di sorvegliarlo dopo il fallito attentato del 1989 dell’Addaura. Ma poco dopo aver imboccato l’autostrada che congiunge l’aeroporto alla città, all’altezza dello svincolo di Capaci, una terrificante esplosione (500 kg di tritolo) disintegra il corteo di auto e uccide GIOVANNI FALCONE, la moglie FRANCESCA MORVILLO, gli agenti della scorta, ROCCO DICILLOANTONIO MONTINAROVITO SCHIFANI.
La fine di Giovanni Falcone potrebbe essere letta come una sconfitta dei giusti e dello Stato, come la fine di una speranza, ma in realtà la sua morte ha rappresentato l’inizio di una vera rinascita della società civile, che ha spinto le istituzioni statali a sferrare nei confronti della mafia un attacco tale da ridurre quasi al tappeto Cosa nostra. Tutti i più grandi latitanti, tranne Matteo Messina Denaro, sono in prigione e l’azione della magistratura e delle forze dell’ordine non conosce soste. È importante, però, che l’azione non si fermi. Qualsiasi indecisione o allentamento della tensione giova a Cosa nostra. Per questo è fondamentale l’impegno delle istituzioni e, soprattutto, la vigilanza della società civile. Spetta a tutti noi, ai giovani, che saranno i  protagonisti del domani, mantenere alto l’esempio lasciato da Giovanni Falcone e fare propria la lezione di legalità, di professionalità e di amore per lo Stato che il magistrato ci ha lasciato.
…Giovanni Falcone è stato un magistrato italiano che ha dedicato la sua vita alla lotta contro la mafia senza mai retrocedere di fronte ai gravi rischi a cui si esponeva con la sua innovativa attività investigativa, mosso da uno straordinario spirito di servizio verso lo Stato e le sue istituzioni. È stato tra i primi a identificare Cosa Nostra in un’organizzazione parallela allo Stato, unitaria e verticistica in un’epoca in cui si negava generalmente l’esistenza della mafia e se ne confondevano i crimini con scontri fra bande di delinquenti comuni. La sua tesi è stata in seguito confermata dalle dichiarazioni rilasciate nel maxiprocesso dal primo importante pentito di mafia, Tommaso Buscetta, e, negli anni seguenti, da altri rilevanti collaboratori di giustizia.
Grazie al suo innovativo metodo di indagine ha posto fine all’interminabile sequela di assoluzioni per insufficienza di prove che caratterizzavano i processi di mafia in Sicilia negli anni ’70 e ’80. Il metodo si avvale di indagini finanziarie presso banche e istituti di credito in Italia e all’estero e permette di individuare il movimento di capitali sospetti. Esso è tuttora adottato a livello internazionale per combattere la criminalità organizzata.
Rigore investigativo, indagini finanziarie ed estrema capacità di coesione all’interno del gruppo che è passato alla storia come il “pool antimafia”: queste le caratteristiche che hanno permesso la realizzazione del primo maxiprocesso alla mafia, il più grande risultato mai conseguito contro Cosa nostra. L’eccezionale lavoro di un manipolo di magistrati guidati da Falcone approdò al dibattimento pubblico che vide alla sbarra 475 mafiosi, tra boss e gregari. Esemplare la sentenza, che consentì alla magistratura di condannare all’ergastolo l’intera direzione strategica di Cosa nostra. Accuse poi confermate fino in Cassazione…

www.fondazionefalcone.it



Per la transizione decreti-legge e leggi ordinarie

Fase 2. Non è uno scrupolo eccessivo, ma il solo modo in cui ci si può assicurare che il governo operi nei limiti dalla Costituzione: i Dpcm sono atti amministrativi non soggetti al sindacato della Corte costituzionale, dunque sfuggono al controllo di costituzionalità.

L’attenuarsi dell’emergenza impone il ripristino delle ordinarie competenze costituzionali e il ritorno agli equilibri tra i poteri. Gli atti extra ordinem e le decisioni autoritative assunte dal Governo nella fase più acuta della pandemia sono state legittimate dalla necessità di salvaguardare la vita degli individui. Ora, il diritto fondamentale alla salute deve continuare ad essere preservato, ma senza più bisogno di rotture o forzature.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Gaetano Azzariti , Il Manifesto, 30 - IV- 2020



Il ritorno all’austerità è scritto nel Def

In attesa che in Europa venga definito il ventaglio degli strumenti finanziari per fronteggiare la crisi, una certezza c’è già: chi avrà bisogno di soldi dovrà chiederli in prestito. Che si tratti di Mes o di «Sure», di credito della Bei, di raccolta in proprio di risorse sul mercato dei capitali o dell’etereo – per adesso – recovery fund, la sostanza non cambia. Il denaro, anche al tempo della crisi, rimane una fonte di estrazione di valore.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Luigi Pandolfi, Il Manifesto, 29 – IV- 2020



Primo maggio - festa del Lavoro e dei Lavoratori

istituita nel 1889, a Parigi, per ricordare le lotte per la conquista dei diritti, gli incidenti e le morti di Chicago durante lo sciopero generale di tre anni prima.

Il lavoro è un valore. Il lavoro è un diritto e un dovere di ogni donna e di ogni uomo.

Leggiamo, rileggiamo, stampiamo nelle menti e nei cuori la nostra Costituzione:

Articolo 4. La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Articolo 36. Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.
La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge. Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.

Art. 37. La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore…

Oggi, in questa situazione di emergenza, “il lavoro umile ci ha salvato. Il senso di responsabilità dei lavoratori ha tenuto in piedi il paese...Ci hanno colpito le lavoratrici e i lavoratori con i loro comportamenti, la loro volontà, serietà, abnegazione, la loro solidarietà. E’ il lavoro che sconfiggerà il virus, ancora una volta il mondo del lavoro sta dimostrando una forza ed un senso di responsabilità generale che commuove ed inorgoglisce, perché sa prendersi cura dei problemi e dei bisogni delle persone…"
Allo stesso tempo…, “è emerso in maniera palese come l’attuale modello di sviluppo non è più rispondente ai bisogni e alle necessità della grande maggioranza delle persone. Il virus ha svelato crudelmente in maniera molto più efficace di tante nostre critiche che uno sviluppo basato sulla finanza e sulla crescente diseguaglianza non è sostenibile né per l’uomo né per la natura.”
Inoltre,  “mi ha colpito la fragilità del nostro sistema sociale e in particolare quello dell’assistenza delle persone. A iniziare dal sistema di sanità pubblico del nostro Paese, falcidiato da anni di tagli indiscriminati, e ora è chiaro a tutti che deve essere rafforzato ed esteso…”
E’ stata confermata ancora una volta “la centralità del lavoro e delle persone che lavorano. In Italia, a proposito di emergenza sanitaria, abbiamo retto e stiamo reggendo soprattutto grazie al sacrificio e alla professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori del settore. Tutti: dai medici agli infermieri, dagli addetti alle pulizie a chi fa la manutenzione degli impianti…”

(Maurizio Landini, segretario generale Cgil, dal quotidiano Il Manifesto, 28 aprile 2020, intervista di Massimo Franchi a Maurizio Landini).



25 aprile 2020

Settantacinquesimo anno della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo con la Liberazione di Milano da parte dei Partigiani il 25 aprile 1945: data fondativa della Democrazia, della Repubblica, della Costituzione, conquistate anche per  tutti noi dalla Resistenza delle donne e degli uomini.

Noi, rifiutando nettamente la rimozione della Memoria, convinti  “che è proprio nella memoria degli eventi fondatori che la democrazia si afferma e si manifesta come valore” (Enzo Bianchi, priore di Bose), consapevoli di quanto è costata la lotta per la libertà, continuiamo con serietà e con lealtà, con l’impegno civico a difendere la nostra convivenza civile.

I nostri padri “sono morti senza retorica, senza grandi frasi, con semplicità, come se si trattasse di un lavoro quotidiano da compiere: il grande lavoro che occorreva per restituire all’Italia libertà e dignità. Di questo lavoro si sono riservata la parte più dura e più difficile, quella di morire, di testimoniare con la resistenza e la morte la fede nella giustizia. A noi è rimasto un compito cento volte più agevole; quello di tradurre in leggi chiare, stabili e oneste”, in comportamenti consapevoli e responsabili, “il loro sogno”, solo in parte attuato: “di una società più giusta e più umana, di una solidarietà di tutti gli uomini, alleati a debellare il dolore”. (Piero Calamandrei).

Nell’attuale stato di emergenza sanitaria, guardando a loro, rimaniamo uniti, vigili, solidali.

Il 25 aprile 2020, dalle ore 15,00, partecipiamo al flash mob, organizzato dall’ANPI nazionale, esponendo il tricolore e diffondendo dai balconi il canto “Bella ciao”.

Buona festa della Liberazione!



BUONA PASQUA. Auguri!

Perché la Pasqua sia effettivamente un passaggio:

Auguriamoci che la persona umana sia al centro delle relazioni, del sistema di vita, della visione del mondo, al fine di garantirne il pieno sviluppo (Costituzione della Repubblica italiana, articolo 3)

Auguriamoci che nessuno debba morire per e nel compiere il proprio dovere

Auguriamoci che ci ricorderemo sempre dei responsabili di progetti, di decisioni, di comportamenti che hanno provocato dolori, sofferenze, morti, rovine economiche

Auguriamoci che il bene comune e non il profitto e il bieco interesse personale ispirino scelte e decisioni nei gestori della cosa pubblica, non dimenticando che “i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore” (Costituzione della Repubblica italiana, articolo 54)

Auguriamoci che saremo capaci di esercitare il nostro  ruolo di cittadini, rivendicando i diritti inviolabili dell’uomo, adempiendo ai doveri inderogabili di solidarietà politica, economica, sociale (Costituzione della Repubblica italiana, art. 2), riflettendo e sollecitando la riflessione sul senso di “pubblico servizio”

Auguriamoci che “la cultura sappia proteggere l’uomo dalle sofferenze invece di limitarsi a consolarlo”*

Auguriamoci che la giustizia sociale, la giustizia economica, la giustizia ambientale siano autentiche priorità effettive

Studiamo, leggiamo, informiamoci, confrontiamoci

perché abbiamo bisogno della intelligenza e della coscienza critica l’uno dell’altro

per dare risposte concrete alle complesse sfide dell’oggi e del domani e per contrastare i tentativi di imporre un sistema basato sulla concentrazione della ricchezza e del potere in poche mani e sulla crescita a dismisura delle disuguaglianze.

Auguriamoci di farcela!


*Elio Vittorini



PM Sanitopoli: carenze vengono da lontano

"La carenza di mezzi e posti letto, le ristrettezze economiche nella sanità pubblica di oggi vengono da lontano. Anche da ruberie e tangenti provate nelle sentenze del processo della Sanitopoli d'Abruzzo. Gli imputati si vantavano dei tagli ai posti letto fatti nel pubblico e nel privato: per loro era elemento di difesa. Ma Angelini diceva 'con tutti i soldi che vi ho dato volete tagliare anche me?'. Quei tagli furono occasioni per ottenere tangenti". Ricorda così quei giorni Giuseppe Bellelli, l'ex pm del pool della Procura di Pescara guidata da Trifuoggi e con Di Florio, che nel 2008 avviò l'inchiesta che decapitò la Giunta Del Turco. Prime notizie di reato nel 2006, arresti nel 2008, processo fino al 2013. "Si difendevano dicendo che lo Stato aveva imposto quei tagli, ma l'Abruzzo divenne regione canaglia per via delle cartolarizzazioni messe in campo dalle giunte di centrodestra e centrosinistra e altre malversazioni all'origine del dissesto che ne è seguito" dice Bellelli, oggi capo della Procura a Sulmona.

ANSA - PESCARA, 4 APRILE 2020

 


Regione Abruzzo 2016, rischi coronavirus

Ente doveva adottare Piano emergenze infezioni entro 2016

"I coronavirus sono un esempio di virus che hanno effettuato il salto di specie". E' quanto si legge nel Piano di Prevenzione 2014-2018 della Regione Abruzzo, in cui l'ente scriveva che "le infezioni da Sars CoV, Mers CoV, nuovi ceppi influenzali a trasmissione umana, l'influenza aviaria H7N9 e le infezioni da Ebola virus alimentano il burden delle malattie infettive e sono causa di elevato livello di attenzione al livello globale". In base al Piano la Regione doveva approvare entro il 2016 una "delibera regionale per l'adozione di un Piano permanente per la gestione delle emergenze infettivologiche ed in particolare per l'adeguata diagnosi e presa in carico dei pazienti con infezioni diffusive per via aerea". Per la Regione, in sintesi, bisognava "introdurre un piano di risposta generale regionale alle grandi emergenze infettive per poterle contenere, circoscrivere la loro trasmissione e mantenere in sicurezza gli operatori sanitari coinvolti nelle procedure di assistenza e di cura".

(continua nella sezione Rassegna stampa) ANSA – Redazione - PESCARA, 4 APRILE 2020

 


Coronavirus, niente pigiama né screenshot: ecco le regole dei presidi per le lezioni online

Anche da casa, bisogna rispettare qualche norma di comportamento: arrivare puntuali, non distrarsi con altre app e non usare il telefono. Ecco il decalogo di alcuni istituti

(continua nella sezione Rassegna stampa) di Alex Corlazzoli, Il Fatto Quotidiano, 5 Aprile 2020



Intervista a Quammen: “La pandemia era prevedibile. Ora pensiamo alla prossima”

David Quammen - Parla lo scrittore di “Spillover”, il libro che 10 anni fa raccontava tutto del coronavirus. “Non riesco a spiegarmi perché l’Italia…”

(continua nella sezione Rassegna stampa) di Maddalena Oliva, 4 Aprile 2020

 


Appello Manifesto per il “dopo”
Quando la pandemia sarà finita

Il Virus Covid 19 infuria in grandissima parte dei paesi e sembra non volersi placare se non dopo aver toccato l'ultima contrada del pianeta. Abbiamo davanti la più grave emergenza sanitaria della storia umana, dopo la Spagnola. Negli ultimi tempi, di fronte alla minaccia globale del riscaldamento climatico, abbiamo assistito alla sostanziale indifferenza dei poteri dominanti. Tutto è continuato come prima, perché il rischio appariva lontano, non portava danni immediati al processo di accumulazione capitalistica. Oggi la pandemia, che si diffonde quasi con la velocità dei flussi finanziari mondiali, ha messo in scacco la crescita, ha fermato la grande giostra e rischia di schiantarla. La vastità dell'evento e la radicalità delle sue implicazioni, i morti e la distruzione di ricchezza, impongono che dopo la grande tempesta nulla sia più come prima.
Indichiamo alcuni punti di necessaria, radicale trasformazione dello status quo.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Pietro Bevilacqua, Il Manifesto



Più investimenti per la salute, meno spese militari

L’Italia e il mondo intero stanno affrontando la gravissima emergenza sanitaria derivante dalla pandemia di coronavirus COVID-19, forse la più grande crisi di salute pubblica (e non solo) del dopoguerra per i paesi ricchi ed industrializzati. Rete della Pace e Rete italiana per il Disarmo si uniscono alle voci di vicinanza e compartecipazione ai problemi che l’intero Paese sta vivendo, con un particolare pensiero ai familiari delle vittime e un forte sostegno nei confronti degli operatori della sanità e di chi mantiene operativi i servizi essenziali.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Rete Italiana per il Disarmo 17.03.2020



Cari prof, concentratevi sul vostro compito: essere la differenza per i ragazzi

«Gli insegnanti smettano di trattare gli alunni come contenitori vuoti da riempire con schede e compiti», dice Daniela Lucangeli commentando una certa declinazione della didattica a distanza a cui assistiamo in questi giorni confusi. I ragazzi oggi hanno urgenza di essere sostenuti e rassicurati: «Voi potete fare la differenza nel sostenere i ragazzi nel momento in cui hanno più bisogno di aiuto. Anziché fare monologhi di un’ora, meglio organizzare dei micro gruppi, così che il tempo trascorso davanti a uno schermo sia un tempo dedicato».

(continua nella sezione Rassegna stampa) Sabina Pignataro



Ignazio Marino: «Tornate a investire sulla sanità, è il made in Italy di successo»

Intervista. Da Philadelphia, dove dal 2016 è tornato ad occuparsi di trapianti alla Thomas Jefferson University, parla l'ex presidente della commissione Sanità del Senato ed ex sindaco di Roma: «Basta con gli armamenti, ricominciate a finanziare ospedali pubblici e ricerca. L’Italia è un modello»

(continua nella sezione Rassegna stampa) Eleonora Martini Edizione del 19.03.2020

 


IL Virus sovrano

Qualunque emergenza porta allo scoperto i problemi che la normalità nasconde sotto il tappeto. In Italia, il coronavirus arriva su un paese diviso fra nord e sud e devastato dalla governance neoliberale nel servizio sanitario, nel mercato del lavoro, nell’assetto istituzionale. Come cambia il rapporto fra sicurezza e libertà mentre il virus attacca la sovranità statuale e l’ideologia sovranista. Un racconto dall’Italia per il quotidiano spagnolo “ara.cat”

(continua nella sezione Rassegna stampa) Giuseppe Altieri Articolo pubblicato su “ara.cat” il 13/03/2020



Da Pierluigi Sullo

Un amico che lavora al ministero dell'ambiente (che in questo momento ha cessato di esistere, causa contagi, ed è bizzarro che proprio il ministero dell'ambiente, in questo momento, sia scomparso) ha mandato in rete, a una serie di amici, un documento veramente impressionante. Si tratta di una ricerca molto seria, condotta da diverse istituzioni e università italiane, e da molti ricercatori, sul rapporto tra Covid-19 e inquinamento dell'aria, in particolare i Pm10 o come si chiamano, le polveri, ecc. Hanno messo a confronto, questi ricercatori, la diffusione del contagio e i dati delle centraline che rilevano le polveri e il particolato e insomma l'inquinamento dell'aria in tutte le province italiane. Il risultato è impressionante. Più inquinamento, più contagi, perché i virus usano le particoelle sospese come tappeti volanti e volano anche lontano, come dimostrano ricerche cinesi, ad esempio, sulla diffusione del virus del morbillo. Ed ecco perché sono la Lombardia, e la Pianura Padana, ad essere colpite, ed ecco perché l'inazione sull'inquinamento dell'aria, l'assistere inerti al superamento sistematico dei limiti fissati dall'Unione europea, si sta convertendo in un omicidio di massa. Ma leggete, se vi va, questo rapporto.

(continua nella sezione Rassegna stampa)



Al tempo del Coronavirus

Tre esercitazioni Nato

1) Dal quotidiano Il Centro, 11 marzo 2020:
Colonna militare Nato con carri armati all'uscita dall'A14. Esercitazione denominata Defender europe 2020, con 37mila unità Usa, è in corso in Europa. La colonna transitata in Abruzzo è uscita al casello Pescara Nord / Città sant'Angelo per percorrere la statale 16 Adriatica e rientrare in A14 a Pineto. La deviazione si è resa necessaria per osservare il divieto di transito sui viadotti per i veicoli superiori a 44 tonnellate .

(continua nella sezione Rassegna stampa) Da Davide Zedda, Notizie nazionali.it, 24-III-2020



Noam Chomsky: “I padroni dell’umanità hanno ucciso l’Europa”


“Si credono i padroni dell’umanità e purtroppo lo stanno diventando: la politica democratica ha cessato di resistere loro, spianando la strada alla dittatura incondizionata dei poteri forti, economici e finanziari, che ormai dettano le condizioni della nostra vita pubblica”. Parola di Noam Chomsky, considerato il maggior linguista vivente, autore del capolavoro “Il linguaggio e la mente”.
A 86 anni, il professore statunitense dimostra una lucidità di pensiero e di visione che non lascia spazio a dubbi. Nessuna illusione: “Le nostre società stanno andando verso la plutocrazia. Questo è il neoliberismo”, dice Chomsky, in Italia per il Festival delle Scienze di Roma nel gennaio 2014.  Il titolo dell’ultima raccolta di testi inediti tradotti in italiano è estremamente esplicito: loro, gli oligarchi globali, signori delle multinazionali e grandi banche d’affari, sono “I padroni dell’umanità”.
“La democrazia in Italia è scomparsa quando è andato al governo Mario Monti, designato dai burocrati seduti a Bruxelles, non dagli elettori”, afferma Chomsky. In generale, come riporta il newsmagazine “Contropiano”, per Chomsky “le democrazie europee sono al collasso totale, indipendentemente dal colore politico dei governi che si succedono al potere.”
Sono “finite”, le democrazie del vecchio continente – Italia, Francia, Germania, Spagna – perché le loro sorti “sono decise da burocrati e dirigenti non eletti, che stanno seduti a Bruxelles. Decide tutto la Commissione Europea, che non è tenuta a rispondere al Parlamento Europeo regolarmente eletto. Puro autoritarismo neo-feudale: questa rotta è la distruzione delle democrazie in Europa e le conseguenze sono dittature”.
Per Chomsky, il neoliberismo che domina la dottrina tecnocratica di Bruxelles è ormai un pericolo planetario. Il fanatismo del “libero mercato” come via naturale per un’economia sana poggia su di un dogma bugiardo e clamorosamente smentito. In realtà senza il supporto pubblico (in termini di welfare e di emissione monetaria) nessuna economia privata può davvero svilupparsi.
Oggi il neoliberismo si configura come “un grande attacco alle popolazioni mondiali”, addirittura “il più grande attacco mai avvenuto da quarant’anni a questa parte”. Desolante il silenzio dell’informazione, che coinvolge gli stessi “new media”: la loro tendenza è quella di “sospingere gli utenti verso una visione del mondo più ristretta”.

Giuseppe Altieri 21.02.2014 - Redazione Italia

Quest'articolo è disponibile anche in: Francese



Fermiamo il contagio alla «sfera comune»

Pandemia . La scarsità di beni, di occasioni, di libertà, la moltiplicazione dei rischi è sempre stata accompagnata dal dilagare di piccole e grandi cattiverie pubbliche e private, dalla strenua difesa dei privilegi, nonché da tentazioni autoritarie.

Ora il quadro è più o meno chiaro a tutti. Con uno sfasamento temporale certo e certificato, con forze diseguali in campo come già prima della crisi pandemica, rese oggi manifeste dalle diverse potenzialità di cura. Ma la partita tra interdipendenza e arroccamento, tra Europa e “priorità nazionali”, tra cooperazione e competitività è completamente aperta, come hanno dimostrato le barriere imposte alla circolazione dei materiali sanitari.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Marco Bascetta, Il Manifesto, 24-III.2020



Comuni d’Italia, tra pazienti zero e interessi sul debito

Ecco un altro motivo per rimanere a casa, ma non rimanere in silenzio

In piena emergenza sanitaria, ciò che fino a qualche giorno fa era innominabile diventa improvvisamente senso comune. Si scopre così che i soldi, che finora non c’erano, ora possono essere messi a disposizione a dismisura; che possono essere dati direttamente a famiglie e imprese, invece che solo alle banche; che i vincoli di bilancio sono algoritmi senza senso e possono essere by-passati; e si rende infine evidente quanto tagli e privatizzazioni abbiano messo profondamente alle corde quello che era uno dei migliori sistemi sanitari al mondo, con conseguenze che oggi tutti paghiamo.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Marco Bersani, il Manifesto, 21-III-2020



Dal quotidiano La Stampa

Il caso Ilaria Capua: radiografia del suicidio italiano

Un’eccellenza mondiale distrutta nell’indifferenza. Da genio della scienza a trafficante di virus da condannare all’ergastolo per procurata epidemia Dieci anni di indagini sgangherate accompagnate dalla gogna mediatica e social in odio alla casta e alla scienza. Prosciolta è andata negli Stati Uniti.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Mattia Feltri, pubblicato il 25 Giugno 2017, ultima modifica il 26 Marzo 2020



David Quammen: «Questo virus è più pericoloso di Ebola e Sars»

L'intervista di Stella Levantesi a David Quammen. L’autore di «Spillover» (Adelphi, 2014) spiega il nesso tra uomini e pipistrelli. E perché la pandemia dipende soprattutto da noi

Otto anni fa, nel 2012, il divulgatore scientifico e autore David Quammen ha scritto nel suo libro Spillover (Adelphi, 2014), una storia dell’evoluzione delle epidemie, che la futura grande pandemia («the Next Big One») sarebbe stata causata da un virus zoonotico trasmesso da un animale selvatico, verosimilmente un pipistrello, e sarebbe venuto a contatto con l’uomo attraverso un «wet market» in Cina.
Ma non si tratta di una profezia, Quammen è arrivato a queste conclusioni attraverso ricerche, inchieste e interviste accompagnate dai dati scientifici degli esperti.
Dalla sua casa in Montana, Quammen ci aiuta a comprendere meglio la pandemia di coronavirus, la sua genesi e il suo sviluppo.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Il Manifesto, 25-III-2020


Epidemia coronavirus, due approcci strategici a confronto

Propongo una ipotesi in merito ai diversi stili strategici di gestione dell’epidemia adottati in Europa e altrove. Sottolineo che si tratta di una pura ipotesi, perché per sostanziarla ci vogliono competenze e informazioni statistiche, epidemiologiche, economiche che non possiedo e non si improvvisano. Sono benvenute le critiche e le obiezioni anche radicali.

L’ipotesi è la seguente: lo stile strategico di gestione dell’epidemia rispecchia fedelmente l’etica e il modo di intendere interesse nazionale e priorità politiche degli Stati e, in misura minore, anche delle nazioni e dei popoli. La scelta dello stile strategico di gestione è squisitamente politica.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Roberto Buffagni, italiaeilmondo.com



L'epidemia e la mondialità che manca

La rapida diffusione su scala globale del Covid 19 mostra, su un piano nuovo, la mondializzazione simultanea dei fenomeni che attraversano la nostra epoca.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Piero Bevilacqua, Manifesto, 13-III-2020

 


"Le misure sono costituzionali a patto che siano a tempo determinato"

ROMA - "Basta leggere la Costituzione per essere certi che per i gravi stati di emergenza - ed è fuori discussione che quello del Coronavirus lo sia - si può contare su una piena garanzia che misure eccezionali sono possibili e quindi legittime". È questo il parere di Gaetano Azzariti, professore di diritto costituzionale alla Sapienza di Roma.

(continua nella sezione Rassegna stampa) La Repubblica, 8-III-2020



Perché le donne continuano a guadagnare meno degli uomini

In tutti i paesi del mondo e nella maggior parte dei settori lavorativi, le donne sono ancora pagate meno degli uomini. Questo divario retributivo continua a rappresentare una delle ingiustizie sociali più diffuse a livello globale.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Giulia Testa, Internazionale, 6-III-2020


 

 

 

 


Libertà e Giustizia

Referendum: No a riduzione numero dei parlamentari

Da sempre Libertà e Giustizia si è impegnata a difendere la Costituzione nella consapevolezza che essa è un corpo vivente, i cui mutamenti devono mirare a renderla meglio preparata a rispondere alle sfide della società che cambia ma senza stravolgerne l’identità. Difendere la Costituzione non significa necessariamente dire no alle proposte di riforma.

(continua nella sezione Rassegna stampa) 14 febbraio 2020

 


QUESTIONE GIUSTIZIA
Magistratura e società


In ricordo di Vittorio Bachelet *

Vittorio Bachelet raccontato ai giovani studenti di oggi. Il suo percorso di giurista, l’impegno nella società e nelle istituzioni, la sobrietà e il coraggio

(continua nella sezione Rassegna stampa) Vittorio Borraccetti, già magistrato, già segretario generale di Magistratura Democratica



Sulle Foibe un giorno per tutti i ricordi

10 febbraio, Giorno del Ricordo. Ecco il racconto del contesto che gli italiani non conoscono: dal «fascismo di frontiera» degli anni ’20, dai crimini dell’Italia in Jugoslavia, dai 100.000 jugoslavi deportati e internati, alle violenze jugoslave del settembre ’43 e maggio ’45, fino all’esodo italiano.

Ripubblichiamo questo articolo dello storico Giacomo Scotti, pubblicato per la prima volta sul manifesto del 5 febbraio 2014, vista la sua scottante attualità.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Giacomo Scotti, 11.02.2020



Fascist Legacy - Un’eredità scomoda

Fascist Legacy ("L'eredità del fascismo") è un documentario della BBC sui crimini di guerra commessi dagli italiani durante la Seconda Guerra Mondiale. La RAI acquistò una copia del programma, che però non fu mai mostrato al pubblico. La7 ne ha trasmesso ampi stralci nel 2004. Il documentario, diretto da Ken Kirby, ricostruisce le terribili vicende che accaddero nel corso della guerra di conquista coloniale in Etiopia – e negli anni successivi – e delle ancora più terribili vicende durante l’occupazione nazifascista della Jugoslavia tra gli anni 1941 e 1943. Particolarmente crudele la repressione delle milizie fasciste italiane nella guerriglia antipartigiana in Montenegro ed in altre regioni dei Balcani. Tali azioni vengono mostrate con ottima, ed esclusiva, documentazione filmata di repertorio e con testimonianze registrate sui luoghi storici nella I puntata del film. Il documentario mostra anche i crimini fascisti in Libia e in Etiopia. Nella II puntata il documentario cerca di spiegare le ragioni per le quali i responsabili militari e politici fascisti -colpevoli dei crimini- non sono stati condannati ai sensi del codice del Tribunale Militare Internazionale di Norimberga, per crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Conduttore del film è lo storico americano Michael Palumbo, autore del libro “L’olocausto rimosso”, edito -in Italia- da Rizzoli. Nel film vengono intervistati -fra gli altri- gli storici italiani Angelo Del Boca, Giorgio Rochat, Claudio Pavone e lo storico inglese David Ellwood.

Fonte e video :
Fascist Legacy ("L'eredità del fascismo") è un documentario della BBC sui crimini di guerra commessi dagli italiani durante la Seconda Guerra Mondiale. La RAI acquistò una copia del programma, che però non fu mai mostrato al pubblico

temi.repubblica.it



Riceviamo e pubblichiamo

REPETITA IUVANT

Non mi stancherò, ogni anno, di ripubblicare il seguente post, che risale a qualche anno fa. Lo farò fino a quando la triste vicenda delle foibe non comincerà a essere trattata senza usare violenza alla storia.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Roberto Leombroni



GIORNO DEL RICORDO: STORIA E POLEMICHE

Il Giorno del Ricordo è stato istituito con Legge 30 marzo 2004, per “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe” e dell’esodo degli istriani e dalmati, nonché “della più complessa vicenda del confine orientale”.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Filippo Paziente



Giustizia Insieme

Giustizia Insieme, nel Giorno della Memoria, offre alla lettura quattro contributi, tutti uniti da un filo prezioso, attorno al quale si annodano le parole memoria, vita, persone e dignità.

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Antonella Dell’Orfano (Il valore della Memoria) apre le porte del suo essere figlia di un deportato nei campi di concentramento nazisti e, con impareggiabile delicatezza, offre ai lettori aspetti di intimità intrisi dei valori che hanno segnato  la sua esperienza familiare prima e quella di giudice, poi, dell’essere giudice che ha a cuore la dignità della persone e sente per queste ragioni di non potere mai deflettere dal suo ruolo di custode della Costituzione.

Giuseppe (Piero) De Marzo ( Immunità giurisdizionale e diritti fondamentali) centra la sua riflessione sul tema dell’immunità giurisdizionale e dei crimini contro l’umanità, riannodando i fotogrammi della vicende che nell’ultimo ventennio hanno infiammato la giurisprudenza nazionale, comune e costituzionale, entrambe capaci di ergersi contro la giustizia internazionale in nome della tutela dei diritti umani.

Noemi di Segni (Memoria oggi: impegno di coerenza, oltre la conoscenza) invita, forte della memoria del passato, ad essere coerenti fino in fondo rispetto alle multiformi manifestazioni di odio che continuano a germinare nei tempi nostri, allertando tutti ad un impegno supplementare  in nome di chi non ha mai fatto ritorno, anche se sopravvissuto, all’orrore della shoah.

Roberto Giovanni Conti (Fare memoria sull’Olocausto. Il divieto di negazionismo e la Corte edu (brevi osservazioni a Corte dir. uomo, 3 novembre 2019, Pastors c. Germania) prende lo spunto  da una recente sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo resa nei confronti di un parlamentare tedesco che aveva pronunziato un discorso intriso di odio all’indomani del 27 gennaio 2000, fornendo qualche chiave di lettura sul tema dell’abuso del diritto in ambito convenzionale.


Contributi che sembrano tutti uniti dall’infinita dignità che meritano tutti quelli considerati, colpevolmente, senza dignità.

 


3 febbraio 2020 - 2 febbraio 1993
Per superare, senza dimenticare, le ragioni che hanno portato ai gravi fatti del 2 febbraio 1993


Cronistoria dell’associazione Chieti nuova 3 febbraio
Per chi non sa e per chi ha dimenticato

Il 2 febbraio 1993, a Chieti, furono arrestati alcuni dei signori del 10%: cinque assessori e quattro tecnici Comunali, con l’accusa di concussione, abuso e falso ideologico in atti di ufficio: questo è l’inizio della emersione della  tangentopoli con le rivelazioni di un imprenditore sulle tangenti per l’appalto di una Scuola in una contrada di Chieti.
L’8 febbraio, cinque amici  decidono di incontrarsi per parlare della situazione e studiare  che fare. Si chiedono: vogliamo essere indifferenti, ignoranti, immemori o consapevoli, responsabili, con la voglia di rimboccarci le maniche, evitando le inutili lamentazioni e il pretestuoso vittimismo  e canalizzando l’indignazione  verso scelte, progetti e azioni concrete?
Scriviamo ai nostri concittadini una lettera aperta, che portiamo personalmente alle redazioni locali dei quotidiani, allora presenti in città e scopriamo che si sta creando un gruppo, composto da partiti di opposizione, sindacati, associazioni. Aderiamo. Si costruisce il Comitato per lo scioglimento del Consiglio Comunale, all’interno del quale ci diamo il nome di Gruppo Liberazione. Nei giorni successivi, il Comitato raccoglierà 12.000 firme.
Il 14 febbraio, nella notte di San Valentino, viene arrestato anche il Sindaco.
Il 4 marzo ci fu la scoperta in Comune dell’Archivio delle raccomandazioni, con l’elenco dettagliato dei raccomandati (schede con i dati delle persone che il Sindaco assisteva, da chi partiva la raccomandazione…)
Il Consiglio Comunale si sciolse e furono indette nuove elezioni. A luglio, il comitato, in parte, si sciolse. Parte decise di trasformarsi nell’ associazione Chieti nuova 3 febbraio, perché già dal nome  si comprendesse immediatamente la speranza che simili fatti non accadessero più.
Noi tenacemente continuiamo il nostro lavoro, pur nelle difficoltà del percorso. Ne valeva la pena. Ne vale la pena.



COMUNICATO

Come ogni anno dall’istituzione del Giorno della Memoria, nell’ambito della ventesima edizione del progetto Il Calendario della Repubblica-Il Dovere della Memoria l’associazione Chieti nuova 3 febbraio, in collaborazione con l’Istituto di Istruzione Superiore Luigi di Savoia, l’Istituto Professionale Umberto Pomilio, l’Istituto Tecnico Ferdinando Galiani – Romualdo de Sterlich, il Liceo Scientifico Filippo Masci, l’associazione Chieti torna al cinema, l’Unitre-Chieti, Per il GIORNO della MEMORIA, promuove la realizzazione della prima iniziativa Le verità dimenticate – il lager di Bolzano:

Mercoledì 29 gennaio 2020, ore 17.00, presso il Museo d’Arte Costantino Barbella, via C. de Lollis, 10, Chieti, Antonella Tiburzi, storica, Università di Bolzano, ANED-Milano (Associazione Nazionale ex Deportati Politici nei campi di sterminio nazisti) dialoga con Costantino Di Sante,storico, autore del libro“Criminali del campo di concentramento di Bolzano - Deposizioni, disegni, foto e documenti", edito da Edition Raetia.

Letture a cura degli studenti delleScuole partecipanti.

Dalla quarta di copertina del libro Criminali del campo di concentramento di Bolzano: Una inedita documentazione ha fatto emergere nuovi agghiaccianti particolari sulla gestione del campo di concentramento di Bolzano. Deposizioni, testimonianze, fotografie, disegni e certificati, finora mai pubblicati, provengono soprattutto dal National Archives di Washington e dall'Archivio dell'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito di Roma.
Grazie a queste nuove fonti sono state ricostruite le biografie dei principali responsabili dei misfatti avvenuti durante i mesi di funzionamento di uno dei principali luoghi di detenzione nazista nell'Italia occupata.

La seconda iniziativa sarà realizzata  nel mese di febbraio con la proiezione del docufilm, distribuito dall’Istituto Luce, “La casa dei bambini” di Francesca Muci e con l’intervento della regista. La data e il luogo saranno comunicati al più presto.

Info: www.chietinuova3febbraio.it; facebook/chietinuova3febbraio

 


Da Amnesty International

 

Quattro anni senza Giulio

Alle 19.41 del 25 gennaio migliaia di luci saranno pronte ad accendersi per ricordare il momento esatto dell'ultimo sms inviato da Giulio Regeni prima di essere sequestrato in Egitto, sottoposto nei giorni successivi a feroci torture e assassinato.
In questi quattro anni abbiamo continuato giorno dopo giorno a chiedere la verità con iniziative in ogni parte del paese. Continueremo fino a quando ci sarà una verità giudiziaria che coincida con quella storica, che attesti quel "delitto di stato", ne accerti le responsabilità individuali e le collochi lungo una precisa catena di comando.
Pescara: dalle 19:15 ci raccoglieremo di fronte al mercato di piazza Muzii per accendere le fiaccole alle 19.41.



I veri patrimoni del nostro paese

Devo rassegnarmi; sono rigido, forse intollerante.
Ai giovani racconto spesso le vite di avvocati, magistrati, poliziotti, carabinieri che hanno sacrificato sé stessi per la legalità costituzionale, uccisi da mafia e terrorismo. Dico loro che persone come Giorgio AMBROSOLI, Fulvio CROCE, Giovanni FALCONE, Paolo BORSELLINO, Ninni CASSARA’, Emanuele BASILE e tanti altri devono farci sentire fieri di essere italiani, sono un patrimonio nazionale. Inizialmente quei ragazzi mi guardano con gli occhi di chi pensa che ho voluto spararla grossa per attirare la loro attenzione. Dopo, al termine del racconto, non lo pensano più, capiscono che quelle vite sono testimonianza vera, in carne, ossa e, purtroppo, sangue, di coerenza e sacrificio per il bene comune.

(continua nella sezione Rassegna stampa) Pasquale Profiti, Procura della Repubblica di Trento

 


La contro-narrazione di Giampaolo Pansa

 

Ha avuto l’abilità e la capacità d’inserirsi negli spazi vuoti di una narrazione antifascista spesso reticente e retoricamente bloccata. A ben poco, o nulla, è servito ricordare che tante di quelle vicende che sui suoi libri venivano gridate, erano già state oggetto di ricerche, volumi, video e quant’altro.

(continua nella sezione Rassegna stampa) di MASSIMO STORCHI 16 Gennaio 2020



Pansa, la sconcertante santificazione di un falsario

La santificazione a testate unificate di Giampaolo Pansa lascia sconcertati.

È naturalmente comprensibile il lutto degli amici e degli ammiratori, così come è lodevole la gratitudine dei più giovani giornalisti che ripensano ai loro debiti verso quello che fu, fino a un punto preciso della sua vita, un maestro del nostro italianissimo giornalismo. Ma il silenzio sulla scelta revisionista di Pansa (una scelta che assorbe, portandolo di male in peggio, quasi gli ultimi vent’anni della sua vita), o peggio i tentativi di liquidarla con accenni a un suo gusto per le questioni «controverse», al suo essere «bastian contrario» o «sempre contro», sono invece inaccettabili. E nemmeno il combinato disposto dell’intollerabile ipocrisia italica e borghese del «de mortuis nihil nisi bonum» e del corporativismo giornalistico possono giustificare questa corale opera di depistaggio.

(continua nella sezione Rassegna stampa) di Tomaso Montanari, 15-I-2020



Questione Giustizia - Magistratura e società

La recensione di “Sorry we missed you” di Ken Loach

Spiacenti, ci siamo persi la dignità del lavoro

Per quanto si vada preparati alla visione dell’ultimo film di Ken Loach, non ci sono difese contro il cazzotto che il regista 83enne sferra in pieno stomaco al suo pubblico con la storia di Ricky ed Abby e dei loro due figli, e della caduta di questa famiglia, prima unita e solidale, in un inferno di disperazione umana ancor più che economica.

(continua nella sezione Rassegna stampa) di Rita Sanlorenzo sostituto procuratore generale presso la Corte di cassazione, 11 gennaio 2020


Appello sul Referendum

Referendum costituzionale: No alla grande menzogna

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Il 20 e 21settembre saremo chiamati a votare sul referendum costituzionale sul taglio del Parlamento, meno 36,5%, riducendo da 630 a 400 il numero dei deputati e da 315 a 200 quello dei senatori.

Il progetto politico che ha portato al taglio della rappresentanza parlamentare senza ascoltare alternative e critiche è rapidamente invecchiato, esso si risolve in un attacco al ruolo della rappresentanza parlamentare proprio quando ne andrebbe rilanciato il ruolo di rappresentanza e unificazione dell’Italia. Pubblicato sul quotidiano Il Manifesto, 24-VI-2020